MARTEDÌ 15 OTTOBRE 2019 05:43
 

Musica

Verso l'89° Festival Arena di Verona

Antonino Siragusa debutterà in Arena ne Il barbiere di Siviglia.Un Conte d'Almaviva con 250 recite alle spalle

Raffinato interprete rossiniano, il tenore messinese è diventato l'icona ideale del Conte d'Almaviva (uno dei personaggi de “Il Barbiere di Siviglia”) rendendolo, nel tempo, il proprio ruolo d'elezione.

(nella foto Ennevi, Antonino Siragusa e Nino Machaidze)

Antonino Siragusa si è appena esibito a Verona, al Teatro Filarmonico, dove è andato in scena “Les pecheurs de perles”, capolavoro giovanile di Bizet.
L'artista oggi ha maturato una lucentezza di timbro che lo colloca tra le le voci più interessanti della sua generazione. Certamente, a Verona, ha affrontato un ruolo nuovo (Nadir) - peraltro temuto da tenori ben più affermati - superando una prova ardua con un fraseggio sempre elegante.

In prossimità della nuova edizione del Festival Areniano:

Maestro, ha interpretato tutto Rossini! Finora, quale opera non ha cantato?

Sì, sono un cantante rossiniano ma anche un cantante pesarese visto che canto Rossini dal '96. In realtà mi manca “Il signor Bruschino”, una farsa giocosa. Del resto è un'opera poco rappresentata, si risolve in un atto.

Peraltro negli ultimi anni mi sono dedicato al Rossini serio e ho recitato ne “La donna del lago”,“Elisabetta”,“Ermione”, e l'ultimo mio debutto nel “Guglielmo Tell” all'Opernhaus di Zurigo.”

Quale la ragione del perfezionarsi verso questo pur grande compositore e le sue opere?

Molti affermano che Rossini è facile da cantare. Sono del parere che non lo hanno capito. Per affrontare il repertorio rossiniano bisogna conoscere una solida tecnica vocale ed è necessario raggiungere una estensione dal piano al forte, buona coloratura, acuti, devi avere in pratica un sistema di canto completo.

Pertanto se hai la volontà di metterti in discussione, affrontare nuovi ruoli, difficoltà, Rossini ti permette di farlo. E' una scuola. Rischi molto se non sei preparato. Del resto come Mozart. Cantare Così fan tutte” è una scuola di canto.”

Come si sente oggi nel ruolo di Nadir ne “I pescatori di perle”?

Mi sono avvicinato alla letteratura francese da qualche anno. Ho cominciato con “Roméo et Juliette”di Gounod per poi giungere all'ultima opera francese di Rossini, “Guillaume Tell”. Quindi mi si è presentata l'occasione di debuttare nei “Pecheurs de perles”. A dire il vero era uno dei miei sogni. Quando il maestro Fanni (direttore artistico della Fondazione Arena, nda) me lo ha proposto sono stato felice. Tuttavia l'ideale sarebbe stato realizzarlo alcuni anni or sono perchè la voce fa un suo percorso. I “Pescatori” presentano molte difficoltà, bisogna avere un voce dal timbro leggero perchè l'aria orientale è leggera. Sette o otto anni fa sotto questo aspetto avevo la voce giusta.”

Sicuramente è un atto molto difficle. Inoltre questa regia ti obbliga a stare in scena per tutto l'atto senza neppure spostarti per un solo attimo e chiedere magari un bicchiere d'acqua. Il mio personaggio (Nadir) inoltre comincia a dormire/sognare e si deve sdraiare di lato. In questo modo con un orecchio non senti e con lo sguardo fai fatica a vedere il direttore d'orchestra. E' una situazione complicata. Comunque questa è l'azione del libretto e va fatta così.”

L'attendiamo in Arena. E' un debutto? Come si sente?

Sì è un debutto, non è un debutto per il “Barbiere” perchè l'ho fatto in più di 250 recite. Tutti dicono che è un palcoscenico grande, però è anche questa un'occasione per mettersi alla prova. In Arena hanno cantato i più grandi. So che l'acustica è bellissima, del resto ho trovato migliorata anche quella del Filarmonico. C'è un ritorno della voce molto buono.

Non ho particolari timori perchè affronto un'opera che conosco benissimo. Mi avevano proposto anni fa di cantare in Arena ma non ero pronto. Oggi ho una voce diversa e sono molto più sicuro. Sono reduce dal Metropolitan che è il più grande teatro al chiuso (4.500 posti). C'è da restare intimoriti. Al Met ho fatto “Il barbiere” nel 2003 e quest'anno “l'Armida” con Renée Fleming e come direttore Riccardo Frizza.”

In bocca al lupo!

(intervista raccolta da roberto tirapelle)

Si ringrazia la Direzione Comunicazione della Fondazione Arena di Verona

(5 aprile 2011) 

Pubblicato in data 17/04/2011