MARTEDÌ 15 OTTOBRE 2019 05:33
 

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Opera Festival 2019: Amartuvshin Enkhbat, un talento dalla Mongolia.

(servizio e intervista di Roberto Tirapelle)

Enkhbat: "Rigoletto è un ruolo difficile ma musicalmente mi si addice, lo canto senza sforzo." "Amonasro è un personaggio di carattere, un guerriero." "Nabucco, il suo canto mi viene dal cuore".



E’ ritornato quest’anno a Verona, in Arena, il baritono mongolo Amartuvshin Enkhbat (già insignito all’età di 24 anni della Honorored Artist of Mongolia e di altri premi) per interpretare Amonasro in Aida e Giorgio Germont nella nuova produzione de La Traviata. Oggi l’artista, trentatreenne, è dotato di una voce ampia e potente, ricorda certi baritoni di altri tempi. Capace anche di ammorbidire la sua vocalità, è molto attento alla dizione e all’uso chiaro del fraseggio che sicuramente potrà ancora migliorare.

Nella nostra conversazione si è espresso in modo sintetico ma con molta proprietà di linguaggio.

 

L’intervista

 

       Maestro che studi di canto ci sono in Mongolia?

Enkhbat: “In Mongolia il canto è cominciato 50 anni fa. La mia insegnante è andata ad imparare canto in Bulgaria e in Russia. Poi è ritornata in Mongolia.”

Esistono dei conservatori in Mongolia o delle scuole di Musica.?

Enkhbat: “Sì esistono due conservatori a Ulan Bator, la capitale, e in uno di questi ho studiato canto.”

Quindi esiste anche un Teatro d’opera?

Enkhbat: “Esiste il Teatro accademico statale dove sono diventato solista principale.”

Maestro lei ha vinto il concorso Operalia nel 2012 a Pechino ma è stato anche finalista al Concorso Zarzuela sempre di Placido Domingo. Mi perdoni la domanda ma come è possibile che un cantante di origine asiatica entri in finale in un repertorio della Zarzuela, tipica musica lirica spagnola?

Enkhbat: “La domanda è corretta, infatti non conoscevo il repertorio. Ho ascoltato due arie su You Tube e le ho imparate con molta passione. Le cantava Carlos Alvarez. Da quel momento le ho portate nel concorso. Ho avuto un facile apprendimento.”

(cr.ph. da Istrael-Opera)

Parliamo di ruoli operistici. Da quello che abbiamo già letto ed ascoltato lei preferisce i ruoli verdiani. E ci sembra in particolare il ruolo di Rigoletto?

Enkhbat: “Sì è verissimo. Appena arrivato in Italia, tra l’altro, ho fatto un Rigoletto a Napoli e poi ho debuttato in Arena a Verona nel 2017 sempre con lo stesso ruolo.”

E, aggiungo, questa estate ha cantato a Macerata ancora Rigoletto. Allora ha un fascino speciale per lei questo ruolo?

Enkhbat: “E’ sempre stato un ruolo importante per me anche se molto difficile ma musicalmente mi si addice e lo canto senza sforzi. Mi viene quasi naturale.

Un altro ruolo che abbiamo intuito le piaccia è il Nabucco che ha cantato a Verona nel 2018.

Enkhbat: “Avete ancora ragione. E’ un canto che mi viene dal cuore e mi dà molta energia.”

E anche Amonasro (Aida) è un ruolo che la dà soddisfazione, pure cantato l’anno scorso a Verona?

Enkhbat: “Sì moltissimo, perché è un personaggio di carattere, è un guerriero, è una figura che esprime coraggio.”

  Ma veniamo a Giorgio Germont con cui debutta ne La Traviata questa sera a Verona.

Enkhbat: “Dicono che tutti i baritoni devono fare Giorgio Germont ma per me è un ruolo difficile, sono molto emozionato.”

I prossimi impegni?

Enkhbat: “Farò Nabucco a Parma il prossimo mese e continuerò Nabucco in altri due teatri nel corso dell’anno.”

Mi perdoni Maestro ma non dimentichi Rigoletto perché io credo lo abbia impresso nella mente?

Enkhbat: E’ vero, Mi avvince il suo dolore per la figlia, una vita difficile di amore e sofferenza.”

Allora speriamo di risentirla a Verona il prossimo anno, magari nel Nabucco.

Enkhbat: “Speriamo.”


(Si ringrazia l’Ufficio Stampa di Fondazione Arena di Verona)


 

   (cr.ph. Arena Verona, Ennevi)

Pubblicato in data 28/09/2019