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93° Opera Festival - Arena di Verona

Maria José Siri il 19 luglio sarà AIDA per la centesima recita

(nella foto Maria José Siri in "Aida" Sao Paolo, regia M. Gandini, 2013, cr. Sandro Brant)

Il giovane soprano uruguayano risiede a Verona da dieci anni.

(intervista di roberto tirapelle)

 

Maria José è un talento già a cinque anni perché comincia lo studio del pianoforte e partecipa a numerosi concorsi internazionali di canto classificandosi ai primi posti. Appena più tardi decide di seguire anche lo studio della chitarra e del sassofono tenore. La sua carriera internazionale inizia nel 2008 dal Teatro Carlo Felice di Genova e continua all’Opera di Dresda e al Festival di Sankt Margarethen in Austria.

Quest’anno a Verona ritorna nel ruolo di Aida e debutta in quello di Donna Elvira nel “Don Giovanni”, entrambe per la regia di Franco Zeffirelli.

Ero molto incuriosito di focalizzare il suo personaggio di Aida considerando che lo ha vissuto attraverso la guida di registi famosi.           

Signora Siri ha cominciato subito a dedicarsi ad Aida per diventare il suo ruolo più importante. Mi racconta questo work in progress. Da Stoccarda.

“E’ vero. Il primo debutto in realtà l’ho avuto in Argentina, al Teatro Rosario, dove sono usciti molti cantanti. Invece la prima europea è stata alla Staatsoper di Stoccarda nel 2008. La prima Aida in Italia la devo ad una produzione di Franco Zeffirelli a Palermo. Infatti qui comincia la mia fortuna con un grande regista che ha cominciato ad impostarmi. L’opera a Palermo ha un tale successo che sono stata ripresa ancora da Zeffirelli per una edizione del 2009 alla Scala sotto la guida del Maestro Daniel Barenboim.”

  (nella foto Maria José Siri in "Aida" alla Scala, prod. Zeffirelli, 2009, cr. Brescia Amisano)

 

    Qualche differenza tra l’Aida di Stoccarda e quella di Palermo?  

“Erano diametralmente opposte, quella di Stoccarda molto moderna e poco aderente al libretto, quella di Palermo tradizionale ma bellissima.”

Ecco, il suo incontro con Zeffirelli e Barenboim mi sembra un momento importante per stabilizzare un ruolo?

“Sicuramente, due persone che hanno capacità immense nel concertare un artista. Il maestro Barenboin fa ogni volta una rilettura della musica, compie un lavoro intellettuale sullo spartito. Per me è stato un regalo. Il suo metodo di interpretazione è il suo marchio”.

Dopo incontra un altro grande regista, Graham Vick.   

“La conoscenza di Vick per me è stata un’altra fortuna. Graham Vick non è solo un grande regista, moderno, sperimentale ma un grande musicista e questo aspetto aiuta molto i cantanti a seguire i suoi consigli. Prima ho lavorato su Mozart e poi a Bregenz con Vick ho imparato una grande lezioni di teatro. Io amo il teatro e quindi in questa visione ho potuto migliorare.” “Cantare a Bregenz, in una location nel mezzo dell’acqua, ho conosciuto un’altra versione di Aida. Vede è un piacere quando si lavora e si impara”.  

Successivamente un’altra grande sorpresa, un’altra Aida con Ferzan Ozpetek al Maggio Musicale nel 2011. Ozpetek non è solo un grande regista cinematografico ma è diventato un talento del teatro.  

“Poter lavorare con Ozpetek è stata un’altra esperienza fondamentale per me. E anche in quella occasione si è aggiunto un altro momento magico, quello di avere la direzione di Zubin Metha.” “Ozpetek e Metha un altro binomio mirabile. Ferzan è riuscito a portare la sua Turchia nel deserto e a Firenze, granelli di sabbia sul palcoscenico ed emozioni nel mio canto.” “Aida” è stata per Ozpetek la sua prima opera lirica e l’occhio del cineasta è diverso. Ho cominciato a Firenze subito le prove con lui e praticamente ha lavorato come sul set con gli attori.” “Il teatro non è circolare come può esserlo il cinema e alcune prove sono state difficoltose. Ma Ferzan ha lavorato costantemente dentro i personaggi.” “Che fortune ho avuto: prima Zeffirelli/Barenboim, poi Ozpetek/Metha. Cosa si può avere di più!”    

