VENERDÌ 24 SETTEMBRE 2021 23:56
 

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"Triangle" è l'ultimo film di Costanza Quatriglio presentato al 32TFF nella sezione "Diritti e Rovesci" curata da Paolo Virzì

Costanza Quatriglio, un cinema di memoria, di corpi, di ambiente, di lavoro.

Costanza Quatriglio è nota negli ultimi anni per aver mostrato con mano ferma e uno stile proprio alcune situazioni che si sono verificate nel nostro paese. La regista, che ama soprattutto il cinema del reale, da sempre si cimenta in narrazioni con impianti drammaturgici molto forti, a volte in bilico tra realtà e finzione.

     Come nel lungometraggio L’isola (2003, film d’esordio, presentato alla Quinzaine di Cannes, ambientato nella bellissima Isola di Favignana) dove la relazione tra adolescenti e grandi innesca la prima fase di un rapporto poetico con la memoria. Nello sfondo come ispirazione paesaggistica c’è Stromboli (1950) e la tonnara, un pizzico di neorealismo ma subito velato da altri obiettivi.

 

Passiamo a Terramatta, (2012) la storia di Rabito, ex bracciante siciliano, semianalfabeta di grande capacità narrativa. Nato in provincia di Ragusa (le arcane coincidenze della vita di questi giorni con il cinema mi fanno venire in mente i delitti descritti da Camilleri) ha attraversato il Novecento in lotta con la sopravvivenza. Queste storie sono il linguaggio cinematografico di Costanza perché sono quelle che “sporcano la Storia e raccontano la vita”. Parlano di “corpi, di sangue versato, di piedi scalzi e notti insonni”.  “Mondi da rivestire di parole”, citando le belle e poetiche affermazioni di Costanza, e noi aggiungiamo, di ricordi e di pellicola. 

 

Proseguiamo Con il fiato sospeso (2013), mediometraggio con cui Costanza mescola il linguaggio del documentario con quella della fiction.  Del resto c’è la presenza di attori professionisti come Alba Rohrwacher e la voce narrante di Michele Riondino. Infatti la storia delle malattie e delle morti della facoltà di Farmacia all’Università di Catania era un argomento troppo forte per esprimerlo solo in un documentario e allora la regista si è affidata ad una attrice che riesce a rendere il dolore più condivisibile rispetto agli spettatori. Anche la musica nel film ha un ruolo diverso (un’amica della protagonista suona in una band) perché vuole sottolineare l’importanza della tradizione musicale di Catania (come hanno fatto altri autori) ma vuole anche riconoscere – afferma la regista -  che “la musica è un linguaggio universale da custodire come la chimica”.  Con il fiato sospeso è un caso dove l’ambiente, la contaminazione diventano motivo di ispirazione drammaturgica studiata, documentata, appassionata.

 

   Ecco quindi Triangle (2014) (Premio Cipputi al 32TFF) cioè tre lati e come dichiara Costanza Quatriglio  “la figura che nasce dall’unione delle linee invisibili che collegano i due poli della nostra storia: il lato ascendente inizia il 25 marzo 1911 a New York e prosegue per il taylorismo, il fordismo, le lotte e le conquiste del Novecento; quello discendente inizia il 3 ottobre 2011 a Barletta, il giorno in cui a crollare non è solo una palazzina, ma un’intera civiltà”. “Il terzo lato è uno spazio vuoto”, forse l’espressione del cinema?

Certamente il cinema è un’esperienza che traduce in immagini la realtà o la fantasia. Ecco perché serve a colmare lo spazio vuoto. Io e Costanza abbiamo fatto una chiacchierata sui temi del film che principalmente vertono sulla condizione del lavoro nella nostra civiltà, in particolare in Italia.

Triangle allora è un documento sempre attuale? 

“Più che attuale è un film imperituro, che può purtroppo durare nel tempo. Tutti ci auguriamo di ricominciare ad avere prima una dignità di esseri umani e dopo di lavoratori.  

Da Triangle si nota che nel 1911 molte cose partivano: dalla consapevolezza del lavoro al sindacato, basta schiavitù. Oggi lei afferma che non è cambiato nulla.

“Non possiamo dire che non è cambiato nulla, perché il contesto è cambiato, non la condizione di schiavitù, anche se questa è associata a un contesto socio-politico dove i rapporti di forza si esprimono in forme diverse. Io ho voluto parlare della condizione operaia, di lavoratori e lavoratrici che sono esseri umani, prima di tutto. Dopo l’incendio del 1911 a New York c’è stato uno shock, è iniziata una nuova stagione: una modernità di nuovi equilibri sociali. Era possibile una emancipazione da un certo tipo di schiavitù. Oggi c’è il crollo, c’è lo smarrimento di chi non ha punti di riferimento, ci troviamo in una condizione di schiavitù interiorizzata.  Come sa, la filiera è frammentata, non c’è controparte, è invisibile o è fantasma. Il datore di lavoro è più povero, tanto quanto la condizione umana è peggiorata..” 

Nel film apre un discorso anche sulla “sicurezza nei luoghi di lavoro”. Ma esiste in Italia una legislazione sulla sicurezza (DL 19/9/94 n. 626; LD 3/8/2007 n.123)! 

“Lei sa che nell’incendio di New York le operaie morte furono 150, erano chiuse a chiave, non c’erano scale antincendio!. A Barletta cinque operaie tessili hanno perso la vita, una sola estratta viva. So benissimo che esistono delle norme sulla sicurezza in Italia, ma possono diventare superflue oggi. La norma alcune volte non garantisce la tutela. Pensi alla cattiva edilizia, ricorda “Le mani sulla città” di Rosi. Il tema è sempre attualissimo. Lo ricorda anche Mariella, la sopravvissuta di Barletta, non era in regola prima e non ha trovato lavori in regola oggi. Ha un senso di solitudine e le serve una tutela.”

 

Lei pensa che la nuova riforma del lavoro approvata in questi giorni dal Governo dia degli spiragli di luce?

“Mi è rimasta ancora della fiducia.  Dopo anni di immobilismo ben venga una riforma. Abbiamo perso due generazioni di lavoratori, abbiamo perso la percezione della nozione di diritto. Siamo assuefatti alla mancanza dei nostri diritti. Dobbiamo recuperare la condivisione della condizione del lavoro. La salvezza c’è ed è nella mani di chi lavora.”    

Servizio e intervista a cura di roberto tirapelle

 

Filmografia: L’albero (cm, 1997), Anna! (cm, 1998), Il giorno che ho ucciso il mio amico soldato (cm, 1999), Una sera  (cm, 2000), Ècosaimale? (doc 2000), Il bambino Gioacchino (doc 2000), L’insonnia di Devi (doc, 2001), L’isola (lm 2003) (Nastro d'argento per la colonna sonora di Paolo Fresu), Racconti per L’isola (doc, 2003), Il mondo addosso (doc, 2006), Il mio cuore umano (doc, 2009), Terramatta (doc., 2012) (Premio Civitas Vitae alla Mostra di Venezia 2012; Film della Critica 2012; Nastro d'argento miglior documentario 2013), Con il fiato sospeso (mm, 2013) (Premio Gillo Pontecorvo a Venezia 2013), Triangle (doc, 2014)(Premio Cipputi al 32 TFF).

 

 

Pubblicato in data 15/12/2014