MERCOLEDÌ 22 SETTEMBRE 2021 17:16
 

Musica

Salzburger Festpiele 2012 - "La Bohème"

Michieletto, il veneto che ha conquistato Salisburgo.

Dal 1° Agosto, il Festival di Salisburgo ha avuto in cartellone una nuova produzione de “La Bohème” di Puccini con un cast stellare (Anna Netrebko/Mimì; Nino Machaidze/Musetta; Piotr Beczala/Rodolfo) e con una rilevante partecipazione italiana, dal direttore Daniele Gatti allo scenografo Paolo Fantin, ad alcuni cantanti, fino al regista Damiano Michieletto.

E’ interessante considerare come, una delle opere pucciniane più amate, non sia mai stata rappresentata nella sala del Festspielhaus e, inoltre, da oltre una decina d’anni, la totale assenza, nelle locandine salisburghesi, dei registi italiani. 

 Ed è proprio di Michieletto, il regista veneto originario di Scorzè ( località in provincia di Treviso) e del suo allestimento che vogliamo rendervi conto, con dodici minuti di applausi.

 L’opera, in sold out da tre mesi prima del suo debutto, era lo spettacolo più atteso a Salisburgo e non è andato deluso. Ambientata in una Parigi di oggi - nella grande stanza, quattro materassi, alcuni libri, una telecamera, una stufa e il poster di un villaggio turistico del Mar Rosso -... Rodolfo è video-maker, Mimì, una sartina, Marcello (Massimo Cavalletti) il grafico, Shaunard (Alessio Arduini) suona il sax e fa il Dj, Coline (Carlo Colombara), filosofo, tiene in ordine i quattro oggetti della casa, Musetta…. la escort di lusso. Vivono all’Enfer, una banlieu vicino all’autostrada. Poi ci si sposta in una sorta di centro commerciale con i carrelli della spesa. Qui, Babbo Natale e renne, come al Quartiere Latino, dove si acquistano per i regali playstation e iPhone. Parpignol arriva dal cielo come un supereroe. Sullo sfondo, una mappa Google di Parigi. Alla fine Rodolfo è accanto al corpo morto di Mimì. Fuori continua la festa.

Daniele Gatti guida sontuosamente i Wiener Philharmoniker e il coro del Wiener Staatsoper, Paolo Fantin disegna genialmente la Parigi consumistica, Michieletto è il nuovo talento.

Maestro, da 13 anni a Salisburgo non era chiamato un regista italiano, per di più veneto. Lo ha intimidito quel palcoscenico, allestendo peraltro un’opera mai rappresentata?

Non intimidito, però è certo che lavorare al Festival di Salisburgo è diverso rispetto agli altri teatri. Si percepisce una certa pressione che bisogna saper gestire per arrivare fino in fondo senza perdere la rotta”

Lei è un regista non convenzionale e la Bohème di Salisburgo lo dimostra. Com’è nata l’idea di questo allestimento?

E’ nata dal desiderio di raccontare in modo semplice e diretto l’umanità dei personaggi di Bohème, cercando per loro un riferimento che fosse contemporaneo.”

La storia di Mimì e Rodolfo e del loro tormentato amore, è quella di due giovani d’oggi, alle prese con l’affitto da pagare, i sogni e le aspettative sul futuro, la sofferenza e il disagio di chi non riesce a trovare il suo posto nella società.”

Il prossimo anno due debutti alla Scala, poi Vienna. L’Europa che conta le sta aprendo le porte. Allora che cos’è importante in uno spettacolo?

Per me, la cosa principale è riuscire a raccontare bene una storia. Quindi è importante che uno spettacolo sia efficace a livello teatrale, che ci sia una coerenza nelle idee che vengono messe sul palcoscenico e soprattutto che il regista abbia la determinazione per proporre una sua lettura della storia , un suo punto di vista attraverso il quale entrare in una drammaturgia che spesso il pubblico già conosce. Mi piacciono gli spettacoli che osano e non temono le critiche.”

Ritornerà a Verona dove ha già lavorato due volte?

Per ora non c’è nessun progetto concreto, ma spero prima o poi di avere l’occasione di lavorare all’Arena, perché è un luogo dove poter dare spazio ad una immaginazione visionaria.”

(servizio e intervista a cura di roberto tirapelle)

Si ringrazia Francesca Radaelli

 

La Bohème di Giacomo Puccini. Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, dal romanzo “Scènes de la vie de bohème” di Henri Murger (1822-1861).

Coproduzione con la Shanghai Grand Theatre.

Team Leader:

Daniele Gatti, direttore

Damiano Michieletto, regia

Paolo Fantin, scenografia

Carla Teti, costumi

Martin Gebhart, luce

Kathrin Brunner, drammaturgia

Nikolaos Lagousakos, coreografia

Ernst Raffelsberger, Coro

Alessandro Bombonati, direttore di musica incidentale

Wolgang Gotz, coro di voci vianche.

Cast:

Piotr Beczala, Rodolfo;

Anna Netrebko, Mimì;

Massimo Cavalletti, Marcello;

Nino Machaidze, Musetta;

Alessio Arduini, Schaunard;

Carlo Colombara, Colline;

Davide Fersini, Benoit;

Peter Kalman, Alcindoro;

Paolo Schweinester, Parpignol;

Steven Foster, Parpignol, (artista).

Wiener Philharmoniker, Wiener Staatsoper Coro, Coro di voci bianche del Festival di Salisburgo.

Pubblicato in data 24/09/2012