MARTEDÌ 15 OTTOBRE 2019 05:58
 

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Elena Mosuc, dalla Romania in tutto il mondo, per diffondere il "belcanto" italiano.

Elena Mosuc in questi giorni al Liceu di Barcellona ritorna con Violetta e per tutte le strade i manifesti di "Traviata".

(nella foto a s, Elena Mosuc nella "Traviata" in scena all'Arena di Verona, ph Ennevi)

Intervista a cura di Roberto Tirapelle

(nella foto sotto, "La Traviata" in scena al Gran Teatre del Liceu, Barcellona, ph A. Bofill)

 

Elena Mosuc, nata a Iasi (Romania), ha iniziato gli studi presso il locale Conservatorio “George Enescu”. Nel novembre 1993 è stata premiata con la Borsa di Studio Europea per la Musica (European Furtherance Prize for Music) e alla fine del 1995 con il “Premio Bellini d'Oro” a Catania. Nel 2002 ha ricevuto il Premio Zenatello di Verona e nel 2004 le sono stati assegnati il “Premio Verdi di Modena” e il “Premio Verdi di Verona”. Nel 2005 il Presidente della Romania l’ha insignita del titolo di “Ufficiale”, la più alta onoreficenza che possa essere conferita ad un musicista nel Paese. Nel 2009, a Elena è stato conferito il premio della critica italiana "Lina Pagliughi: Siola d'oro" unitamente alla medaglia dell’alto patrocinio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Recentemente in Romania é stata nominata “Donna dell’anno 2009” e nel 2010 è diventata “Cittadino d’Onore” della sua città natale, Iasi.

Oltre ai premi, che comunque consolidano una carriera in crescita, credo che un aspetto interessante del percorso di Elena Mosuc sia stato il conseguimento nel 2009 del dottorato in musica presso l’Università di Bucarest (con “Summa cum laude”) perché il titolo della tesi era “Il tema della pazzia nell’opera italiana della prima metà dell’Ottocento”. Una ricerca importante che presumo sia servita all’artista per approfondire il suo repertorio. 

Personalmente ho seguito con molto interesse Elena Mosuc in precedenza solo a Verona. Ma è stata una recita di Lucia di Lammermoor a Milano, al Teatro alla Scala, qualche settimana fa, che mi ha fatto ripensare alla sua carriera in una dimensione vocale di luce, a tratti di folgorazioni, a volte di ombre seducenti. Nella scena della "pazzia" ha trovato, nell’accompagnamento della Glasharmonika, un perfetto controcanto con la sua voce.

 

Il celebre soprano si è reso disponibile per approfondire alcune considerazioni.   

      Credo che lei abbia alcuni compositori e alcune opere che le siano più congeniali e che sono diventate un suo cavallo di battaglia.  Ad esempio il ruolo di Lucia nella “Lucia di Lammermoor”.  Nei giorni scorsi a Milano ha avuto un ulteriore successo personale. Come ha vissuto queste recite alla Scala  dove, tra l’altro, ha dovuto sostituire improvvisamente l’altra collega (Diana Damrau) con cui si alternava. Al suo fianco Vittorio Grigolo come Sir Edgardo.  


“Lucia è un ruolo in cui ho debuttato nel 1992 in Iasi, mia città natale, poi a Zurigo in alternanza con Edita Gruberova. Questo personaggio mi ha arrichito moltissimo dal punto di vista musicale e anche scenicamente. E un ruolo di  ‘belcanto’ e sappiamo che significa cantare ‘belcanto’. Come diceva la Callas, belcanto è il più difficile, il più bello e chi lo può cantare, può cantare tutto…  Ho fatto tante produzioni e dall’inizio l’ho lavorato molto bene tecnicamente. Tante volte con la mia maestra da Milano, la piu grande maestra di canto che esiste per me, signora Mildela D’Amico.  Ha studiato con la Llopard !!!  Quando sei padrona perfettamente della tecnica, puoi fare tutto con la voce. E questo c’è bisogno proprio nel belcanto. Pensando alla Lucia, il ruolo è molto impegnativo, richiede preparazione per mettere in luce tutto quelo che Donizetti ha voluto. Bisogna conoscere le diverse sfumature, prima di poter avere la capacità di cantare in tutti i registri fino al mibemolle sovracuto. E’ necessario far uso dei colori della tua voce e una buona preparazione fisica, per arrivare alla scena della pazzia dove si deve amministrare tutta l’esperienza che hai acquisito!"

(nella foto sopra, Elena Mosuc in "Lucia di Lammermoor", Teatro alla Scala, ph Brescia e Amisano)


"Si, Lucia è stata molti anni il mio cavallo di battaglia e ancora è questo. Ma adesso direi che le opere di Verdi sono ancora piu adatte alla mia vocalità e personalità. Traviata, Rigoletto, Luisa Miller, Corsaro, il Requiem, ecco i titoli di G. Verdi che ho cantato con successo finora e ho un grande desiderio di debuttare piu presto possibile nel Trovatore. Ho avuto tantissimi successi in tutto il mondo e specialmente alla Scala con Verdi, e allora è lui un compositore che mi porta fortuna..”

