SABATO 25 SETTEMBRE 2021 00:18
 

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Anita Rachvelishvili a Verona: una voce per Carmen e Amneris.

Il Sovrintendente Girondini: "Con Anita abbiamo pensato di aprire al Museo AMO un nuovo spazio per appuntamenti musicali".

(foto di Catherine Ashmore, Royal Opera)

A Verona quest’anno per la Stagione areniana è ritornata ad esibirsi Anita Rachvelishvili, la stella georgiana che da qualche anno recita nel ruolo di Carmen, dopo il debutto alla Scala di Milano che le decretò  notorietà internazionale

Peraltro in Arena  nel Festival del Nuovo Secolo, l’artista si è presentata anche nel ruolo di Amneris nella Edizione storica dell’Aida del 1913 di Gianfranco de Bosio.

E’ emozionante sentirla cantare e conoscerla di persona: in quella incisiva semplicità di tratto, si distingue una determinatezza costante della personalità, una dizione ferrea.  

Sempre a Verona, Anita Rachvelishvili si è inoltre cimentata in un evento organizzato al Museo AMO (Arena Museo Opera) non solo per un concerto pomeridiano ma per presentare una recente fondazione benefica “Young for Young” istituita per sostenere bambini e giovani artisti. L’artista era accompagnata al pianoforte dal M° David Aladashvili. Con l’occasione il Sovrintendente dell’Arena Francesco Girondini ha voluto sottolineare anche l’inizio di una serie di appuntamenti musicali che saranno ospitati proprio nel bellissimo spazio del Museo AMO.

Signora Rachvelishvili, come ha vissuto le due Carmen alla Scala (produzione Emma Dante/Daniel Barenboim 2009/2010) e a Verona (dal 2010 regia di Franco Zeffirelli)?

 “Sono sicuramente due produzioni differenti ma entrambe bellissime. Il Maestro Zeffirelli si è affidato ad uno spettacolo tradizionale, classico, costumi e scenografie spettacolari, gruppo di flamenco; Emma Dante, dal canto suo, ha costruito una messa in scena non moderna ma diversa. Emma ha un altro modo di lavorare, si concentra sul carattere del personaggio. In particolare nel caso di Carmen sulla mia personalità, ha usato il mio mondo per fare lo spettacolo. Quella Carmen è stata creata sulla mia indole e sul mio fisico.”           

Quest’anno a Verona, anche il ruolo di Amneris.  E’ un personaggio nuovo?

“Non proprio nuovo, ho debuttato nel ruolo nel 2013 a Detroit al Michigan Opera Theatre, una splendida produzione. E’ un ruolo difficile che mi interessava intraprendere; in realtà non lo sento ancora mio come vorrei, così adesso continuo a cantarlo e mi sto perfezionando.”

“In Arena mi trovo molto bene, si vede proprio che è il palcoscenico per Verdi. Lo spazio ti offre una certa dose di adrenalina e un cantante cresce moltissimo lavorando qui.”

Inoltre per Aida, un direttore d’orchestra come Daniele Rustioni.

“Pensi che con Daniele ho debuttato nel “Requiem” in Finlandia, una bellissima rappresentazione. E quindi non vedevo l’ora di lavorare ancora con lui e a Verona mi si è presentata l’occasione.”

Non c’è solo Carmen nella sua vita! I suoi importanti ruoli russi: Ljubasa in “Una sposa per lo Zar” a Berlino, il “Principe Igor” a New York.

“Sì, Tcherniakov nel repertorio russo è bravissimo. Abbiamo lavorato a lungo sul personaggio e sul carattere e il risultato è che il canto si concentra sulle emozioni. Poi lavorare con il Maestro Barenboim è sempre una grande scuola di musica.”  La bellezza di recitare ruoli russi sta nel fatto che sono scritti perfettamente per i cantanti. Il personaggio di Ljubasa è drammatico e di disperazione per questa donna che viene abbandonata dall’uomo che ama, ed è al confine tra il mezzosoprano e il contralto. La difficoltà maggiore sta nell’uso dei recitativi e interpretare quello che chiede il regista. Un’opera sconosciuta che andrebbe prodotta in tutti i teatri per la sua modernità.”

Nel “Principe Igor” ho vestito i panni di Konschakowna    sempre con Tcherniakov al Met in un team molto legato e ripreso dalla TV in diretta mondiale. Queste due opere mi hanno aiutato ad avere quel successo che va oltre Carmen.”

Nell’agenda dei suoi prossimi impegni c’è ancora Verona?

Certamente, ritornerò con l’Aida il prossimo anno. Nel 2015 sarò a Milano per l’Expo con Aida e Carmen, nel 2016 sarò a Parigi per Dalila, Aida e Carmen.         

Al momento quindi vuole consolidare i suoi personaggi?

“Sicuramente, non voglio cambiare la mia vocalità, desidero perfezionarmi sui ruoli che ho preparato con il mio Maestro, David Holst.”

Roberto Tirapelle

(Si ringrazia l’Ufficio Stampa della Fondazione Arena)

 

Pubblicato in data 22/08/2014