VENERDÌ 24 SETTEMBRE 2021 22:49
 

Istituzioni

Verso l'EXPO 2015

In Confindustria Verona l'Expo incontra le imprese: il ruolo di Verona e del Veneto

Andrea Bolla:  Expo 2015 è un volano per l’economia, va sfruttato”

Diana Bracco:  “Si può fare un gemellaggio tra La Scala e l’Arena”     

(nella foto il Padiglione Italia a Shanghai 2010, biglietto da visita per Expo 2015)    

Gli avvenimenti recenti che avvolgono come una cortina fumogena l’Italia e il resto del mondo ci hanno fatto dimenticare dell’Expo che a Milano (città ospitante)  nel 2015, da maggio a ottobre, sarà l’evento universale dell’anno. Mancano poco più di milleduecentoottanta giorni.  

Martedi scorso, nella sede di Confindustria Verona, si è tenuto l’incontro “Expo incontra le Imprese”, unica tappa per il Nord Est del roadshow di Confindustria dedicato al tema dell’Expo 2015, con particolare focus sulle opportunità promozionali e di business per le imprese italiane.

L’incontro è stato un’occasione importante per gli imprenditori veneti per entrare in contatto diretto con la società Expo spa e per approfondire le tematiche operative di maggior interesse per le imprese, quali la partecipazione alle gare di appalto, la gestione degli spazi espositivi e le partnership promozionali. Expo 2015 è infatti una vetrina per l’Italia e il Made in Italy, un driver anticiclico di crescita economica, un’occasione per creare business ed esportare la cultura italiana nel mondo.

Abbiamo avvicinato Andrea Bolla, presidente di Confindustria Verona, e delegato da Confindustria Veneto per l’Expo 2015,  per qualche dichiarazione.

Che snodi può avere l’Expo 2015 per Verona?

“In un momento come questo, in cui le imprese faticano a recuperare il terreno perduto con la crisi, è essenziale cogliere tutte le opportunità di business che ci si presentano: Expo può essere un volano per l’economia e va sfruttato. Un recente studio della Bocconi stima da qui al 2020 una produzione aggiuntiva nell’economia italiana determinata da Expo di 69 miliardi di euro, con un incremento di valore aggiunto di circa 29 miliardi di euro e un’occupazione annuale media di circa 61.000 persone”.

“A livello Veneto”, abbiamo delle eccellenze assolute da mettere a disposizione per promuovere l’economia dei nostri territori. Penso al settore agroalimentare in tutte le sue sfaccettature, dal vino, il dolciario, le carni, alla logistica con il nostro sistema aeroportuale e quello degli interporti, al turismo. Il Sistema Veneto è pronto e il suo ruolo sarà fondamentale per la riuscita dell’evento. Alla società Expo il compito di saperlo valorizzare”.

Certamente la presenza importante di questa tappa roadshow era rappresentata da Diana Bracco, presidente progetto speciale “Ricerca e Innovazione” e “Expo 2015”.  

Qual è la situazione concreta per Expo 2015?

"Nell’incontro di oggi abbiamo parlato “da imprese”. Abbiamo parlato finalmente di un’Expo “concreta”. Le tante aziende presenti hanno trasmesso alla Società Expo 2015 la loro voglia di “fare”, la loro disponibilità a impegnarsi per la migliore riuscita dell’evento, che tutti vogliamo sia un volano di crescita per la nostra economia, tanto più in questi tempi difficili.

Questa giornata ha voluto soprattutto dare alle aziende gli strumenti operativi per cogliere
le opportunità di business e di visibilità offerte dall’Expo 2015. Sono convinta che proprio in questo ambito Regioni come il Veneto possano svolgere un ruolo fondamentale per l’Esposizione Universale, ad esempio mettendo a disposizione la propria ricettività alberghiera ed extra-alberghiera, convogliando verso Expo 2015 i flussi turistici già presenti in via ordinaria sui territori del Nord.”

 

“Infatti è del tutto evidente che Milano da sola non potrà ospitare l’intero flusso dei
visitatori, ma avrà bisogno di fare sinergia con i territori limitrofi, utilizzando appieno
l’appeal di un bacino territoriale (situato a meno di 3 ore di percorrenza da Milano) che normalmente attira ogni anno circa 40 milioni di arrivi nei sei mesi di apertura dell’Expo (maggio-ottobre).

