SABATO 25 SETTEMBRE 2021 00:16
 

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Verona - 94° Festival Lirico - Nino Machaidze ritorna a Verona per cantare Violetta

"Violetta è una donna forte e fragile ed è impaurita dell'amore"

 

 (foto Ennevi)

Il terzo titolo in cartellone della 94° edizione del Festival Lirico: La Traviata, melodramma in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave e musica di Giuseppe Verdi.

L’elegante allestimento, che ha aperto il Festival 2011 ed è stato riproposto due anni dopo, è firmato da Hugo de Ana con le coreografie di Leda Lojodice. Per il Festival 2016 la direzione d’orchestra è affidata a Jader Bignamini (2, 5, 8, 12/7), al suo debutto all’Arena di Verona, che si alterna a Fabio Mastrangelo (15, 22, 26, 30/7).

L’opera, andata in scena per la prima volta sul palcoscenico areniano esattamente 70 anni fa, è stata presentata in 14 edizioni del Festival per un totale di 104 rappresentazioni.

Ritrovare una cantante come Nino Machaidze   a Verona per le recite di Violetta è un vero piacere della musica. Non ritornava in Arena dal 2011 per quel Roméo et Juliette che doveva diventare per alcuni anni il nuovo manifesto a Verona dopo Aida. Una nuova Juliette che le aveva decretato il successo internazionale fin dal 2008 quando aveva debuttato a Salisburgo. Prima però c'era stato anche Donizetti con La Fille du Regiment sia a Milano che a Roma.

(nella foto Ennevi a d, Francesco Demuro e Nino Machaidze)

Non è la prima Violetta che Nino Machaidze porta sul palcoscenico, l'aveva già interpretata ad Amburgo e Los Angeles. A Verona pertanto è un ruolo già collaudato.

 

Signora Machaidze ci può parlare delle due Violette che ha già recitato prima di Verona?

“La prima è stata una Traviata a l'Opera di Los Angeles per la regia di Marta Domingo. Una edizione bellissima, con i costumi disegnati dalla stessa signora Domingo. Pensi che Giorgio Germont era Placido Domingo. Una esperienza importante che poi ho continuato ad Amburgo ma con un allestimento minimal, molto moderno.”

Con Violetta allora sono tre finora i ruoli che l'hanno fatta avvicinare a Verdi!

“Sì, ho cominciato con Gilda nel 2008 a Parma, Luisa Miller (Amburgo) e Violetta l'anno scorso.”

La ritroviamo finalmente a Verona dal 2011 dopo Juliette? Cosa le sembra ritornare?

“Violetta adesso è uno dei ruoli che amo di più, la Fondazione Arena mi ha proposto il ruolo, avevo alcune date libere nel mio calendario e le ho inserite subito. Inoltre l'Arena di Verona è un posto unico in tutto il mondo, non solo in Italia. Arena è magica! Vengono da tutto il mondo a Verona. Deve continuare questa missione.”

   Che Violetta ha voluto portare in Arena?

“Violetta non è una ragazzina e se interpretata in modo giovane manca di quella maturità che è congeniale al suo personaggio. E' una donna forte e fragile, ha vissuto certe fasi della vita e adesso è impaurita dall'amore”. “Lei non sa come reagire alle palpitazioni del cuore perché è un sentimento che non le appartiene e avendo scoperto questa nuova situazione è seriamente impaurita. Inoltre c'è la malattia”.

Amore più malattia, è il nodo della questione?

“Certamente. Violetta si pone questa domanda: “io merito la felicità o rendere un'altra persona infelice”.”

A mio parere lei ha una voce che è un filato incantevole, troppo bella per un ruolo meno incantato?

“In questo momento amo Violetta e Luisa Miller perché entrambi i ruoli comportano una vocalità completa: agilità, sopracuti, parti gravi, centro.”

Qual'è il momento che ama di più in Traviata?