"E, quest’anno, in relazione ai miei 25 anni di carriera, ho deciso di festeggiarli con un CD che uscirà da Sony. La registrazione comprende solo arie di Verdi. Ci sono brani che ho già cantato, ma anche arie che nessuno non aspetta da me. E questo perchè la mia voce è maturata e ho nuove possibilità di allargare il mio repertorio. Ho già cominciato le sedute di registrazione in giugno e continueranno in settembre a Zagreb con l’orchestra Philharmonica e coro, direttore Maestro Ivo Lipanovic che ha diretto anche il CD  "Donizetti Heroines".    
 

E con La Regina della Notte quante recite ha annoverato? Come Violetta, dalla Scala all'Arena. Mi sembra che siano altri due ruoli che preferisce!

 "Ho incominciato la mia carriera proprio con il piu difficile ruolo vocalmente, un personaggio stratosferico, non lungo ma molto intenso. Regina della Notte è stata la figura che mi ha portato in tutto il mondo, cantando 250 recite! Poi anche nei concerti.. Come ho ancora i sovracuti (posso arrivare anche adesso fino al fa diesis sovracuto) potrei cantarlo, ma sotto l’aspetto dramaturgico non mi interessa più.. Posso fare altri ruoli dove inserire sovracuti, come ho fatto l’anno scorso nei "Puritani" a Bilbao. Nella prova generale alla fine del primo atto mi è venuto semplicemente un fa sovracuto che andava molto bene in armonia ed è stato cosi facile, che è rimasto cosi.."

"Violetta, si, è oggi il mio ruolo preferito! Ho cantato finora circa 130 volte. Io mi sento Violetta e ho capito l’anno scorso che è il ruolo che amo di più. E un ruolo non facile vocalmente perchè chiede buona padronanza vocale in tutti i registri , ma anche diversi colori di voce per rendere la sua figura piu espressiva e interessante. Anche con Violetta ho debuttato nel 1992, ma devo dire che la mia interpretazione si è sviluppata tantissimo , lavorando con diversi direttori di orchestra e registi e poi la preparazione con me stessa. Ad ogni recita cerco di avere qualcosa di nuovo. Da me, tutti i ruoli crescono, e diventano piu interessanti ogni volta che canto. Mi piace lavorare così perchè odio la routine!"

"Alla Scala ho debuttato con Violetta sotto la direzione di Lorin Maazel… Un grandissimo successo personale e un evento non solo perchè ero nell’Olimpo della lirica, ma cantare sullo stesso palco dove ha cantato la Callas e altri mitici cantanti, è stato un sogno."

A Verona, una città italiana della musica, come si è trovata?

"All’Arena di Verona ho debuttato nel 2001. Un‘anno prima avevo visto una recita di Traviata sempre in Arena e quando ho visto che grande è quel posto, ho detto a me stessa che li non avrei mai cantato. Ma, il destino è stato piu forte e l’anno dopo ho debuttato in Arena con Gilda (Rigoletto) e Violetta. Regolarmente sono tornata li con questi ruoli ma anche con Micaela (Carmen). Ultimamente ho cantato Violetta nel bellissimo allestimento di Hugo de Ana. Spero di tornarre presto a Verona. E’ un posto magico."

"Verona è piena di una energia benefica. Mi ricordo che due volte sono arrivata malata, ma in qualche giorno stavo bene.. E specialmente dentro all’Arena c’è una energia molto positiva." 

"Poi, l’atmosfera è di sogno ! Cantare davanti a 15000 persone che ascoltanno per esempio il mio pianississimo in "Addio del passato", ti rende molto felice. E una festa popolare e Zenatello, quel tenore veronese che ha avuto l’idea di creare questo festival, merita tutte le lodi."

"Io sono molto legata agli Amici della lirica di Verona. Prima eranno due circoli: Zenatello dove ho cantato prima di essere in Arena. Poi circolo Verdi..Adesso si sono uniti e c’è "Verona lirica" che mi ha premiato l’anno scorso con il premio alla carriera! Sono amici che amo tantissimo e mi sento benissimo intorno a loro. Ogni volta una gioia tornare a Verona!"


 Ha inciso un disco dal titolo “Donizetti Heroines” molto interessante. E’ proprio un esempio di bel canto di coloratura drammatica. Le sue eroine le ha già cantate in concerto dal vivo?

"Io ho gia interpretato sul palcoscenico Lucia, Maria Stuarda, Lucrezia Borgia, Norma. Anna Bolena l’ho cantata solo concertante a Vienna. Mi rimane solo Roberto Devereux da interpretare in opera. In concerto ho cantato già tutto. Ma, mi piacerebbe cantare di piu queste arie. Sono difficilissime, ma molto belle."

Ha lavorato molto in Svizzera con il Maestro Nello Santi, grandissimo direttore d’orchestra, che non abbiamo più visto in Italia. E’ stato importante lavorare con lui? 