(nella foto a destra, Maria José Siri in "Aida" al Maggio Musicale Fiorentino)

Ma lei ha avuto di più, l’ultimo allestimento a cui ha partecipato, fuori da Verona, è stato qualche mese fa alla Scala nell’Aida di Peter Stein, dove ha ritrovato anche Zubin Metha.       

“Certo, anche l’Aida di Peter Stein è stata una nuova esperienza. Mi sono trovata di fronte ad un allestimento semplice, minimalista ma in cui c’erano ugualmente tutte le peculiarità dell’opera. Stein, uomo soprattutto di teatro, ha rispettato tutto, creando un’Aida correttissima, con le sue coreografie, i suoi movimenti.”

  (nella foto, Maria José Siri in "Aida", 2013, Arena di Verona, prod. Fura dels Baus, cr. Sandro Brant)  

 

    Come abbiamo premesso a Verona quest’anno Maria José Siri ritorna con Aida di Zeffirelli, dopo aver preso parte nel 2013 e 2014 nel ruolo principale in Aida nella produzione ideata dalla Fura dels Baus. La sua recita, applauditissima, ci ha fatto ricordare la grande tradizione operistica veronese di cui Aida ne ha costruito la storia.

Maria José Siri a Verona anche nei panni di Donna Elvira nel “Don Giovanni” di Zeffirelli, alla sua seconda edizione.

Le ho chiesto di questo debutto importante e cosa le fa pensare “Mi tradì quell’alma ingrata” (Atto II^), composta da Mozart nella seconda versione dell’opera a Vienna.

“E’ un bellissimo passaggio, impegnativo. Ma non più difficile del ruolo di Siffare nel “Mitridate re di Ponto”, dove ho imparato a leggere Mozart alla maniera di Graham Vick.” “Ho già debuttato agli inizi nel Don Giovanni in Argentina con Donna Anna.” “Donna Elvira lo sto studiando, è un ruolo di soprano puro, ma deve distinguersi da quello di Donna Anna e Zerlina. Vedremo i colori vocali che ci consiglierà il Direttore d’orchestra.”

(si ringraziano Direzione Comunicazione Fondazione Arena e Tim Weiler)

Regia e scene Franco Zeffirelli

Costumi Anna Anni

Coreografia Renato Zanella
Maestro del Coro Salvo Sgrò
Direttore del Corpo di Ballo Renato Zanella
Direttore allestimenti scenici Giuseppe De Filippi Venezia
Orchestra, Coro, Corpo di Ballo e Tecnici dell'Arena di Verona

Recita del 20 Giugno 2015:

Direttore d’orchestra: Andrea Battistoni

AIDA: Maria José Siri (20 giugno - 19, 25, 31 luglio)

Radamès: Carlo Ventre

Amneris:  Anita Rachvelishvili

Amonasro: Leonardo López Linares

Ramfis: Raymondo Aceto

Re: Giorgio Giuseppini

Messaggero: Francesco Pittari

Sacerdotessa: Stella Zhang

Le nuove coreografie di Zanella sono interpretate dai Primi ballerini areniani: Teresa Strisciulli nel quadro del “Tempio” del I atto e Alessia Gelmetti nel “Trionfo” del II atto insieme a Evghenij Kurtsev e Antonio Russo.

Repliche: 27 giugno ore 21.00 - 5, 7, 12, 14, 19, 25, 31 luglio ore 21.00 - 9, 11, 15, 19, 23, 27, 30 agosto ore 20.45 - 2, 6 settembre ore 20.45.

 

 AIDA: 632 recite dal 1913 ad oggi, 25 allestimenti diversi ripresi in 57 Festival.  

Pubblicato in data 25/06/2015