MARTEDÌ 21 SETTEMBRE 2021 06:45
 

Musica

Domenica 20 settembre alle ore 20:00

Metropolis, la Filarmonica porta il cinema al Teatro degli Arcimboldi con il ciclo Discovery

La versione integrale restaurata del capolavoro di Fritz Lang con le musiche originali eseguite dal vivo dalla Filarmonica della Scala diretta da Frank Strobel

Domenica 20 settembre alle ore 20:00, per il ciclo di concerti Discovery in programma nell’anno di Expo al Teatro degli Arcimboldi, la Filarmonica della Scala trasforma il Teatro in sala cinematografica per la proiezione di Metropolis, il capolavoro muto del regista austriaco Fritz Lang, con la colonna sonora originale composta nel 1925 da Gottfried Huppertz eseguita dal vivo. Sul podio il massimo esperto nel genere, Frank Strobel, a cui si deve il ritrovamento e il recupero della partitura, direttore che ha dedicato buona parte della sua vita al restauro e all’esecuzione della musica di film storici, tra i quali Alexander Nevskij di E?jzens?tejn e La Febbre dell’oro di Chaplin.

 

Era il 10 gennaio del 1927 all'Ufa-Palast am Zoo di Berlino quando il compositore Gottfried Huppertz sollevò la sua bacchetta e il pubblico conobbe per la prima volta Metropolis.     Ma il film che gli spettatori berlinesi videro in quella sera di gennaio non è lo stesso che ha attraversato la storia del cinema diventando un punto di riferimento per tutti i cineasti a venire. Quel film per 88 anni non è più esistito, a causa dei tagli che i produttori (americani prima, tedeschi poi) imposero al film senza l'autorizzazione dell'autore.

Il regista viennese aveva già diretto Il dottor Mabuse (1922) e I Nibelunghi (in due parti: La morte di Sigfrido e La vendetta di Crimilde, 1923-1924) quando durante un viaggio negli Stati Uniti, sulla nave ormeggiata di fronte alle luci e ai grattacieli del West Side di New York, concepì l'impianto visivo di Metropolis. Il film era costato una cifra esorbitante per l'epoca (due milioni e mezzo di marchi), la casa di produzione tedesca Ufa era stata costretta a rivolgersi a investitori americani che erano intervenuti nella produzione attraverso la Paramount e la Metro Goldwyn con tagli per un quarto del film. Nell'estate del 2008 il ritrovamento in Argentina di un controtipo negativo in 16 mm in formato sonoro. E' cominciato così un lavoro molto lungo realizzato da Friedrich-Wilhelm-MurnauStiftung, Deutsche Kinemathek e Cineteca di Bologna. A questo intervento sull'immagine ha fatto seguito un'importante operazione sulla musica di accompagnamento al film.

La nuova versione integrale della pellicola, che sarà proiettata in questa occasione, presenta la colonna sonora originale di Gottfried Huppertz ritrovata ed eseguita da Frank Strobel.

 

L’appuntamento fa parte del ciclo Discovery della Filarmonica della Scala, realizzato in collaborazione con Milano Film Festival ed inserito nel calendario di ExpoinCittà

 

Informazioni:

Biglietti singoli da € 10 a € 45

Aragorn ph. +39 02 465.467.467 (lun - ven 10 -13 e 14 - 17)

On line: geticket.it; vivaticket.it

www.filarmonica.it

 

Metropolis

A metà degli anni ’20 Fritz Lang si stava affermando tra i maggiori registi tedeschi. Nato a Vienna nel 1890 da una famiglia ebraica di origini ceche, aveva cominciato a scrivere sceneggiature durante la lunga convalescenza dopo una ferita di guerra. Passato alla regia, aveva raggiunto il successo con Destino (Der Müde Tod, 1921, sceneggiatura della scrittrice Thea von Harbou che Lang aveva sposato l’anno precedente) e soprattutto con l’espressionista Il dottor Mabuse (Dr. Mabuse, der Spieler - Ein Bild der Zeit, 1922) ed il vasto affresco mitologico I nibelunghi (Die Nibelungen: Siegfried/Krimilds Rache, 1924). Proprio nel corso di un viaggio negli USA per la promozione de I nibelunghi Lang era stato profondamente impressionato dalla vista dello skyline di New York ed aveva cominciato a progettare un film su una città – ed una società – del futuro. La sceneggiatura fu affidata alla von Harbou e la lavorazione durò dal Maggio 1925 all’ottobre 1926, con uno straordinario impiego di mezzi (600.000 metri di pellicola, 35.000 comparse) e di risorse tecniche. Per la colonna sonora fu scelto Gottfried Huppertz, un cantante e compositore che aveva già realizzato le musiche per I nibelunghi: la partitura fu realizzata a stretto contatto con Lang e la von Harbou e venne più volte modificata in base alle esigenze di lavorazione del film. Metropolis costò 50 milioni di marchi, trascinò la casa di Produzione (UFA) alla bancarotta ed ottenne critiche contrastanti a causa dell’eccessivo sentimentalismo e del finale conciliatorio, che allo stesso Lang non piaceva. Ma la raffigurazione della città divisa tra i privilegiati nei loro grattacieli e i lavoratori confinati nel sottosuolo diverrà il riferimento principale per le utopie negative di tutto il cinema successivo, grazie ad un efficacissimo eclettismo iconografico e simbolico. La fabbrica, le strade sopraelevate tra i grattacieli, lo stesso robot resteranno tra le icone più potenti dell’intera storia del cinema ed eserciteranno un fascino sulla fantascienza del ‘900.

