VENERDÌ 7 AGOSTO 2020 19:52
 

Arte

Mostre a Parigi

Al Beaubourg e al Musée d'Art Moderne de la Ville

Un'occasione unica, qualche giorno pre o post natalizio nella Ville Lumière, per visitare rassegne artistiche difficilmente proposte riunite in Italia. 

Parigi, puntando sul grande afflusso turistico, offre un ricco calendario di manifestazioni ed eventi correlati adatti sia ad un pubblico 'classico' - ad esempio quello del Louvre e i due Palais (quindi, orientato verso l'omaggio per la rassegna del 170.mo anniversario del grandissimo Monet o la retrospettiva di De Nittis) - sia a coinvolgere e a stupire i più giovani che affolleranno le piazze e le strette vie della Parigi più 'cool', quella dei jazz-café, dei piccoli chioschi ricchi di esotici sapori ma soprattutto dei musei d'avanguardia. 

Tra le scelte per quest'ultimo itinerario:

Beaubourg. Centre Pompidou. Terra Cognita. La poesia e i paradossi della quotidianità nell'arte di Gabriel Orozco. Fino al 30 Gennaio 2011.

Place Georges Pompidou. Orari di apertura: tutti i giorni, tranne martedì, dalle 11:00 alle 21:00.

La biglietteria chiude alle ore 20.00. Tranne per i minori di anni 25, i possessori di card, e i portatori di handicap, biglietto da € 10 a € 8 (anche per tutte le Mostre e l'Espace 315); in alta stagione € 12, ridotto € 9.

Fotografia, scultura e pittura convergono nell'universo artistico di Gabriel Orozco (1962, Jalapa, Messico) volto a ricostruire (o de costruire) il paesaggio quotidiano secondo una visione straniata, attenta agli aspetti casuali ed alle coincidenze. Artista cosmopolita privo di un atelier fisso, Orozco trae questo tipo di ispirazione dai luoghi diversi dove vive e lavora. Elementi del paesaggio ma anche del corpo umano e dell'universo familiare vengono combinati in una ricerca plastica che integra arte e realtà. Questa mostra, che comprende, oltre alle opere più famose come la celebre "La DS" (la Citroën stretta), anche pezzi nuovi ed inediti, è un'ottima occasione per scoprire il lavoro di un artista già affermato ma al contempo ancora in piena evoluzione. D'altra parte lo stesso Orozco ha partecipato all'allestimento dell'esposizione che si tiene nella Galleria sud, dove le pareti trasparenti affacciano sul marciapiede, in un sorta di interazione con la città e con i suoi abitanti.

 

MaM. Omaggio a Jean-Michel Basquiat.

Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris. 11 avenue du Président Wilson.

Apertura: da martedì da domenica fino h.18 (chiusura delle casse h. 17.15). Notturna: giovedì fino h.22 (chiusura cassa h.21.15). Chiusura ore 17: 24 e 31 dicembre 2010 (cassa h. 16.15); chiusura totale: 25 dicembre 2010 e 1 gennaio 2011. Biglietti: da 11 € a 8 € fino a 5,50 €. Gratuito: fino a 25 anni; portatori di handicap; possessori di card.

Dopo la retrospettiva ospitata nei mesi scorsi alla Fondation Beyeler di Basilea, il Muséee de l'Art Moderne de la Ville de Paris propone, con il validissimo supporto di Fabrice Hergott, la mostra di un centinaio di opere dell’artista americano scomparso a 27 anni nel 1988. Prolifico, imprevedibile, esplosivo, questo figlio di immigrati haitiani di Brooklyn e Puerto Rico è stata una “rock star” dell’arte contemporanea prima di finire ucciso dalle droghe. Pablo Picasso, l’arte africana, il jazz di John Coltrane e William, i testi di William Burroughs, sono le influenze da ritrovare nella copiosa produzione di Basquiat (1200 disegni e 900 dipinti valutati milioni di dollari). Una carriera, la sua, cominciata nelle strade di Manhattan, nel 1977, a soli 17 anni, con quei “tag” lasciati sui muri con la firma Samo (Same Old Shit ). Da lì la stella Jean-Michel Basquiat è esplosa, aiutata anche dall’amicizia con Warhol e così la street art è finita nei musei. Nel 1984, il museo d'arte moderna della città di Parigi aveva già presentato Jean-Michel Basquiat in un'esposizione collettiva dedicata al movimento della figurazione libera France/USA, a fianco di artisti di spicco - Robert Combas, Hervé Di Rosa, Keith Haring -. E proprio questa carrellata variopinta di disegni, pittura, oggetti, appare la più sostanziosa rassegna dedicata all'artista: sono prestiti di numerosi musei americani ed europei che hanno permesso di ricostruire le tappe cronologiche della sua attività e di misurarne l'importanza conquistata nella storia dell'arte dei primi anni 980. Di fatto il grande merito di Basquiat è la sua carica espressiva e provocatoria, volta a fare uscire l'arte dai circoli e dalle gallerie snob e darle un nuovo valore comunicativo. Basquiat si è sempre dichiarato un artista "influenzato dal suo ambiente urbano" e ha lasciato un' opera considerevole, che a dispetto dei colori accesi e dello stile naïf, è pervasa dalla propria consapevolezza di out-sider, dalla paura della solitudine e della morte e dalla denuncia del razzismo e dell'ipocrisia. Ricordiamo che in questi giorni esce anche “Jean-Michel Basquiat : The Radiant Child”, il documentario di Tamra Davis che, dopo il precedente e mediocre film di Julian Schnabel, rende omaggio all'artista.

Federica Tirapelle


Pubblicato in data 20/11/2010