MARTEDÌ 15 OTTOBRE 2019 05:29
 

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Irina Lungu, soprano per Verdi, il Belcanto, il repertorio francese

Irina Lungu, soprano per Verdi, il Belcanto, il repertorio francese

(foto a sin, Irina Lungu in "Traviata", Teatro alla Scala, ed. Cavani, 2007, ph Marco Brescia)

105 Violette, che in questi giorni interpreto a Vienna. Milano, la mia casa, i miei perfezionamenti. Verona un palcoscenico di grande formazione, il debutto lampo in Donna Anna, la mia Juliette concreta e disincantata. Deborah Warner, regista di altissimo livello, una esperienza utilissima. Robert Carsen ha rivoluzionato il mio teatro d’opera”.  

(nella foto a d, Irina Lungu in "Traviata", Wiener Staatsoper, 2015, ph Michael Pohn)

(intervista a cura di roberto tirapelle)   

Irina Lungu è un soprano conosciuto a Verona fin dal 2007, con il debutto al Teatro Filarmonico con “Iolanta” di Cajkovskij. Poi debutta in Arena nel 2009 nel ruolo di Micaela in “Carmen”. Successivamente è chiamata ancora per “Traviata”, L’Elisir d’amore, Don Pasquale, Lucia di Lammermoor. Però oltre al suo successo internazionale che in questi anni si è consolidato (l'artista si esibisce regolarmente nei teatri più prestigiosi come il Teatro alla Scala di Milano, il Metropolitan New York, il Royal Opera House Londra, la Wiener Staatsoper, il Teatro Real Madrid, la Deutsche Oper e la Staatsoper Berlin), a Verona ritorna con ancora maggior successo quest’anno in Arena nei ruoli di Donna Anna nel “Don Giovanni”, in Juliette nel “Roméo e Juliette”, e nel “Carmen Gala Concert”.

Ormai il soprano russo Irina Lungu è considerata dalla stampa ‘nome essenziale del panorama lirico internazionale’. L’apprezzo come interprete profonda dei suoi ruoli, ma quello che più mi affascina è la purezza della sua vocalità che la rende flessibile ad agilità e colorature, e la illumina.

Pertanto ho ritenuto fare un ritratto della sua carriera, focalizzando i momenti più significativi che l’hanno portata ai risultati attuali. Non c’era altro modo che incontrarla a Verona prima dell’ultima recita di “Roméo e Juliette”, rendendosi disponibile nonostante un tour de force contro il tempo.

Signora Irina, per la prima volta incontro una cantante prima dello spettacolo.

Certo è difficile anche per me ma del resto non c’era altra soluzione. Arrivo da Milano, devo entrare in Arena verso le 18.45 e dopo la recita ritorno a Milano. In questo modo faccio in tempo a prendere l’aereo delle 7,30 per Vienna dove mi aspettano per la prima prova alle 11.”

Le sembra corretto dire che la sua carriera comincia dopo l’Accademia della Scala?

Vorrei precisare che la mia carriera comincia in Russia dove mi sono prima diplomata in pianoforte e direzione corale e poi mi sono laureata in canto presso il Conservatorio di Stato di Voronezh. Una figura di eccezionale importanza per la mia formazione è stato il baritono Mikhail Podkopaev. Ho vinto numerosi concorsi internazionali. Sono questi successi che mi valgono una borsa di studio presso l‘Accademia del Teatro alla Scala dove ho la fortuna di perfezionarmi sotto la direzione della grande Leyla Gencer. In Accademia ho imparato anche l’italiano”.  

Ha dei Teatri o delle città di teatro che ritiene punti di riferimento?

Ho cantato in molti teatri e sono legata a molte città. Certamente a Milano e a Verona devo il maggior numero di presenze.”

Alla Scala ha fatto due grosse produzioni di “Traviata”.

Per la precisione alla Scala ho fatto 10 produzioni. Ho debuttato nel 2003 e a fine dicembre celebro 12 anni di attività a Milano, che è diventata anche la città dove risiedo.”

Possiamo parlare di “Traviata”.

A Milano ho fatto una produzione nel 2007 con Maazel/Cavani. Poi nel 2008 sono stata richiamata ancora per questo allestimento. Nel 2013, invece, mentre ero a Verona nel “Don Pasquale” sono stata chiamata a Milano per “Traviata” nella produzione Gatti/Tcherniakov. Ho lasciato l’ultima recita del Don Pasquale al secondo cast”. Nell’ultima stagione conto 100 recite di “Traviata”, mentre per il mio debutto a Vienna arrivo a 105.”   

