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Musica

Milano - "Attila" alla Scala con due grandi nomi italiani: Gabriele Lavia e Nicola Luisotti

Alla prima Attila sarà Orlin Anastassov, nella parte di Ezio sarà Marco Vratogna, Odabella sarà interpretata da Lucrecia Garcia.

 Dal 20 Giugno al 15 Luglio 2011

  (nella foto figurino di Andrea Viotti)

Era da 27 anni che Gabriele Lavia non ritornava alla Scala e l'ultima volta è stato con I Lombardi alla prima crociata, un'opera certamente scoppiettante di toni patriottici. Non lo è di meno Attila.

I temi cari a Verdi - la lotta contro l’oppressore e l’amor patrio - in questo titolo della giovinezza (1846). Il temibile Re degli Unni, che imponeva di non risparmiare nessuno, né uomini né donne, si innamora della coraggiosa Odabella e verrà da lei ucciso per vendicare la morte del padre e lo sterminio della famiglia. Così nel libretto, ovviamente, non nella realtà.


Dalla tragedia Attila, König der Hunnen di Zacharias Werner, un dramma ispirato dal nazionalismo germanico, Verdi trasse il soggetto di una delle sue opere giovanili più infuocate: un’opera che di lì a poco avrebbe infiammato le platee risorgimentali, pronte a interpretarla come un invito esplicito alla rivolta contro l’oppressione straniera.

Come dalle note di sala del Teatro alla Scala tracciamo alcuni aspetti importanti dell'opera:


“Un’importanza centrale spetta alla figura di Odabella, responsabile di buona parte dell’attrazione esercitata dal soggetto su Verdi. La sua doppia personalità – guerriera indomita e al tempo stesso fanciulla sensibile agli affetti – assicura l’interesse drammatico del personaggio, senza contare che i sentimenti dai quali è dominato il suo forte temperamento, il desiderio di vendetta e l’amor filiale, sono entrambi spiccatamente melodrammatici.”
“Attila è personaggio non meno complesso, diviso tra la sete barbarica di conquista e il terrore ispiratogli dal soprannaturale; così la scena del sogno e poi l’incontro col vecchio Leone raggiungono una straordinaria concentrazione emotiva.”

“Più in generale, l’enfasi posta da Verdi sugli effetti scenico-spettacolari, l’insistenza sulle ampie scene di massa, costituiscono aspetti innovativi nel suo stile e nella sua concezione drammaturgica, e si spiegano – almeno in parte – con il progetto di esportare Attila adattandolo per l’Opéra di Parigi. L’esito della prima rappresentazione, il 17 marzo 1846 al Teatro La Fenice di Venezia, non fu del tutto soddisfacente, malgrado Verdi nutrisse alte aspettative.”

Così siamo coinvolti dalle dichiarazioni del regista che ha curato anche luci e allestimento:


“Attila è il simbolo della barbarie. Che per Verdi era mancanza di verità, sapendo che la verità ha come essenza la libertà. Una libertà che, a livello metafisico, corrisponde al sole". Tale lettura segna marcatamente la messinscena con l' oscurità che domina sulle scene in cui è presente l'Unno e un riaffiorare prepotente della luce quando si fa avanti l' antagonista del barbaro, papa Leone, che rappresenta il rinnovarsi della speranza religiosa”
“Tutta l' opera ha una forza politica simbolica che a volte fa pensare a Brecht. Anche per questo ha chiesto allo scenografo Alessandro Camera di legare l' allestimento ai luoghi del teatro.”
Dirige Nicola Luisotti, direttore musicale dell’Opera di San Francisco e direttore principale ospite della Tokyo Symphony (che abbiamo intervistato in altra parte della testata).
 

(credits foto: Brescia e Amisano - Teatro alla Scala)  

Attila Orlin Anastassov (20, 24 giugno – 2, 6, 12, 15 luglio)

Michele Pertusi (22 giugno; 4, 8 luglio)

Ezio Marco Vratogna (20, 24 giugno – 2, 6, 12, 15 luglio)

Leo Nucci (22 giugno – 4, 8 luglio)

Odabella Elena Pankratova (20, 24 giugno – 2, 6, 12, 15 luglio)

Lucrecia Garcia (22 giugno – 4, 8 luglio)

Foresto Fabio Sartori

Uldino Gianluca Floris

Leone Ernesto Panariello


Nuova produzione Teatro alla Scala

 


 

Pubblicato in data 20/06/2011