SABATO 25 SETTEMBRE 2021 00:30
 

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"Per tutta la vita", il suo ultimo film, al 32 Torino Film Festival

Susanna Nicchiarelli: "cerco di capire meglio chi siamo e da dove veniamo"

Nell’ambito della sezione “Diritti e Rovesci” del 32 Torino Film festival si sono avvicendate alcune autrici che hanno raccontato – come spiega bene Paolo Virzì, curatore della rassegna - “delle storie e delle avventure che mescolate le une alle altre tracciano un affresco di persone, dei loro diritti, difficili da maneggiare e dei loro rovesci, umani e civili”.

Ecco che Susanna Nicchiarelli, romana, già presente in alcuni importanti Festival italiani, si è presentata a Torino con “Per tutta la vita”, mediometraggio sull’introduzione del divorzio in Italia prima, e sugli effetti della nuova legge dopo.

Mi piacerebbe andare per ordine e partire da “Cosmonauta” il suo primo film.  Ambientato a Roma, nella Borgata Trullo, location del PCI, tra il 1957 e il 1963, gli anni della guerra fredda, delle riunioni comuniste, il sogno delle conquiste spaziali, ecco perché la parola Cosmonauta di derivazione russa. La protagonista ha bisogno di utopie, di trovare un percorso nell’adolescenza. E’ il primo lavoro con cui Susanna Nicchiarelli costruisce una narrazione-ricordo su un passato non certo facile ma fertile con toni alti e toni lievi.  Lo stesso panorama in cui Pasolini qualche anno dopo vi costruìsce la storia di Totò e Ninetto di “Uccellacci e uccellini”.

  In “La scoperta dell’alba”, secondo lungometraggio, mescola una storia privata (due sorelle scopriranno delle verità nascoste e dolorose sulla figura paterna)  in una storia collettiva (la morte del padre rapito dai brigatisti) . Un intreccio non facile tra presente e passato, una Storia di terrorismo e di immaginazione riversata in immagini.

E mi piace citare il corto di animazione “Sputnik 5” che, realizzato lo stesso anno di “Cosmonauta”, vuole mostrare l’interesse della regista per la conquista, la possibilità di acchiappare un sogno, accarezzando quella utopia di consapevolezza che era uno dei temi del suo linguaggio cinematografico.   “Sputnik 5” è il satellite sovietico che nel 1960 portò nello spazio un equipaggio di animali e il corto racconta la loro avventura.

Con “Per tutta la vita” Susanna Nicchiarelli si pone altre domande, come dicevo prima: sulla battaglia civile che agitò il paese nel ’74, sui risvolti della vita di coppia, se c’è stato un cambiamento sul significato del matrimonio, se è un istinto naturale o sociale. Il film è la ricerca di questi aspetti. Però per continuare il discorso che abbiamo cominciato sul cinema di Susanna, le abbiamo rivolto un paio di precisazioni.   

I suoi film più importanti come "Cosmonauta" e "La scoperta dell'alba" sono legati da un filo rosso: ricordi, nostalgia, sogni, ideologie, evanescenze. Sono i suoi temi principali che fa ritornare anche nelle immagini di "Per tutta la vita"?

“Assolutamente sì. Questo film poi come filo rosso ha un vecchio filmino 8 mm del matrimonio e viaggio di nozze dei miei genitori, quindi l'elemento malinconico del ricordo c'è... Però non mi piace parlare di nostalgia, presuppone la volontà di tornare indietro. A me piacciono i ricordi ma non la nostalgia, non la volontà di tornare indietro, non il pensiero che si stava meglio prima, per carità. A me piace riportare indietro il tempo, ma non perché prima si stava meglio: semplicemente per ricordare e capire meglio chi siamo e da dove veniamo”

   Mi sembra che lei sia stata appassionata del Cosmo, inteso come 'altri mondi' e Mito. Che idea prova adesso che un robot sia arrivato sulla cometa e un "cosmonauta" lavori nello spazio: ci manca ancora una vera mitologia o una vera ideologia?

“Non credo che ci servano mitologie ed ideologie. Io credo nella ragione, nella scienza, e soprattutto nel pensiero autonomo e non eterodiretto. L'ideologia presuppone dei dogmi di partenza, la mitologia una sorta di illusione collettiva... Non dobbiamo rimpiangere secondo me quelle epoche in cui avevamo più illusioni.”

Quest’ultima affermazione mi smonta qualche rilievo che io avevo interpretato nel suo linguaggio, una filosofia sposata al cinema, ma il punto centrale, guardando il suo ultimo lavoro, è sempre riposto in un racconto quasi pop ed emotivo legato ad un passato sempre più attuale. 

Servizio e intervista a cura di roberto tirapelle

(si ringrazia l'Ufficio Stampa del TFF)

 

Filmografia essenziale: L’artista (cm, 2000), I diari della Sacher (ep. Ca cri do bo, doc., 2001), Che vergogna! (cm, 2001), Il terzo occhio (doc., 2003), Giovanna Z., una storia d’amore (cm, 2005), Uomini e zanzare (mm, 2005), Sputnik 5 (cm, 2009) (Nastro d’argento miglior cortometraggio di animazione nel 2010), Cosmonauta (2009) (Premio Controcampo Mostra di Venezia), La scoperta dell’alba (2013) (Festival di Roma), Per tutta la vita (mm, doc., 2014).

 

 

Pubblicato in data 19/12/2014