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Musica

Verona - UN GIORNO DI REGNO al Filarmonico

Da domenica 3 marzo 2013

(foto di Roberto Ricci, Teatro Regio di Parma, edizione 2010)

Domenica 3 marzo alle ore 15.30 al Teatro Filarmonico prima rappresentazione di Un giorno di regno di Giuseppe Verdi, quarto titolo d’opera della Stagione Lirica 2012-2013 della Fondazione Arena di Verona.

Sul podio dell’Orchestra areniana il M° Stefano Ranzani. Protagonisti il soprano Teresa Romano ed il tenore Alessandro Scotto di Luzio insieme agli allievi dell’Accademia di canto del Teatro alla Scala di Milano.

L’allestimento scenico è coprodotto dalla Fondazione Teatro Regio di Parma e dalla Fondazione Teatro Comunale di Bologna. Regia, scene e costumi sono firmati da Pier Luigi Pizzi, la coreografia è di Luca Veggetti. Al Teatro Filarmonico di Verona la regia è ripresa da Paolo Panizza e la coreografia da Maria Grazia Garofoli.

Il titolo replica per 4 date: martedì 5 marzo ore 20.00, giovedì 7 marzo ore 20.00, domenica 10 marzo ore 15.30 e martedì 12 marzo ore 20.00.

     Un giorno di regno è il terzo titolo del giovane Verdi per la Stagione lirica 2012-2013 della Fondazione Arena di Verona nell’anno del bicentenario verdiano. Ritorna al Teatro Filarmonico dopo quasi trent’anni, dal 1985 quando venne proposto nell’allestimento di Sylvano Bussotti. Dal 3 marzo è proposto nella messa in scena di Pier Luigi Pizzi che legge in questo titolo il talento del suo giovane compositore, «anche se in embrione» in un momento tragico della sua vita. Melodramma giocoso in due atti, Un giorno di regno è infatti la seconda opera composta da Giuseppe Verdi su libretto di Felice Romani, dopo il successo avuto al Teatro alla Scala con Oberto, conte di San Bonifacio. Un giorno di regno nasce in circostanze difficili, date non solo dai recenti lutti familiari che colpiscono il compositore, ma anche da tempi ristrettissimi per portare a termine il lavoro.

(foto di Roberto Ricci, Teatro Regio di Parma, edizione 2010)

La commissione impone poi un’opera buffa su un libretto decisamente antiquato, scritto nel 1818 dal Romani per la messa in musica del compositore boemo Adalbert Gyrowetz e basato sulla commedia Le faux Stanislas del drammaturgo francese Alexandre-Vincent Pineux-Duval. Verdi lo riprende vent’anni dopo, scegliendolo come il “meno peggio” tra le opzioni a sua disposizione e riadattandolo in chiave più “moderna” probabilmente con l’aiuto di Temistocle Solera, che sarà librettista della sua successiva fortunatissima opera, Nabucco.

Il titolo originale di Un giorno di regno fa riferimento al personaggio di Stanislao I Leszczynski, re di Polonia durante la prima metà del diciottesimo secolo. La commedia, da cui prende spunto il libretto di Romani, riguarda un episodio incentrato sulla controfigura di Stanislao per confondere gli avversari, il cavaliere francese Beaufleur, e sugli equivoci scatenati dalla sua presenza come ospite d’onore in una casa dove si prepara un doppio matrimonio. Il debutto di Un giorno di regno avviene sul palcoscenico della Scala il 5 settembre 1840, dove riscuote un clamoroso insuccesso, da ricondurre secondo le recensioni dell’epoca sia ai cantanti che all’atteggiamento del pubblico stesso nei confronti della musica, tanto che il titolo viene cancellato dopo la prima rappresentazione. Il meritato successo arriverà però qualche anno dopo, quando verrà riproposto al Teatro San Benedetto di Venezia nel 1845 con titolo Il finto Stanislao ed un nuovo cast vocale.

Il maestro Pier Luigi Pizzi, nella sua messa in scena dell’opera, sceglie di staccarsi un poco dal libretto e non collocare la vicenda a Brest, tra Russia e Polonia, ma a Parma, terra verdiana per eccellenza. Come dichiara è una sorta di «omaggio a questa città, alla sua eleganza, al suo tono cordiale ed insieme raffinato, al gusto per la buona cucina, per l’ironia e il buonumore. Ho voluto che venisse fuori il tratto della gente di Parma e delle terre di Verdi in accordo con il pensiero di Verdi, che come sappiamo ha sempre tenuto in gran conto la sua terra, traendo da essa continue ispirazioni». Un dispositivo scenico consentirà poi cambiamenti a vista, per sottolineare il ritmo, il dinamismo dello spettacolo ed il senso del gioco. I costumi invece riportano al tempo indicato dal libretto, ma senza una connotazione storica precisa, «anzi interpretandoli, come la scenografia, più liberamente e filtrandoli attraverso un’estetica che mi appartiene – prosegue Pizzi – e sempre nell’intento di costruire il clima di una musical comedy».

Al Filarmonico dirige l’Orchestra dell’Arena di Verona il maestro Stefano Ranzani. Il cast vede protagonisti, accanto al soprano Teresa Romano nel ruolo della Marchesa del Poggio nelle recite del 3, 7 e 10 marzo e nelle medesime date al tenore Alessandro Scotto di Luzio in Edoardo di Sanval, gli allievi dell’Accademia di canto del Teatro alla Scala di Milano: il Cavaliere di Belfiore sarà interpretato da Filippo Polinelli (3, 7, 10 marzo) e Mikheil Kiria (5, 12 marzo); il Barone di Kelbar Simon Lim; la Marchesa del Poggio, in alternanza alla Romano, sarà Alice Quintavalla (5, 12 marzo); Giulietta di Kelbar saranno Ludmilla Bauerfeldt (3, 7, 10 marzo) e Letitia Vitelaru (5, 12 marzo); nel ruolo di Edoardo di Sanval Scotto di Luzio si dà il cambio con Jaeyoon Jung (5, 12 marzo); il Signor La Rocca è Filippo Fontana, il Conte Ivrea Ian Shin e Delmonte Carlos Cardoso. In scena il Coro e il Corpo di ballo dell’Arena di Verona.

 

Per informazioni contattare l’Ufficio Formazione:

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Si rinnova anche per questo titolo l’offerta speciale rivolta ai giovani Under 30: biglietto d’ingresso a soli 15 Euro per le serate di giovedì 7 marzo e martedì 12 marzo fino ad esaurimento disponibilità. È possibile acquistare un solo biglietto presso la Biglietteria del Teatro Filarmonico, esibendo un documento d’identità.


Informazioni e prenotazioni
Biglietteria del Teatro Filarmonico - via dei Mutilati 4/k, 37122 Verona
tel. (+39) 045 8002880 - fax 045 8013266 - Call center (+39) 045 8005151 -
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Orario di apertura

da lunedì a venerdì                 12,00-17,45

sabato                                     10,00-12,45                           

nei giorni di spettacolo                        12,00-fino a inizio spettacolo

sabato                                     10,00-12,45  17,00-fino a inizio spettacolo

domenica                                10,00-fino a inizio spettacolo


Pubblicato in data 03/03/2013