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AMICI DELLA SCALA per "Milano cuore d'Europa"

Lila De Nobili, una leggenda.

 E quattro artisti italiani: Fabrizio Clerici, Lucio Fontana, Odette Nicoletti, Margherita Palli.

La nuova serie di pubblicazioni degli Amici della Scala, che è stata presentata alla Scala il 27 novembre scorso, segue il progetto dell’Assessorato alla Cultura di Milano, “Milano cuore d’Europa”

In primis un volume di grande formato (in italiano e in inglese) ricorda la figura di Lila De Nobili, la leggendaria scenografa della “Traviata” di Visconti, personaggio complesso e artista sorprendente, tutta da riscoprire. 

A seguire quattro monografie sono dedicate ad altrettanti artisti che hanno operato alla Scala: Fabrizio Clerici, Lucio Fontana, Odette Nicoletti, Margherita Palli. Quattro italiani con una dimensione artistica internazionale. In più, un volume di grande formato (in italiano e in inglese) ricorda la figura di Lila De Nobili, la leggendaria scenografa della “Traviata” di Visconti, personaggio complesso e artista sorprendente, tutta da riscoprire. 

Donna di proverbiale riservatezza, Lila De Nobili (1916-2002) e` divenuta controvoglia una leggenda. Il suo nome si lega alla scenografia di alcuni spettacoli che hanno fatto storia, primo fra tutti quella Traviata alla Scala nel 1955, con Maria Callas, Carlo Maria Giulini e Luchino Visconti, che ha cambiato per sempre il modo di concepire il teatro musicale. Nata tra i privilegi, Lila De Nobili conobbe un successo immediato nel secondo dopoguerra, quando divenne la scenografa e la costumista di riferimento per Jean Cocteau, Raymond Rouleau, Peter Hall, Frederick Ashton, Tony Richardson, Franco Zeffirelli, Gian Carlo Menotti, oltre che per lo stesso Visconti. Lavoro` con E?dith Piaf e Audrey Hepburn, Margot Fonteyn e Ingrid Bergman. Non ancora sessantenne lascio` tutto, si mise da capo a imparare la pittura e si rifugio` in un attico da bohe`me sotto i tetti di Parigi. La sua pennellata sfumata e atmosferica, rapida e rifinita in mille velature, ha incantato generazioni di artisti fino a Robert Wilson e David Hockney, che la ritrasse. Le migliaia di figure, di volti e di gesti che affollano la sua opera per il palcoscenico, ma anche i taccuini d’appunti su cui disegno` fino alla fine, compongono una come?die humaine di inesauribile, stupefacente ricchezza. 

Pubblicato in data 03/12/2014