"A Zurigo ho lavorato con i più importanti Maestri del mondo!!! Il Signor Pereira ha creato veramente un importante teatro per la lirica a Zurigo..Con tutti le star, cantanti, direttori di orchestra, registi..Tutti hanno lavorato li ed io sono stata fortunata perche, lavorando con loro, ho potuto imparare tantissimo."

"Nello Santi è un vecchio Maestro dell’autentica scuola dell’Opera. Sa creare atmosfere ideali per ogni rappresentazione e conosce tantissimi segreti di cui ci ha parlato. Tante cose si possono dire, ma anche tante cose si scoprono..Ad esempio ho imparato molte lezioni sul fraseggio musicale. Oggi nessuno più sa dire tutte queste cose. Io ho avuto la fortuna di lavorare con vecchi Maestri…"

Adesso non ha nessun’altra confessione sulla sua meravigliosa carriera?

"Posso confessarvi che ho scoperto un nuovo genere musicale che mi fa bene e mi arrichisce nel mio lavoro, il FADO. Come diceva Domingo, "il fado è un’opera in miniatura". L’ho scoperto quando ero piccola ascoltando Amalia Rodrigues."

"Due anni fa ho ascoltato un giovane cantante, una star del Fado in Portogallo, che mi ha affascinato con la sua eleganza, intelligenza nel fraseggio e il suo carisma: Gonçalo Salgueiro. Lui canta anche musical. Cosi mi è venuta l’idea di fare dei concerti insieme. Abbiamo creato OPERFADO, un concerto unico nel mondo dove cantiamo opera, fado e musical. Adesso abbiamo orchestrato i pezzi Fado (dove almeno due chitarre devono essere presenti per avere il Fado) cosicchè questa vicinanza fra generi musicali è ancora piu forte. Anch’io canto un po’ di Fado, anche Gonçalo un po’ di opera nel suo stile e tutti due il musical "The Phantom of the opera". Spero di poter far conoscere  OPERFADO nel mondo." 

"Gonçalo festeggia quest’anno 15 anni di carriera, anche lui con un nuovo CD (ne ha gia pubblicati tre). Anch’io sono presente nel CD che comprende Fado, music world, opera e musical. Spero che il CD esca presto da una casa discografica prestigiosa, come merita un artista perfetto come Gonçalo. E vi invitiamo nei nostri concerti OPERFADO."

(foto a destra, Goncalo Salgueiro e Elena Mosuc, ph Paulo César)

 

 

Estratti di repertorio e di incisioni discografiche:

In questi ultimi anni, Elena Mosuc si è definitivamente imposta nel panorama internazionale fra i soprani più espressivi e versatili. I sensazionali successi come Regina della Notte ad Amsterdam, Berlino, Londra, Parigi, Roma, Tokyo e Shanghai, sono stati seguiti dai trionfi alla Bayerische Staatsoper con i ruoli principali in Lucia di Lammermoor e La Traviata. All’Aalto Theater di Essen ha ottenuto enorme successo come Luisa Miller ed Elvira nei Puritani. Anche il suo debutto all’Arena di Verona nei ruoli di Gilda e di Violetta è stato accolto sia dal pubblico sia dalla critica con unanime entusiasmo. Altri impegni importanti e di successo della sua carriera l’hanno portata alla Deutsche Oper di Berlino, dove ha debuttato ricoprendo tutti e quattro i prinicipali ruoli femminili (Olympia, Antonia, Giulietta e Stella) ne’ I Racconti di Hoffmann, alla Staatsoper di Berlino (Zerbinetta), al Teatro Filarmonico di Verona (Donna Anna in Don Giovanni e La Traviata ) ed al Teatro la Fenice (La Traviata)


Oltre alla sua attività teatrale, Elena Mosuc si è cimentata molto nella discografia che comprende non soltanto i suoi album da solista, incisi da Sony-BMG (Arte nova), Au Jardin de mon Coeur e Mozart Portrait e Notre amour (contenente anche alcune composizioni ispirate a canti folkloristici del proprio paese, in parte ancora sconosciuti), ma anche ulteriori registrazioni, fra cui lo Stabat Mater di Gualberto Brunetti con l'Ensemble Turicum (World Premier Recording) e With Compliments (arie di Händel con l'Orchestra da Camera di Zurigo diretta da Howard Griffiths). Da poco sono usciti i suoi ultimi CD: L’incisione completa di Schön ist die Welt (di Franz Léhar). L’ultima realizzazione è la 2° Sinfonia di Mahler sotto la direzione di Valery Gergiev. Si puo ammirare l’artista anche su DVD, fra l’altro nel ruolo di Musetta (La Bohème) e di Gilda con Leo Nucci (Rigoletto), di Zerbinetta (Arianna a Nasso) e della Regina della Notte (Flauto magico). Fra le sue numerose esibizioni in TV meritano una menzione particolare il suo primo film ("The Genius of Mozart"), girato presso la BBC, e la sua partecipazione all’ importante Gala del centenario della FIFA (sotto la direzione musicale di Valery Gergiev), trasmesso dalla televisione in diretta in più di 120 paesi del mondo.









Pubblicato in data 06/07/2015