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Anna Pirozzi: una guerriera (Abigaille) da Salisburgo a Verona

Ha debuttato all'Arena di Verona il 29 agosto in Nabucco per il Festival lirico

(Anna Pirozzi in "Andrea Chenier", Napoli, Teatro San Carlo)

(intervista a cura di roberto tirapelle)

Certamente non si può catalogare una cantante come Anna Pirozzi per avere rivestito il ruolo di Abigaille in un Festival prestigioso come quello di Salisburgo (2013), tuttavia non si può neppure tralasciare l’importanza di quella presenza. E la fortuna vuole che adesso possiamo ascoltarla a Verona in un altro Festival altrettanto internazionale come quello dell’Arena.

Napoletana, va a perfezionarsi al Conservatorio “G.Verdi” di Torino con il soprano Silvana Moyso. Frequenta master con Mirella Freni, Luciana D’Intino, Rockwell Blake. E proprio a Torino comincia con Verdi (Amelia di “Un ballo in maschera”).

All’Arena di Verona partecipa alle ultime tre recite di “Nabucco” (29 agosto, 1 e 5 settembre 2015 ore 20.45) e avrà al suo fianco: nei panni del protagonista Nabucco c’è Sebastian Catana, mentre in Zaccaria si riconferma Vitalij Kowaljow; Fenena Anna Malavasi accanto a Raffaele Abete (29 agosto) come Ismaele. Completano il cast: Paolo Battaglia nel ruolo del Gran Sacerdote di Belo, Paolo Antognetti nei panni di Abdallo ed Elena Borin in Anna. Dal podio dell’Orchestra areniana il M° Julian Kovatchev, il Coro è preparato dal M° Salvo Sgrò.

Oggi Anna Pirozzi è una delle più interessanti giovani voci drammatiche italiane e si è resa disponibile a rispondere a qualche precisazione sulla sua carriera presente e futura.

(Salisburgo)

Signora Pirozzi è il 2013 e a Salisburgo comincia la sua carriera internazionale. Ci racconta qualcosa di più di quel momento.

“Il Maestro Muti si trova improvvisamente nella situazione di trovare una sostituzione per il ruolo di Abigaille (doveva essere interpretato da Tatiana Serjan, nda). Contatta Alessio Vlad, al Teatro dell’Opera di Roma, e viene proposto subito il mio nome. Con Vlad avevo fatto una “Cavalleria” a Caracalla. Il Maestro Muti, però, non mi conosce e neppure Pereira (sovrintendente). Muti vuole farmi una audizione completa del ruolo. Dopo dieci minuti di prova mi fa fermare e mi dice: “ma dove è stata finora”?.  Mi ha scritturato per tutte le recite ed è stato un grande successo”.  

(Anna Pirozzi a Salisburgo, ph Fotonews)

 

Nello stesso anno la richiamò a Roma per il ruolo di Elvira in “Ernani”.

“Sì, era stato talmente soddisfatto che in Dicembre  mi ha fatto scritturare per una recita de l’”Ernani”. Un altro successo”.

Mi sembra di capire, quindi, che sotto il profilo dell’approfondimento musicale non ci sia stata una svolta decisiva?

“Certamente le due occasioni sono state  una grandissima esperienza e mi hanno fatto fare un salto internazionale. Tant’è che tutti mi ricordano per quegli eventi. Il mio percorso è stato, invece, più articolato. Molte recite, molto studio, molta gavetta”.   

(Napoli)

Lei è napoletana e vorrei chiederle il suo rapporto con il Teatro San Carlo di Napoli.  

   (Anna Pirozzi nel "Trovatore", Napoli, ph. Francesco Squeglia)   

 

“Sono napoletana e Napoli è sempre nel mio cuore. Aspettavo anche dal San Carlo una chiamata e finalmente un altro sogno si è coronato. Nel 2014 ho fatto nella stagione estiva “Cavalleria”, poi “Andrea Chenier” con il Maestro Nello Santi e “Il Trovatore” con il Maestro Luisotti. E’ stata l’ultima opera che Luisotti ha fatto al San Carlo prima di lasciarlo. Sono stata felicissima di ritrovarlo a Valencia dove ho reinterpretato Abigaille”.

 

(Macerata)

Devo confessarle che anch’io la ricordavo per il suo evento a Salisburgo ma l’ho rifocalizzata solo quest’estate per la presenza al Festival di Macerata dove ha interpretato sia “Cavalleria” che “Pagliacci”. Ci racconta di questa sfida Santuzza più Nedda.

“Esperienza bellissima a Macerata, le Marche ospitali. Subito lo Sferisterio mi ha impressionato, poi invece l’acustica è ottima perché il muro alle spalle respinge la voce e la fa girare intorno. Il Maestro Micheli dopo che mi ha ascoltato mi dice: “hai una voce che si sente come fosse in stereofonia, in qualsiasi punto dell’arena.” E un altro successo fortunatamente. Perché è vero, è stata una sfida interpretare due ruoli così diversi. Come lei sa, Santuzza l’avevo già cantata, personaggio drammatico, triste. Nedda (Pagliacci), invece, che si cala anche dentro il personaggio di Colombina, quindi duplice, è più leggera, i toni sono completamente diversi. Esprime la mia indole più frivola. Mi sono divertita”.

Visto il successo ritornerà a Macerata?

“Si, sono stati favorevolmente soddisfatti che mi hanno già riscritturato per il 2016

(Verona)

E veniamo a Verona, dove debutta con Abigaille, ormai un suo cavallo di battaglia!

“Sì, un altro sogno che si realizza. Penso di aver interpretato Abigaille una quarantina di volte.  Credo che anche a Verona mi conoscano poco. Spero di fare una buona impressione. Ho fatto poche prove ma ho trovato la collaborazione di un grande Maestro che mi dirige, Julian Kovatchev. Abbiamo anche concordato di fare il Mibemolle nel corso del duetto col baritono. L’Arena è tre volte più grande dello Sferisterio. Sono emozionata”.

Ho sentito che il futuro sarà denso di impegni con molti teatri?

"Sono molto soddisfatta, continuano ad arrivarmi richieste. E di alcune in particolare sono felice perchè mi permettono di intraprendere nuove parti, come il debutto che farò a Bilbao in “Roberto Devereux”."

(Bilbao)

Infatti il ruolo di Elisabetta sarà anche quello una nuova sfida?

"Sì, la mia presenza a Bilbao è una sorpresa perché normalmente interpretato da cantanti di coloratura, come la Devia, la Gruberova. E’ bello poter avere una voce flessibile e musirarsi anche per questi personaggi meravigliosi."

 

(Milano)

All’inizio del 2016 poi l’occasione della vita, cantare alla Scala ne “I due Foscari”.

“Sto già preparandomi per Lucrezia Contarini, un ruolo impegnativo perché sei sempre in scena ma adeguato alle mie corde. Saranno due mesi intensissimi e faccio tutte le recite. Un cast stellare, affiancata da Placido Domingo e direttore Mariotti. Che emozione!”.

A questo punto dopo Abigaille e Lucrezia possiamo aspettarci Odabella?

“Spero di interpretare “Attila” presto. Le guerriere mi si addicono”.

Per fare un consuntivo della sua carriera finora possiamo dire che preferisce Verdi ma si è trovata bene anche nel verismo?

“Esatto, per il verismo preferisco Maddalena dell’”Andrea Chenier”. Abbandono Santuzza per Maddalena.”

 

 "O che bel sole di mezz'agosto! Io son piena di vita" (Pagliacci, Atto I)   (ph Macerata Opera Festival)

Pubblicato in data 30/08/2015