SABATO 25 SETTEMBRE 2021 00:19
 

Musica

L'importanza delle coproduzioni nella politica artistica delle Fondazioni liriche.

Il caso della Fondazione Arena di Verona

Nell’attuale stagione del Filarmonico tre coproduzioni: “Turandot”, “I Capuleti e i Montecchi”, “Il viaggio a Reims”.

Tutti conosciamo delle difficoltà finanziarie in cui si sono trovate alcune Fondazioni liriche italiane negli ultimi anni. A questo punto è uscita una normativa atta a portare dei piani di risanamento. Sono state otto le Fondazioni su quattordici che sono rientrate nella Legge 112/2013 (Decreto Valore Cultura).

Molto in sintesi la principale causa di eccessivi costi strutturali è stata evidenziata nelle “nuove produzioni”. A seguire subito l’onere del personale dipendente, che deve essere “ricondotto ad una maggiore compatibilità con i bilanci”.

Premesso ciò la Corte dei conti, ad esempio, sottolinea come “i costi delle nuove produzioni non siano sufficientemente ammortizzati da un adeguato numero di rappresentazioni”. E pertanto suggerisce “la ricerca di un migliore equilibrio fra nuove produzioni e repertorio nell'offerta teatrale italiana”. Infatti anche il Ministro Franceschini chiede “la necessità di individuare efficienti sistemi gestionali per le fondazioni che, nel rispetto dell'autonomia, siano in grado di definire modalità produttive innovative, capaci di fare sistema per valorizzare le eccellenze e innescare percorsi virtuosi di collaborazione tra le fondazioni e che tendano, sempre più, alla coproduzione delle opere liriche”.

      

   (nella foto, "Turandot", cr. Ennevi)

  Al riguardo diamo uno sguardo al repertorio della nuova Stagione lirica 2016/2017 del Teatro Filarmonico di Fondazione Arena, tuttora commissariata ma con un Sovrintendente (per fortuna) nominato dal Ministero. Ci sono tre opere nel programma che sono in “Coproduzione”. La Stagione si è aperta in dicembre con Turandot (musica di Giacomo Puccini) con un allestimento del Slovene National Opera And Ballet di Maribor. Forse si conosce poco di questo teatro e propongo un piccolo accenno. Il Teatro Nazionale Sloveno di Maribor è la principale istituzione culturale nella città di Maribor, nel nord-est della Slovenia. Da quando è stata fondata nel 1919 ha avuto un ruolo culturale e politico immenso attraverso la sua creatività culturale. Sviluppa e conserva l’identità nazionale e agisce come un bastione importante della lingua slovena. Complessivamente allestisce opera, danza, teatro. Ha anche il Maribor Theatre Festival arrivato alla 52^ edizione.

Per Turandot il cast comprendeva il maestro Jader Bignamini come direttore d’orchestra, alla regia, scene e luci Filippo Tonon, ai costumi Cristina Aceti. Maestro del coro Vito Lombardi, allestimento scenico Giuseppe de Filippi Venezia.

La seconda opera in cartellone e in coproduzione è I Capuleti e i Montecchi (musica di Vincenzo Bellini)  prevista nel mese di febbraio 2017. L’allestimento è in collaborazione con il Gran Teatro La Fenice di Venezia e il Greek National Theater di Atene. Precisiamo che questo allestimento è stato portato in scena nel marzo 2014 alla Royal Opera House di Muscat in una trasferta della Fondazione Arena, dove ha riscosso un grandissimo successo.  (nella foto a d, "Capuleti e Montecchi", cr. Ennevi)

La Fenice di Venezia è un teatro che conoscono tutti e ancora in buona salute. E’ da tenere sempre in considerazione una collaborazione con La Fenice, già peraltro avviata da tempo.

 Il Greek National Theater offre ad Atene opere, balletti, operette, opere per i bambini e recital di musica. Le rappresentazioni si svolgono presso il Teatro Olympia, la Sala Concerti di Atene e Odeon di Erode Attico. Il suo repertorio spazia da Monteverdi ai compositori contemporanei.

I Capuleti e Montecchi avrà come direttore d’orchestra Fabrizio Maria Carminati, la regia di Arnaud Bernard, ripresa da Yamala Das-Irmici, le scene di Alessandro Camera, i costumi di Maria Carla Ricotti. Maestro del coro Vito Lombardi, allestimenti sempre Giuseppe de Filippi Venezia.

      La terza opera in coproduzione è Il viaggio a Reims (dramma giocoso di Gioacchino Rossini). Nonostante l’opera si proponga in un solo atto si tratta di una composizione di notevoli dimensioni. L’allestimento di Fondazione Arena si avvale di due collaborazioni e cioè il Theater Lübeck e il Theater Kiel. A mio parere i due teatri sono poco conosciuti in Italia.

 Il Theater Lubeck è uno dei più grandi teatri del Land tedesco dello Schleswig-Holstein. E' gestito dal Teatro Lübeck GmbH, una società statale del Hansestadt Lübeck. L’interesse del pubblico per il teatro e l’opera è nato a Lubecca intorno al 1746. Alcuni direttori d’orchestra famosi hanno esordito proprio a Lubecca come Hermann Abendroth, Wilhelm Furtwängler e Christoph von Dohnanyi. Le proposte di Lubecca coprono opera, balletto, musica da camera e opere teatrali, così come i concerti della Filarmonica. Il 50% dei ricavi del Teatro vanno alla città di Lubecca.

Il Theater Kiel è un teatro di Kiel, capitale dello Schleswig-Holstein, in Germania. Esso è finanziato congiuntamente dal Comune e dallo Stato. L'azienda produce opera, musical, balletti, opere teatrali, e teatro per giovani e bambini, in tre diversi edifici, l'Opernhaus (completato nel 1907), Schauspielhaus e il Theater im Werftpark.

Il viaggio a Reims a Verona godrà della direzione d’orchestra di Francesco Ommassini, della regia di Pier Francesco Maestrini, scene e costumi di Alfredo Troisi, animazione di Joshua Held. Il coro sarà sempre diretto da Vito Lombardi. Allestimenti sempre di De Filippi Venezia.

Il caso Fondazione Arena in fatto di “coproduzioni” è un buon esempio di quello che potrebbe essere un percorso virtuoso da continuare e sviluppare maggiormente anche con teatri in Italia.

Roberto Tirapelle

Pubblicato in data 16/02/2017