Il film, della durata di quasi due ore e mezza, ha subìto fin dall’uscita importanti tagli e  rimaneggiamenti, a seguito dei quali una buona parte del materiale è stato a lungo creduto perduto. Nel 1984 è stata distribuita una versione abbreviata, colorata e accompagnata da una colonna sonora pop di Giorgio Moroder. Solo nel 2008 è stata ritrovata a Buenos Aires una bobina contenente quasi tutto il materiale mancante, oltre 20 minuti di girato: dopo un impegnativo restauro, la versione completa del film è stata proiettata al Festival di Berlino il 12 febbraio 2010.

Ma in cosa il nuovo Metropolis è diverso da quello che gli spettatori hanno visto per più di 80 anni? Intanto i tagli avevano reso il film di Lang un'opera decisamente più seria e apocalittica privandolo di molti tratti umoristici della storia e poi eliminando delle sequenze importanti avevano reso i rapporti tra i personaggi (in particolare quello tra il dittatore della città e lo scienziato) più ambigui. Ma quello che, secondo gli esperti, è la più grave conseguenza dei tagli è il fatto che il film nella versione breve finisce per essere una sorta di profezia mentre in quella più lunga è per lo più una riflessione sull'esistente, sul presente. Questo è il giudizio politico che Lang (dopo aver conosciuto le città occidentali europee, come Berlino, e americane, come New York) dà sulla società: la Metropolis del 2026 (con la sua suddivisione in classi, lo sfruttamento del lavoratore, il desiderio di ribellione delle masse) non è una città futuristica, è quello che Lang aveva visto intorno a sé. Ciò che però è paradossale, come ha scritto il critico inglese Kim Newman, "è che Metropolis risulta un film di denuncia della spietatezza d'un potere autoritario diretto a colpi di frusta da un genio creatore (Lang) capace di far radere la testa a migliaia di comparse, o di far loro rovesciare addosso tonnellate d'acqua". Ma si sa il set cinematografico è peggio di una dittatura, comanda solo il regista. Peccato poi che, come la storia del cinema ci ha insegnato da Metropolis a Blade Runner, in sala di montaggio il dittatore è il produttore.

 

 

Frank Strobel

Frank Strobel si è affermato come una figura di riferimento per la riscoperta della musica per film e la comprensione del ruolo centrale che ha occupato nella storia della musica del Novecento. Grazie ad una solida conoscenza del repertorio Classico, Romantico e del Ventesimo secolo egli aggiunge ad ogni concerto l’esperienza di direttore, arrangiatore ed editore. Tra le partiture da lui ricostruite ed eseguite ricordiamo La Corazzata Potemkin e Alexander Nevski di Ejzenštejn, La nuova Babilonia di Trauberg, Il dottor Mabuse, Metropolis e I Nibelunghi di Fritz Lang, Rosenkavalier di Wiene, Nosferatu, Faust, Tabu di Murnau, Il Vaso di Pandora di Pabst, Berlino: Sinfonia della grande città di Ruttmann, Romeo e Giulietta di Cukor,  Le avventure di Mr West nel paese dei Bolscevichi di Kulecov, Intolerance di Griffith, Femmine folli di von Stroheim, Luci della Città, La febbre dell’oro, Tempi moderni, Il circo, Il monello di Chaplin. Frank Strobel gode di una collaborazione privilegiata con il Symfoniorkester di Oslo, il Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin, l’Orchestre National de Lyon, il Wiener Konzerhaus, la NDR – Norddeutsche Rundfunk Radiophilharmonie e la Sydney Symphony. Dal 1997 al 1998 è stato Direttore Principale del Deutsches Filmorchester Babelsberg. Fino al 2000 è stato Direttore Artistico del European Film Philharmonic Institute di Berlino. Frank Strobel è inoltre strettamente legato ai lavori di Alfred Schnittke. Nel 1992 ha diretto la prima de The End of St Petersburg all'Alte Oper Frankfurt. Ha inciso, sempre di Schnittke, The Master and Margarita con la Moscow Philharmonic Orchestra, dirgendo altresì la prima esecuzione in Russia del Concerto Grosso No.5 con Gidon Kremer e la Russian National Orchestra. Un’importante parte dei progetti filmografici di Frank Strobel sono stati registrati su DVD. Le recenti edizioni includono La linea generale, La nuova Babilonia, Der Schatz e Der Rosenkavalier.

 

Pubblicato in data 17/09/2015