 

 (nella foto a s, Irina Lungu in "Lucia", Fondazione Arena Verona 2014, ph Ennevi) 

 

   E’ venuto il momento di parlare delle sue interpretazioni a Verona.

Devo molto a Verona perché è diventato un teatro molto importante per la mia formazione, considerando il Teatro Filarmonico e l’Arena. Mi sento di casa ormai a Verona. Ho fatto anche parecchi debutti a cominciare dal “Don Pasquale” a “Lucia”. Quest’anno mi hanno chiamata all’ultimo momento per Donna Anna ed è stato un debutto lampo, però non potevo dire di no. Ho studiato la parte in pochi giorni. C’è un problema difficile da superare in Arena, non si riesce mai a provare in palcoscenico. E quindi diventa uno spazio non facile.”

 

Le è piaciuto interpretare Juliette in Arena?

E’ un ruolo che comincia a piacermi moltissimo perché lo sento adatto a me. Intanto ho debuttato con Juliette a Seoul per la Korea National Opera e quindi ero già pronta col personaggio quando mi hanno chiesto di farlo a Verona. Anche se non ho la stessa età di Juliette, lei ha 13 anni, è la perfetta sintesi della natura femminile. In realtà è Romeo che ha le frasi più belle, anzi le più alte del repertorio francese. Il tenore è contemplativo, mentre lei è concreta e disincantata. “Io ti amo” Romeo non lo dice mai, è lei che prende il veleno e decide contro tutti. In questo profilo mi rispecchio concreta e vivace. Inoltre vocalmente è un ruolo totale, dalla coloratura al drammatico, allo spianato lirico della luminosità.”

 

Se è ancora disponibile le chiederei se ci sono stati dei registi di riferimento. Ad esempio Ronconi, Warner, Carsen?

          “Con Ronconi ho fatto pochissimo. E’ stato l’anno in cui ho debuttato alla Scala (2003) con “Moise et Pharaon”. Infatti alla fine dell’Accademia il Maestro Muti mi ha scelto per interpretare il ruolo nell’opera nel secondo cast. Produzione bellissima che era anche l’inaugurazione della Stagione. Invece lei ha citato due registi come Deborah Warner e Robert Carsen che mi hanno influenzato molto e di cui ho un ricordo bellissimo. Con Deborah Warner ho fatto una “Traviata” a Vienna (Theater an der Wien) di altissimo livello. Warner è una regista sensibile, che proviene dal teatro di prosa, molto profonda. Shakespeare a Londra, tanto per intenderci. Si nota subito lavorando con lei che devi provare come un attore teatrale, approfondisce il testo e i personaggi. Per me è stato utilissimo. Robert Carsen è stato il regista con cui in assoluto ho avuto più feeling. Ha cambiato il mio approccio al teatro d’opera. Ho fatto tre produzioni con lui: un “Falstaff” a Milano ma la sua presenza è stata relativa, una “Traviata” a Venezia dove ho cominciato a conoscerlo, ma la svolta è stata nel “Rigoletto” di Aix en Provence”. Affrontare il personaggio di Gilda per me era sconvolgente. Infatti dopo averlo sostenuto a Torino ho detto “non lo farò più”. Infatti appena mi ha vista nel personaggio mi disse: “tu non sei Gilda”. Abbiamo letto insieme la pièce “Le Roi s’amuse” e ha affermato dobbiamo fare girare Gilda su Irina. Quindi Gilda è diventato un mio personaggio ed è stato uno dei miei più grandi successi con cui ho debuttato al Met e che porterò a Parigi. Mi ha insegnato come si recita, come essere più credibili, un teatro realistico. La verità sul teatro è essere veri non falsi. Ho capito il personaggio, perché si è uccisa. Un giorno a New York, dopo la recita al Met, ho sfogliato The New York Times e c’era una intervista a Robert. Ad un certo punto ha parlato di una delle sue esperienze più significative, quella della messa in scena del “Rigoletto” di Aix en Provence” con me. Dicendo ho trasferito Irina Lungu dalla sua “comfort zone” a quella di Gilda”.

 

Qualche news sul prossimo futuro.

 

     “Con la Fondazione Arena in Oman per “Turandot”, nel 2016 in Arena farò Liù e ritorno in “Carmen”. Il debutto a Parigi a l’Opéra Bastille con “Rigoletto”. Violetta nel debutto all'Opera di Zurigo e alla Staatsoper di Amburgo, alla Deutsche Oper Berlin, al San Carlo di Napoli e in Corea. Micaela in Carmen a Torino. Nel 2017 sempre in Francia debutto in “Anna Bolena”. Il debutto nel ruolo di Manon di Massenet, sempre nel 2017.”

Pubblicato in data 20/09/2015