“C'è nel terzo atto la situazione che amo di più in assoluto. Quando Violetta si ridesta “Dammi a vestire, Voglio uscire”. Violetta di nuovo è forte ma all'improvviso “Gran Dio, non posso” e rigetta con dispetto la veste. Qui finiscono tutte le speranze, lei sperava che l'amore potesse salvarla. E' così disperata che prende tutte le forze per cantare “Gran Dio, morir sì giovane”. Quando recito questa parte mi vengono sempre i brividi, è irresistibile.”

Come si è trovata con il Maestro Jader Bignamini? E' un direttore emergente e tra l'altro è reduce dalla Traviata di Roma che ha riscosso un straordinario successo.

“Il Maestro Bignamini mi ha colpito tantissimo e mi è piaciuto molto. Nonostante venisse da un'altro allestimento di Traviata abbiamo trovato delle situazioni che piacessero ad entrambi. Un bravo direttore ascolta i cantanti e cerca di comprenderli. Deve capirne la vocalità, la morbidezza e il volume della voce. Il suo gesto è molto riconoscibile e musicale. Personalmente non guardo spesso il Direttore, preferisco guardare l'interprete con cui recito. La virtù del Maestro Bignamini è che vedi il suo gesto da lontano anche senza fissarlo. E' un aspetto importante sapere che il Direttore è sempre vicino a te.”

Per il suo repertorio francese vorrei citare solo Thais di Massenet. Un'opera sconosciuta in Italia. Perchè la affascina?

“Ho cominciato a studiarla e ad amarla subito quando mi hanno scritturato per Siviglia e Los Angeles. E' meraviglioso l'Intermezzo, il solo del violino, i cori, le danze. La trasformazione di Thais e la sua evoluzione in cui lei poi morirà dolcemente rapita da una celeste visione. E' così esotica e così tradizionale. La porterò a Barcellona.”

Adesso comunque ama due compositori italiani, Verdi e Rossini?

“Si, adoro alternarli, Luisa Miller e La Gazza ladra, quest'ultima una delle esperienze più belle della mia vita.”

(servizio e intervista di Roberto Tirapelle)

 (nella foto, Nino Machaidze con Madina Karbeli)

 

Arena di Verona

2 luglio (Prima rappresentazione) ore 21.00

5, 8, 12, 15, 22, 26, 30 luglio ore 21.00

 

Nel cast, alternati per le otto rappresentazioni, grandi protagonisti: Violetta Valéry sarà interpretata da Nino Machaidze (2, 5, 8, 12/7) ed Ekaterina Bakanova (15, 22, 26, 30/7); nel ruolo di Alfredo Germont troveremo Francesco Demuro (2, 5, 8, 12, 26, 30/7) e Cristian Ricci (15, 22/7). Nelle vesti di Giorgio Germont, padre di Alfredo, vedremo Gabriele Viviani (2, 5, 8/7), Dalibor Jenis (12, 15, 22/7) e Artur Rucinski (26, 30/7).

Flora Bervoix sarà impersonata da Clarissa Leonardi, Annina da Madina Karbeli (2, 22, 26, 30/7), e Teona Dvali (5, 8, 12, 15/7). Gastone di Letorières avrà il nome di Paolo Antognetti, il Barone Douphol di Alessio Verna, il Marchese d’Obigny di Romano Dal Zovo, il Dottor Grenvil di Paolo Battaglia, Giuseppe di Cristiano Olivieri e il duplice personaggio del Domestico/Commissionario di Victor Garcia Sierra.

Novità del Festival 2016, che ha riscosso già l’unanime successo tra gli spettatori, è l’introduzione di due schermi ledwall ai lati del palcoscenico utilizzati per i sopratitoli in lingua italiana e inglese per una migliore comprensione dell’opera.

 

(Si ringrazia Ufficio Stampa Fondazione Arena di Verona)

Pubblicato in data 16/07/2016