DOMENICA 21 APRILE 2019 12:07
 

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Nino Machaidze al Rossini Opera Festival protagonista di "Le siège de Corinthe"

ROSSINI OPERA FESTIVAL XXXVIII edizione

Machaidze: Cantare a Pesaro è sempre una magnifica esperienza. Pamyra sta diventando uno dei miei ruoli preferiti. La versione integrale dell’opera in scena è assolutamente perfetta. Il team de La Fura dels Baus è delizioso. Finale a sorpresa

(photo credit, Studio Amati Bacciardi)

Servizio e intervista di Roberto Tirapelle

Si apre il 10 agosto, per continuare fino al 22, la 38^ edizione del festival pesarese e quest’anno avrà una forte impronta registica a cominciare da Carlus Padrissa e Lita Cabellut del celebre gruppo catalano La Fura dels Baus, debuttante a Pesaro, reduce dai successi nei maggiori teatri internazionali, che metterà in scena Le siège de Corinthe, prima opera francese di Rossini, proposta in prima esecuzione nel ricostruito testo originale (che include una ventina di minuti di musica in più), secondo l’edizione critica della Fondazione Rossini a cura di Damien Colas.

 

    (nella foto, Luca Pisaroni e Nino Machaidze)

        Sul podio una bacchetta illustre come quella di Roberto Abbado alla guida dell’Orchestra Sinfonica della Rai, all’esordio pesarese, e del Coro del Teatro Ventidio Basso. Nel cast, accanto a Nino Machaidze, debuttano al Rof Luca Pisaroni, John Irvin, Sergey Romanovsky e Carlo Cigni, cui si aggiungono giovani talenti formatisi negli ultimi anni all’Accademia Rossiniana quali Xabier Anduaga, Iurii Samoilov e Cecilia Molinari.

Le altre opere in cartellone saranno La pietra del paragone nell’allestimento di Pier Luigi Pizzi e direzione di Daniele Rustioni, e Torvaldo e Dorliska per la regia di Mario Martone e la concertazione di Francesco Lanzillotta.

Nino Machaidze non ha certo bisogno di presentazioni, possiamo ricordare solo che è reduce da tre importanti opere come Thais al Liceu di Barcellona, Il viaggio a Reims (Contessa di Folleville) al Royal Danish Opera e un Rigoletto (Gilda) a San Francisco.

Abbiamo raggiunto Nino Machaidze a Pesaro, dove da un mese sono in corso le prove del nuovo allestimento di Le siège de Corinthe che apre la stagione il 10 agosto.

 

Signora Machaidze è protagonista di “Le siège de Corinthe” in apertura al Festival Rossiniano di quest’anno. Mi sembra un’altra bella soddisfazione da aggiungere alla sua brillantissima carriera ma anche una prova non facile da affrontare, benchè sia uno dei generi che predilige?

Sono contentissima di partecipare all’edizione di quest’anno. Amo moltissimo il festival rossiniano perché mi sono trovata a mio agio al mio debutto due anni fa con “La gazza ladra”. E’ stata una magnifica esperienza. Pamyra sta diventando uno dei miei ruoli preferiti in assoluto, è veramente complesso e dà molte soddisfazioni, è un personaggio completo: grandezza di voce, acuti, drammaticità, note gravi, sensibilità, agilità. Difficile ma meraviglioso. Quando apri lo spartito capisci subito che personaggio devi affrontare. Pamyra l’ho amata immediatamente, è stato amore a prima vista.” “Adoro Rossini ma non mi considero solo rossiniana, ho un repertorio vasto, canto anche Verdi, è bello alternare. Rossini è il miele per la gola”.

L’opera è poco conosciuta in Italia, solo alcuni teatri l’hanno allestita. A suo parere ci sono particolari pregiudizi che l’hanno tormentata.?

