MARTEDÌ 15 OTTOBRE 2019 05:29
 

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Susanna Branchini, eroina verdiana, porta a Verona Aida e Abigaille.

93° Opera Festival - interviste

(nella foto, Susanna Branchini in “Aida” al Teatro Massimo di Palermo, ph. F. Lannino)

Intervista a cura di roberto tirapelle

Ne esce un ritratto incisivo sull’evoluzione vocale voluta da Verdi  

 

Diplomata in canto al Conservatorio Morlacchi di Perugia, romana, Susanna Branchini partecipa con grandi risultati a molti concorsi internazionali.  La sua vocalità unita ad una presenza magnetica sulla scena la fa diventare una artista amata dal pubblico e dalla critica. Del resto ormai ha consolidato la sua carriera sia in Italia che all’estero, nel teatro d’opera e nella concertistica.

Il repertorio seguito da Susanna Branchini a mio parere si distingue su tre linee: Verdi, Puccini, il verismo con Leoncavallo e Mascagni.

 (nella foto in Lady Macbeth, al Teatro Comunale di Modena, ph Rolando Guerzoni)

 

In Arena si presenta con una recita di Aida nel ruolo del titolo e sette recite di Abigaille per il Nabucco.   Ma a Verona ha già debuttato con Lady Macbeth al Teatro Filarmonico nel 2012/2013, e in Arena in Carmen nel 2008. E finalmente in Aida nel 2014 nella produzione di Gianfranco de Bosio.

Mi sembrava che la sua presenza a Verona quest’anno meritasse un approfondimento e pertanto le ho chiesto di parlarmi dei personaggi che interpreta.

Signora Branchini ha ormai interpretato un buon numero di figure verdiane come Aida, Abigaille, Leonora, Desdemona, Lady Macbeth, Odabella , Elisabetta di Valois. A Verona in particolare mi interesserebbe che ci parlasse di Aida, mito e realtà su cui si fonda la fortuna operistica veronese.  

(nella foto a destra Odabella al Festival di Verdi di Parma, ph Roberto Ricci)

 

(nella foto sotto, Susanna Branchini in "Aida" all'Arena di Verona, ph Ennevi)

      “Aida è una vecchia amica.  Cominciai a interpretarla in quella produzione di Zeffirelli del 2001 che girò tutti i teatri italiani, dalla provincia alla grande città. In ogni personaggio di Verdi si trova un aspetto positivo, magari di personale. Aida, in realtà, non la sento molto vittima. E’ sicuramente in balia degli eventi, si trova a dover scegliere tra l’amore e la patria ma io la sento alla stessa altezza di Amneris. E’ figlia di Amonasro che viene chiamato “barbaro invasore”. 

“Mi piace sentire Aida con una forte personalità, è una principessa tanto è vero che nel duetto con Amneris si sfidano alla pari. “

“Lei è costretta a non manifestare quello che pensa, perché essere schiava non è cosa da poco. “Ritorna vincitor”, è in uno stato d’animo di frustrazione e di rabbia. E’ una donna innamorata e ricambiata, “Celeste Aida”, ma è ben temprata!”

 Adesso ci sveli il bel canto di Abigaille.

“Se Aida ha temperamento, Abigaille è agli estremi. Essendo una delle prime opere di Verdi si infila in quella corrente del “bel canto” che è al pari di una “Lucrezia Borgia” (Donizetti) ma il personaggio esce fuori dallo stile belcantistico”.

“Infatti ci sono sovracuti scoperti a voce piena, salti di due ottave, attacchi sulle gravi, che fino a quel momento non si conoscevano e quindi è un ruolo fuori. Si tratta di un Verdi innovativo nell’aspetto vocale”.

“E questo si avvalorerà nel Macbeth, dove c’è tutta questa modalità vocale. Nella scena del sonnambulismo, ad esempio, il canto sono frasi, assolutamente strappato, proprio teatro.  In questo caso si rispetta quello che è stato scritto da Shakespeare ma si tratta di un personaggio a 360 gradi.  I personaggi verdiani vocalmente cambiano, hanno una evoluzione. Partono da volatine di agilità e poi si disintegrano”.

“Dal ruolo di Abigaille si svilupperanno tutti gli altri. Difficile pensare al belcanto. E poi quell’entrata…!”

Lei ha fatto 5 produzione di Zeffirelli?

“Si ho avuto la fortuna di avere un tale maestro. Ho fatto Aida, Tosca, Carmen.” Una Tosca bellissima al Teatro dell’Opera a Roma, in una ambientazione che sembrava proprio essere a Castel Sant’Angelo”.

Tra i molti registi ha lavorato anche con Giancarlo del Monaco.

“Sì, ho lavorato bene con lui, un grande temperamento, è molto esigente. Ho fatto in Spagna “Pagliacci”. Ha uno stile di regia che si avvicina molto al cinema.”

E con Renzo Giacchieri, ex Sovrintendente a Verona.

“Con lui ho fatto una “Butterfly” a Caracalla”.

(Si ringrazia la Direzione Comunicazione della Fondazione Arena)  

 

Direttore d'Orchestra:  Riccardo Frizza

Regia Gianfranco de Bosio
Scene
Rinaldo Olivieri
Maestro del Coro Salvo Sgrò

Direttore allestimenti scenici Giuseppe De Filippi Venezia

Orchestra, Coro e Tecnici dell'Arena di Verona

ABIGAILLE

Susanna Branchini (9, 18, 23 luglio - 13, 18, 22, 26 agosto)   

Martina Serafin (19, 25 giugno - 3, 15 luglio)

Anna Pirozzi (29 agosto - 1, 5 settembre)

 

  

NABUCCO
Luca Salsi (19, 25 giugno - 3, 9 luglio)
Dalibor Jenis
(15, 18, 23 luglio - 13 agosto)
Ambrogio Maestri
(18, 22 agosto)
Sebastian Catana (26, 29 agosto - 1, 5 settembre)

 

ZACCARIA
Dmitry Beloselsky (19, 25 giugno - 18, 23 luglio)
Raymond Aceto
(3, 9, 15 luglio)
Vitalij Kowaljow (13, 18, 22, 26, 29 agosto - 1, 5 settembre)

 

FENENA
Nino Surguladze (19 giugno - 13, 18 agosto)
Sanja Anastasia
(25 giugno - 3, 9, 15, 18, 23 luglio)
Anna Malavasi (22, 26, 29 agosto - 1, 5 settembre)

 

ISMAELE
Piero Pretti (19, 25 giugno - 3, 9, 18 luglio)
Cristian Ricci
(15, 23 luglio - 22 agosto - 1, 5 settembre)
Alessandro Fantoni
(13, 18 agosto)
Raffaele Abete (26, 29 agosto)

 

    

Pubblicato in data 03/07/2015