MERCOLEDÌ 22 SETTEMBRE 2021 16:00
 

Musica

Verso l'88° Festival - Cantanti che vivono e rivivono

Magda Olivero e Maria Callas: destini incrociati nelle recite all'Arena di Verona

Con l'approssimarsi della nuova stagione lirica areniana - pensate l'88° Festival non è poco, e il 2013 si avvicina a grandi passi per il centenario - il mio ricordo va agli anni '50, l'epoca d'oro dei sommi artisti.

La signora Magda Olivero lo scorso marzo, e precisamente il 25, ha raggiunti i cent'anni. Longeva come la signora Gina Cigna - riuscita a toccare i 101 alcuni anni fa, pur malata da tempo -. A differenza, Magda Olivero è ancora oggi in ottima salute e ben attiva nel sostenere moralmente sia i giovani cantanti sia gli affermati interpreti della scena canora.

Non vogliamo in questa sede riprendere il repertorio e i trionfi di Magda Olivero. Ci piace invece riesumare alcune stagioni che hanno caratterizzato la sua presenza a Verona, incrociandosi casualmente con un' altra “divina” del canto di quegli anni, Maria Callas.
 
Appare sul palcoscenico dell'Arena il 29 luglio del 1951 in “Manon” di Massenet accanto ad un Cavaliere De Grieux quale Giuseppe di Stefano.
Risalgono al 1952 gli eventi cui ci stiamo collegando. Ritorna a Verona Maria Callas, dove aveva debuttato nel 1947 con “La Gioconda”. Il 19 luglio del '52, la 'divina' è scritturata a Verona sia per “La Gioconda” che per “La Traviata”. Con “La Gioconda” fa ovviamente le prime due recite. Per “La Traviata” è chiamata a cantare in tutte le cinque recite in programma. Il destino vuole che proprio alla “prima” del 27 luglio Maria Callas, indisposta, venga sostituita da Magda Olivero. Ulteriore, strepitoso successo dopo quello del 1951. Alla direzione d'orchestra era il tempo di Antonio Votto e Francesco Molinari Pradelli, e al podio del coro due maestri d'eccellenza (lo resero fiore all'occhiello dell'Arena nel mondo): Giulio Bertola e Ferruccio Cusinati.
Nel 1954 Magda Olivero viene scritturata per due opere importanti e cioè il “Mefistofele” di apertura e Turandot. La soprano avrebbe dovuto sostenere le prime cinque recite del “Mefistofele” e le prime tre di “Turandot”. Tuttavia gli organizzatori ricordano che a Verona è di casa Maria Callas...A quel punto entrano nel ruolo imbarazzante di dover concordare un nuovo calendario con la signora Olivero, in quanto l'irruente Callas aveva chiesto la prima del “Mefistofele”. Senza alcun problema da parte della dama di Saluzzo, l'apertura della stagione '54 è affidata a Maria Callas. Uno strano destino aleggia ancora in palcoscenico: la prima, cioè la recita del 15 luglio, si sospende per la pioggia. La prima tocca il 17 luglio e canta Magda Olivero. 
La carriera a Verona di Magda Olivero continuerà nel 1960 nel ruolo di Minnie con “La Fanciulla del West”, al fianco di Franco Corelli, direttore Oliviero De Fabritiis; nel 1962 in “Tosca”, come Floria Tosca. Mario per l'occasione era Giuseppe Di Stefano, Scarpia, Tito Gobbi. Nel 1970, Olivero ritorna con la pucciniana “Manon Lescaut” nelle prime due recite, e appare un certo Placido Domingo come Renato Des Grieux.
Il ritiro ufficiale dalle scene di questa grande interprete, decisa ed estremamente rispettosa, avviene 'per gradus': nel 1981, ritorna a Verona nella “Voce umana” di Poulenc.
 
La nostra premessa nasce dal desiderio di ricordare l'importanza strategica di Verona nell'Opera lirica: un lascito fondamentale che tutti  riconoscono e misconoscono. 
Le massime voci hanno quasi tutte toccata Verona: sempre nell'arco degli anni cinquanta, ad esempio, Tancredi Pasero, Giuseppe Di Stefano, Beniamino Gigli, Mario Del Monaco, Nicola Rossi Lemeni, Tito Gobbi, Franco Corelli, Ettore Bastianini, Ivo Vinco. E le 'signore' Renata Tebaldi, Magda Olivero, Maria Caniglia, Maria Callas, Elena Nicolai, Antonietta Stella, Giulietta Simionato, Fedora Barbieri, Rosanna Carteri, Adriana Lazzarini. Non solo interpreti ma pietre miliari che continuano a suggerire “quali stagioni abbiamo vissuto”.
(roberto tirapelle)

Pubblicato in data 24/04/2010