VENERDÌ 24 SETTEMBRE 2021 23:34
 

Istituzioni

Finalisti allo "Strega"

Premi letterari

(nella foto i cinque finalisti dello "Strega": da sinistra in alto Alessandro Piperno, Emanuele Trevi, Gianrico Carofiglio, in basso Marcello Fois, Lorenza Ghinelli)

Designati i cinque finalisti all’edizione 2012 del Premio Strega, promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci in collaborazione con Liquore Strega e con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale. Come sempre Casa Bellonci è stata gremita da molti dei 400 Amici della domenica, il corpo elettorale del premio, eredi di un rito che si ripete solennemente da oltre sessant’anni.

 

Al termine dello scrutinio (428 su 460 votanti, pari al 93%; 1 scheda bianca, 1 scheda nulla) il presidente di seggio Edoardo Nesi, vincitore del Premio Strega 2011, affiancato dal presidente della Fondazione Bellonci Tullio De Mauro, ha annunciato ufficialmente la Cinquina di libri e autori finalisti del Premio Strega 2012, che sono:

Qualcosa di scritto (Ponte alle Grazie) di Emanuele Trevi con voti 92

Il silenzio dell’onda (Rizzoli) di Gianrico Carofiglio con voti 70

Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi (Mondadori) di Alessandro Piperno con voti 68

Nel tempo di mezzo (Einaudi) di Marcello Fois con voti 64

La colpa (Newton Compton) di Lorenza Ghinelli con voti 38

 

 

I finalisti sono stati ospiti giovedì 14 giugno a “Letterature” Festival Internazionale di Roma, dove nella cornice della Basilica di Massenzio hanno letto brani tratti dai loro libri in gara;  giovedì 21 giugno sono stati ad Avellino per partecipare al Festival  “…aspettando Giffoni 2012”; mercoledì 27 giugno a Mosca, ospiti dell’Istituto Italiano di Cultura, per incontrare il gruppo di lettura russo; mentre il 3 luglio, in attesa della finale, concluderanno il loro tour ospiti a Viterbo del Festival “Caffeina Cultura”.

La seconda votazione e la proclamazione del vincitore avverranno nel consueto e magnifico scenario del Ninfeo di Villa Giulia giovedì 5 luglio

 

La Fondazione Maria e Goffredo Bellonci nasce nel 1986 con l'obiettivo di mantenere vivo il Premio Strega e di diffondere la letteratura italiana nel nostro Paese e all'estero. Creata alla morte di Maria Bellonci da Anna Maria Rimoaldi, amica ed erede della scrittrice, la Fondazione svolge un'intensa attività di promozione della lettura, specialmente nelle scuole e fra i giovani. 

 

In questa cinquina di eletti, uscita da una platea di votanti che comprende Gli amici della Domenica,  i lettori forti di una sessantina di librerie sparse per l’Italia, una dozzina di Istituti italiani di cultura all’estero, gli studenti di Roma e Benevento, i reclusi di Porto Azzurro, l’autore che mi ha più colpito è Emanuele Trevi, con i suoi personaggi reali e cinematografici. Forse sarà per la mia attività di critico di cinema, non lo è per il fatto che finora Trevi è il capofila verso la finale. 

 

Il libro racconta di uno scrittore trentenne che trova lavoro in un archivio, il Fondo Pier Paolo Pasolini. Da lì l’incontro con Laura Betti, erede spirituale di Pier Paolo Pasolini, e quindi l’equivalente di un incontro con Pasolini stesso. Ma “Qualcosa di scritto” è anche la conoscenza della cosiddetta quarta “P”, iniziale di “Petrolio”, l’ultimo romanzo del poeta. Storie di cronaca e misteri, l’inizio di un’epoca, gli anni Novanta, la fine di un’altra.

Mi è piaciuta l’idea di Francesco Piccolo che scrive: “il libro racconta di persone che hanno a che fare con l’esistenza, la letteratura e ragiona sull’esistenza, sulla letteratura. Racconta di Emanuele Trevi, di Laura Betti, di Pasolini, di Petrolio, e altro. Qualcosa di scritto non è un romanzo, è un mondo”.

 

Ecco, è questo mondo di personaggi e di memorie il nodo centrale del libro, un modo di pensare che si è cercato di controllare ma che invece è diventato l’oggetto del desiderio.

 

Mi vengono in mente due domande per Emanuele Trevi.

 

Era più attratto da Pasolini o da Laura Betti, ovvero da quello che la Betti rappresentava come erede posseduta della sua presenza?

 

Per Pasolini non ho mai avuto una grande simpatia, nonostante la sua grandezza. Certamente Laura Betti ha avuto in me il sopravvento con quel suo mondo di attrazione/repulsione. E’ riuscita a generare in me dei momenti di formazione”.    

 

Il titolo “Qualcosa di scritto” può essere riconducibile con quello che ha lasciato nella memoria di frammenti diversissimi “Petrolio”?

 

“Certamente sì. Oltre ad essere il titolo dell’”Appunto 37” di Petrolio, raccoglie le tracce e gli indizi dello scrittore, le mutazioni, le profanazioni, le ombre e le luci di alcuni eventi”.

  

(a cura di roberto tirapelle)

 

 

 

Emanuele Trevi (Roma, 1964) è scrittore e critico letterario. Ha esordito come autore di narrativa con I cani del nulla (Einaudi, 2003) e ha pubblicato per la collana Contromano di Laterza Senza verso (2005) e L’onda del porto(2005). Il suo ultimo romanzo è Il libro della gioia perpetua(Rizzoli, 2010). È autore di numerose curatele e saggi: fra questi, i volumi Istruzioni per l’uso del lupo (Castelvecchi, 1994) e Musica distante (Mondadori, 1997). Ha inoltre pubblicato i libri-intervista Invasioni controllate (con Mario Trevi, Castelvecchi, 2007) e Letteratura e libertà(con Raffaele La Capria, Fandango, 2009). Collabora con la Repubblica, il manifesto, Il Messaggero e Il Foglio. È conduttore di programmi radiofonici per Rai Radio 3.

 

(si ringrazia l'Ufficio Stampa di Ponte alle Grazie)

 

    

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in data 01/07/2012