Non capisco perché non sia conosciuta. La trovo una delle opere più belle di Rossini. Certamente sono più frequentate altre opere rossiniane, come lo stesso Maometto secondo. In realtà è un’opera difficile, ci sono difficoltà a trovare il cast giusto, come ad esempio il ruolo del tenore è difficoltoso e anche quello degli altri personaggi. Inoltre l’allestimento di Le siège de Corinthe di questa edizione è particolarmente importante perché ricostruisce lo spartito originale e quindi è più lungo. A mio parere una bellissima versione, penso sia assolutamente perfetta.”

Il personaggio di Pamyra è un ruolo centrale dell’opera e lo svolgimento del soggetto mi sembra molto portato alla sorpresa. C’è una atmosfera di attesa nel susseguirsi dei fatti tra Pamyra, Maometto II, Cleomene, Neocle e l’assedio di Corinto.?

Mi piace tantissimo il personaggio di Pamyra non solo vocalmente, come ho già detto, ma anche come carattere. E’ un ruolo bellissimo da recitare, offre tantissime sfumature, lei si muove tra l’amore e la patria, è una eroina. Fino alla fine si sacrifica per la patria ma è pur sempre innamorata di Maometto. E si vede nel finale che non rivelo cosicchè rimane una sorpresa e non tolgo il piacere al pubblico che verrà a vederlo.”

Può dirci qualcosa del nuovo allestimento de La Fura dels Baus. Ha creato un clima diverso all’opera? Forse allegorico, esotico, metafisico? E’ un oriente futuristico? Come si muovono i personaggi all’interno dell’ambientazione.

Il rapporto che si è creato nel corso del mese con il team di La Fura dels Baus è stato splendido. Sono delle persone deliziose e quello che mi ha colpito è l’apertura di disponibilità per accogliere le necessità del cantante, in considerazione che la musica è difficile. Con questo team lavorare è stato più facile. Anche loro ovviamente avevano delle idee ben precise da esprimere e noi artisti avevamo le nostre ma siamo riusciti subito a far coincidere tutte le reciproche indicazioni. Gli allestimenti de La Fura dels Baus possono piacere e non piacere, del resto come i cantanti o le opere. Tutto va anche secondo i gusti ed è bello così. Hanno un loro stile, non è né banale, né scontato. E’ una messa in scena originale, i punti di vista sono diversi ma è affascinante scoprire che c’è qualcosa di nuovo da vedere.”

 

Lei ha cantato a Pesaro nel 2015 interpretando “La gazza ladra”. Ci sono differenze sostanziali per la vocalità con “Le siège de Corinthe”?

Il carattere di Pamyra è più drammatico di quello di Ninetta (nda, la protagonista di La gazza ladra) e quindi, pur essendo nello stesso registro le scritture di Pamyra e Ninetta, proprio la drammaticità di Pamyra è quella che la rende più lirica e fa la differenza. Sono parti centrali e richiedono voce lirica e sovracuti. In Pamyra ci sono molti ‘do’ scritti da Rossini e altri che io metto come variazioni nella fine dei concertati. E’ un’opera meravigliosa e spero di farla ancora tantissime volte.”

 

 

Adriatic Arena - 10, 13, 16 e 19 agosto, ore 19.00

LE SIÈGE DE CORINTHE

Tragédie lyrique di Luigi Balocchi e Alexandre Soumet

Direttore Roberto Abbado

Progetto Regia
La Fura dels Baus
Regia e Scene
Carlus Padrissa
Elementi scenografici e pittorici, Costumi e Video

Lita Cabellut

Interpreti Mahomet II Luca PisaroniCléomène John IrvinPamyra Nino MachaidzeNéoclès Sergey RomanovskyHiéros Carlo CigniAdraste Xabier AnduagaOmar Iurii Samoilov, Ismène Cecilia Molinari

Coro del Teatro Ventidio Basso

Maestro del Coro Giovanni Farina
Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

Nuova produzione

Pubblicato in data 06/08/2017