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Musica

50^ edizione di Macerata Opera Festival

A Macerata l'Opera è Donna - dal 18 luglio al 10 agosto 2014

 

Julia Jones, Eun Sun Kim e Speranza Scappucci sul podio della 50° stagione

per raccontare le storie di Aida, Tosca e Violetta.

Dal 18 luglio al 10 agosto 2014

 

Macerata – Nel 2014 lo Sferisterio celebra la sua cinquantesima stagione lirica e sceglie di raccontare l’opera al femminile: per la prima volta al Macerata Opera Festival sul podio dei tre titoli in cartellone saliranno tre donne. Si apre il 18 luglio con Aida, l’opera che nel 1921 segnò la trasformazione dello Sferisterio da struttura sportiva a teatro d’opera all’aperto. Si trattò allora di un atto d’amore del conte Pieralberto Conti, alla guida della Società Cittadina, per la donna che amava, il soprano Francisca Solari, che ne fu protagonista. Oggi Aida segna il debutto come regista a Macerata di Francesco Micheli, alla sua terza stagione come direttore artistico, e della direttrice d’orchestra britannica Julia Jones.

(nella foto, Julia Jones, Photo Sarah Lee)

 

La seconda nuova produzione è Tosca, titolo non verdiano inserito nel programma dedicato dal Festival al compositore di Busseto in occasione del bicentenario. Il capolavoro di Puccini torna in un nuovo allestimento firmato da Franco Ripa di Meana, sul podio la giovane coreana Eun Sun Kim

    (nella foto a sinistra, Eun Sun Kim)

 

Infine torna sul palcoscenico dello Sferisterio la “Traviata degli specchi” di Henning Brockhaus e Josef Svoboda, seconda tappa della “trilogia popolare” inaugurata da Il trovatore nel bicentenario e destinata a concludersi con Rigoletto nel 2015. Dirige Speranza Scappucciche dopo anni di esperienza come maestro collaboratore e coach di tutto il repertorio italiano all’Opera di Vienna, all’Opera di Roma, a Salisburgo e al Metropolitan ha intrapreso da due anni con successo la carriera di direttore d’orchestra..

(nella foto a destra, Speranza Scappucci)

 

18 e 27 luglio, 2 e 10 agosto 2014

Giuseppe Verdi

Aida

Regia Francesco Micheli

Scene Edoardo Sanchi

Costumi Silvia Aymonino

Luci Fabio Barettin

Coreografie Nikos Lagousakos

Direttore Julia Jones

Fondazione Orchestra Regionale delle Marche

Coro Lirico Vincenzo Bellini

 

19 e 25 luglio, 3 e 8 agosto 2014

Giacomo Puccini

Tosca

Regia Franco Ripa di Meana

Scene Edoardo Sanchi

Costumi Silvia Aymonino

Luci Fabio Barettin

Direttore Eun Sun Kim

Fondazione Orchestra Regionale delle Marche

Coro Lirico Vincenzo Bellini

 

26 luglio, 1 e 9 agosto

Giuseppe Verdi

La traviata

Regia Henning Brockhaus

Scene Josef Svoboda

Costumi Giancarlo Colis

Luci Henning Brockhaus e Fabrizio Gobbi

Coreografie Valentina Escobar

Direttore Speranza Scappucci

Fondazione Orchestra Regionale delle Marche

Coro Lirico Vincenzo Bellini

 

 

 

 

Il melodramma è la forma d’arte che prima e più di ogni altra ha imposto alla nostra attenzione figure femminili protagoniste: donne forti, eroine dalle virtù e passioni esemplari e spesso estranee o eccedenti i canoni rigidi con cui la società cercava di imbrigliare le identità femminili. Basta scorrere velocemente un elenco di i titoli di opere dell’Ottocento per rendersi conto dell’assoluta preponderanza delle eroine femminili. La direzione artistica di Francesco Micheli ha manifestato da subito la volontà di approfondire questo aspetto, che rende il melodramma più che mai attuale in un’epoca di forte contrasto tra affermazione di genere e perdurare di intollerabili discriminazioni e violenze. La stagione del 2011, la prima di Micheli direttore, ruotava intorno alle tre eroine Violetta, Carmen e Mimì cui fu dedicata tra l’altro una mostra a Palazzo Buonaccorsi.

 

Storicamente i grandi personaggi femminili dell’opera sono stati incarnati da altrettanto grandi interpreti sul palcoscenico; la presenza femminile sul podio è stata invece sempre ostacolata da un mondo musicale di proverbiale misoginia. Fino alla seconda metà del ‘900 faceva discutere la semplice presenza una donna in orchestra, come testimoniano la netta opposizione dei Berliner Philharmoniker all’ingresso della clarinettista Sabine Meyer voluta da Karajan nel 1982, e ancora oggi un semplice sguardo alla formazione dei Wiener Philharmoniker.

Ancora più radicato è il tabù contro le donne sul podio, tanto che non si sa se chiamarle “direttore”, “direttrice” o “ direttora”. Oggi però qualcosa sta cambiando, e se negli ultimi anni la maggior parte delle orchestre vede una presenza femminile vicina al 50%, anche nel campo della direzione le donne hanno cominciato a farsi valere: prima soprattutto nei piccoli ensemble dedicati alla musica contemporanea e barocca, poi, sempre di più, alla testa di grandi complessi sinfonici e produzioni operistiche.

La scelta del Macerata Opera Festival, è quindi una scelta di campo a favore delle pari opportunità ma soprattutto una scelta artistica che segnala all’attenzione generale un fenomeno artistico in atto: non si tratta di riservare quote rosa ma di riconoscere i talenti. Talenti che nella scena musicale di oggi, ci sono, e sono di qualità eccellente.

 

Basti pensare alla carriera di Julia Jones, chiamata sul podio dell’Aida inaugurale, che segnerà anche il debutto alla regia allo Sferisterio del direttore artistico Francesco Micheli. Nel caso della Jones la notizia non è il fatto che si tratti di una donna ma che l’apertura della 50° stagione sia affidata ad una delle bacchette più prestigiose del panorama operistico internazionale, di casa alle Staatsoper di Vienna e Berlino come al Covent Garden e al Maggio Fiorentino.

 

Anche in Oriente paesi che già hanno dato alla musica classica occidentale grandi pianiste e violiniste oggi vedono fiorire anche talenti del podio (ricordiamo in Italia Zhang Xian, direttrice cinese dell’Orchestra Verdi di Milano). Dalla Corea viene Eun Sun Kim, che a dispetto dell’età (è nata nel 1988) ha accumulato un notevole repertorio in numerose e importanti sale europee: è dell’anno scorso l’autentico trionfo ottenuto con La Bohème a Francoforte.

In questo fiorire internazionale di protagoniste femminili della direzione d’orchestra l’Italia recupera terreno grazie a figure come la giovane Speranza Scappucci. Già maestro collaboratore e coach per il repertorio italiano all’Opera di Vienna, a Glyndebourne, al Metropolitan , all’Opera di Roma e a Salisburgo, la Scappucci si sta affermando soprattutto nel Regno Unito e negli Stati Uniti come autentica specialista del repertorio operistico italiano. Il suo debutto a Macerata la vede sul podio per la ripresa della leggendaria “traviata degli specchi” firmata da Henning Brockhaus e da Josef  Svoboda nel 1992. Un atto di omaggio non solo a Verdi ma, nel 50° della stagione lirica, a due artisti che con questo allestimento hanno richiamato sullo Sferisterio l’attenzione mondiale.

Pubblicato in data 19/04/2014