VENERDÌ 7 AGOSTO 2020 20:39
 

Arte

A Legnago fotografia d'autore

Golem Numero Zero al Centro Ambientale Archeologico

 Una sede prestigiosa, culla di cultura storica, ha ospitato, dal 12 al 19 settembre, un' affascinante carrellata d'immagine.

 Golem Numero Zero:la materia destinata ad accogliere la forma dell'anima...Rassegna visiva di grande spessore, curata da Claudia Enrica De Fanti (Circolo Culturale Lodi) e Fiorenza Canestrari (Associazione ApertoArte) che, con la fluidità accompagnatoria di Francesco Occhi hanno portato al consenso entusiastico delle autorità delegate dell'Amministrazione Comunale presenti al varo – Erika Ferraresi e Federica Bettini – resta conferma dell'irrinunciabile cooperazione, nodo vincente, tra progettualità creativa ed istituzione museale. Le arie Medio e primo Rinascimentali scelte dal Prof. Riccardo Zanderigo (alternanza tra ghironda e pipe and table) hanno accompagnato le tappe di un percorso intriso di magia e di mistero. Le immagini, lo snodarsi della luce, il focus, tra colore e bianco e nero, sono la fonte d'ispirazione dei sette autori presentati. Diversi per provenienza e indirizzo formativo – Luigi Dati, Beppe Domenichini, Radu Dumitrescu, Giuseppe Fell, Umberto Polazzo, Alessia Regajolo,Ursula Swobodarivolti all'unico obiettivo di esaltare la potenzialità espressiva di mondi emozionanti. Anfratti, spesso in netta opposizione tra lirismo e dramma esistenziale, còlti sapientemente con quell'occhio da noi spesso ignorato o soltanto riposto nell'immaginifico onirico.

Prologo, in sala conferenze, il video di Beppe Domenichini. Venezia:il colore, simbolico, esalta le zone d'ombra. Le calligrafie architetturali si giungono all'elemento umano (ma è il solo tronco inferiore, statico).Pregnanti, il lamento di Haendel e un senso leopardiano della caducità del presente. Le bambole di Umberto Polazzo: ludico, senza veli, questo eterno feminino, kitsch esplosivo tra colore ed elementi naturali, non lesina desiderio e seduzione. Metafisica in bianco e nero, gli scatti di Giuseppe Fell. Architetture abbandonate di un cementificio fuori Palermo. Restano spettri onnipresenti nella vita dell'uomo, escludendolo definitivamente.

Ricerca che, dal vero, giunge a valenza pittorica, l'obiettivo di Luigi Dati imprigiona la luce delle Baleari. Poetica relazione di trasparenze e riflessi in soffusa dissolvenza cromatica. La sacralità strumentale del lavoro vivificata dal bianco e nero: l'officina di un vecchio artigiano. Alessia Regajolo porta, meritevole, la ricerca della verità. Con il sobrio accenno di stacco cromatico a pochi oggetti quotidiani: la molla, una lattina, il cono di carta. Per Radu Dumitrescu, il sound magmatico di una grande band giunta a Bucarest, la Duke Ellington Orchestra. Stralci di vita, sudore, fatica, impegno, una pausa relax dietro le quinte. Al di fuori e sulla scena musicale, il suo zoom magistrale fissa, in bianco e nero (o nel colore) sensazioni ed atmosfere uniche, irripetibili. A 50 anni dall'abbandono, il mondo negletto della miniera nella Ruhr: restano, dopo due secoli di silente attività, oggetti assurti a simbolo.Incontro con civiltà vicine (o lontane) immersi nel silenzioso incedere di un viaggio. La storia legata alla materia, esaltata nelle cose. Nella Natura. Per l'arte di Ursula Swoboda (7 immagini, in bianco e nero e a colore), fil rouge è il ferro. Da umile, sovrana, portante presenza dell'Uomo in tutto il suo cammino.

Caterina Berardi

Pubblicato in data 18/09/2010