 

Culturalmente il Veneto può portare il suo contributo?

 

“Dobbiamo dare massima visibilità al patrimonio culturale e artistico di tutto il Paese,
portando i flussi turistici in tutte le regioni e le città italiane, con i loro patrimoni d’arte, di
cultura, di accoglienza, di saper vivere, operando in una logica di sistema che coinvolga
e valorizzi tutte le peculiarità positive del territorio nazionale. Da questo punto di vista
il Veneto può recitare un ruolo da protagonista, in virtù delle sue bellezze, della sua grande vitalità culturale.

A Verona, ad esempio, con la sua splendida Arena, si potrebbe immaginare un gemellaggio artistico con La Scala di Milano durante i mesi dell’Expo. Il programma di celebrazioni per il centenario della Fondazione Arena fornirà inoltre nel 201il trasferimento3 una straordinaria occasione promozionale anche di Expo 2015, a cui guardiamo con grande interesse. E penso naturalmente a Venezia che nel 2015 avrà la sua Biennale.

 

L’Expo ha un tema centrale, “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. Può dirci concretamente come si svilupperà?

 

“Sappiamo che questo tema è la sfida del millennio. E’ in cima alle agende delle Organizzazioni internazionali. La FAO sta tenendo a Roma questa settimana una sessione del Comitato per la Sicurezza alimentare. Lunedì io sarò a Roma, per conto di Expo 2015, per parlare di quello che si dovrà fare per una nutrizione sicura ad una popolazione in crescita. Abbiamo raggiunto in questi giorni sette miliardi di abitanti. In quell’occasione il mio focus sarà la sostenibilità delle filiere  alimentari, la social responsibility, la biodiversità, i modelli di dieta sostenibili.  

Su queste tematiche dell’Expo si innestano perfettamente le eccellenze del nostro sistema imprenditoriale nell’agroalimentare e dello sviluppo sostenibile, che possono contribuire attraverso l’aumento della produttività agricola e alimentare per dare risposte concrete ai fabbisogni.”    

 

L’expo ha lanciato un altro tema futuristico: “Le città digitali”. In pratica di cosa si tratta?

 

E’ uno dei temi che stiamo affrontando in Confindustria in funzione Expo. Abbiamo avviato un progetto “City” che riesce a fornire una piattaforma digitale comune a tutti i soggetti partecipanti ad Expo. Si devono accreditare. Sarà poi la Società che li recepisce o non li recepisce in base alla caratteristiche. Noi dovevamo mettere a disposizione il modo e lo abbiamo fatto.”

 

In sala stampa abbiamo acquisito altre notizie.

Qualche dato recente su Expo 2015, quanti sono i paesi aderenti finora?    

 

“Salgono a 57 i paesi che aderiscono a Expo con la partecipazione di Cina, Cile, Emirati Arabi e Mozambico. Si prevede l’arrivo di circa venti milioni di turisti, una media giornaliera di circa 110 mila persone. Sono partire le gare d’appalto per ogni tipo di opera.”

 

Ma quali sono stati gli effetti di Shanghai 2010 sull’Italia e su Expo 2015?

 

“Il Padiglione Italia ha accolto nell’arco di sei mesi più di 5000 delegazioni in visita e circa 7 milioni di visitatori. Praticamente è stato il padiglione più visitato dopo quello della Cina.

Oltre all'allestimento di una mostra permanente, Expo Milano 2015 ha messo in scena a Shanghai un programma di eventi culturali volti a promuovere l'Esposizione di Milano che ha visto i sui momenti di massima espressione nel Concerto della Filarmonica della Scala e nello spettacolo del BIE Day, giornata dedicata alla celebrazione della storia e del futuro delle Esposizioni Universali. Il Padiglione Italia è stato opera dell’architetto Giampaolo Imbrighi e coniuga i valori della tradizione urbana italiana con quelli della città ospitante Shanghai.”   

  

(Servizio e interviste a cura di roberto tirapelle)

 

(Si ringraziano Close to Media e Giuliano Faliva)

 

 

Pubblicato in data 19/10/2011