VENERDÌ 7 AGOSTO 2020 20:01
 

Arte

A Mantova il Festivaletteratura

La XIV^ Edizione dall'8 al 12 Settembre

 In primo piano scouting e attualità internazionale. Incontri anche in lingua, per favorire l'interazione con gli autori. Scrittori in arrivo da tutti i continenti, molti dei quali "da scoprire". Al centro la memoria di due grandi italiani: Ennio Flaiano - di cui il Festival ricostruirà la Biblioteca di studio - e Fernanda Pivano - disponibili per il pubblico registrazioni inedite.

 Partirà mercoledì 8 e si concluderà domenica 12 settembre 2010 la quattordicesima edizione di Festivaletteratura, a Mantova. Sarà il tema del confronto culturale - l’amore per la lettura, il desiderio di scoprire ancora appassionate rappresentazioni del mondo- il filo d’arianna del Festival che, mai come quest’anno, nel lavoro di preparazione ha avvertito così forte il valore di prospettiva e di investimento per il futuro.

Dunque fare crescere le idee e fare crescere gli autori, non è questo uno slogan ma un auspicio concreto. E, con il 2010, Festivaletteratura - in controtendenza rispetto a ogni logica sensazionalistica - mette al primo posto Scritture Giovani, il progetto che ha già avuto tra i suoi protagonisti scrittori come Valeria Parrella, Davide Longo, Flavio Soriga, prima della loro consacrazione editoriale. Saranno protagonisti di questa nuova edizione Dora Albanese, Catrin Dafydd, Stefania Mihalache e Clemens Setz. A questa serie di incontri con autori tutti da scoprire, peraltro, si affianca quest’anno un cantiere di orientamento al mondo dell’editoria e delle professioni legate alla scrittura, destinato a giovani aspiranti scrittori al di sotto dei 27 anni. Il primo cantiere - che si è tenuto extra festival tra febbraio e aprile 2010 - ha visto la partecipazione di 11 ragazzi provenienti da tutta Italia, che racconteranno la loro esperienza nello spazio di Scritture Giovani, aperto per la prima volta nel centralissimo spazio di Piazza Leon Battista Alberti.

Torneranno poi a Festivaletteratura il portoghese David Machado e il gallese Cynan Jones, che grazie al progetto hanno trovato un editore italiano.

Continua peraltro la tradizione che, da sempre, a Mantova, affianca in programma figure di prestigio internazionale accanto ad autori meno noti, il cui successo editoriale - mai categoria per il giudizio letterario - è ancora a venire.

Una piccola nota in merito: la capacità di riconoscere e apprezzare scrittori ancora periferici nel mondo editoriale viene a Festivaletteratura da un attento lavoro di ricerca, dalle segnalazioni che quotidianamente arrivano al Comitato Organizzatore da una rete diffusa e aperta di amici che partecipano alla costruzione del Festival lanciando idee e nomi che arrivano subito al programma o restano in incubazione per le edizioni future. È grazie a tutti loro che il Festival riesce a costruire ogni anno un programma capace di sorprendere e di far compiere al pubblico nuove scoperte. Herta Müller, per fare un esempio, è solo l’ultimo caso di un’autrice destinata a larga fama che - ancora l’anno scorso, un mese prima del conferimento del Nobel - si aggirava per le strade di Mantova semisconosciuta. Ed è stato così per altri autori ora celeberrimi. E ancora piace ricordare - al di là dei nomi - la capacità critica di intuire con anticipo una tendenza - la passione del Festival per il giallo nordico, per esempio, è partita ormai tanti anni fa, lontana dalle mode e da ogni moloch culturale -.

E proprio per valorizzare i materiali di ricerca e di approfondimento che la manifestazione produce continua il percorso che ha condotto alla nascita dell’archivio di Festivaletteratura (reso possibile grazie al progetto “Rete dei Festival aperti ai giovani”, promosso dal Ministro per la Gioventù e dall’ANCI). A un anno di distanza dall’inizio dei lavori l’archivio inizia a farsi conoscere al pubblico grazie all’impegno del gruppo di giovani che, dopo un periodo di formazione, si è dedicato alla definizione del progetto e alla catalogazione dei materiali. La presenza dell’archivio permette da oggi di non disperdere il patrimonio di conversazioni, stimoli, suggestioni nate - anche in modo informale e imprevisto - nei giorni del Festival e di farne materiale di riflessione e di nuove creazioni per il domani.


(Foto di copertina del Festivaletteratura)

Pubblicato in data 22/08/2010