SABATO 25 SETTEMBRE 2021 00:32
 

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"La luna su Torino" di Davide Ferrario

Tra bio-parchi e mongolfiere una nuova green Torino nell'ultimo film del regista.

(Nella foto, gli interpreti, da sinistra:  Eugenio Franceschini, Manuela Parodi, Walter Leonardi)       

Ogni volta che esce un nuovo lavoro di Davide Ferrario, sia un film o un libro o un documentario,    lo salutiamo sempre volentieri. Ricordiamo i suoi inizi con la distribuzione di film di Fassbinder, Wenders, Wajda attraverso “Dinosaura”, o quando fa l’agente per Spike Lee, John Sayles, Jim Jarmush, cineasti considerati tra i più indipendenti del cinema americano. La sua carriera è costellata di una dozzina di film, e di un mazzo di libri.  Originario del cremonese, da tempo vive a Torino, città di adozione, dove ha la sede la sua casa di produzione “Rossofuoco”, rigorosamente indipendente. 

“La luna su Torino” rappresenta, a mio avviso, una svolta sia per la città stessa che per la letteratura in generale. I suoi film che gli si avvicinano di più forse sono “Dopo mezzanotte” (2004), ambientato a Torino, nella Mole, e “Sul 45° parallelo” (1997), ambientato nella pianura padana sul medesimo parallelo della Mongolia.  I film che meno gli assomigliano sono quelli collocati nella Torino delle lotte operaie e dei cieli pesanti, ed è lontano da quel capolavoro letterario qual'è “La donna della domenica” di Fruttero&Lucentini e del successivo film di Comencini da cui è stato tratto. Davide Ferrario ha voluto cambiare i toni, cosicchè i luoghi della città e le tematiche importanti che emergono dalle storie dei protagonisti sono trattati con leggerezza, con quello stato di ebbrezza che vola in alto, come una mongolfiera, facendosi aiutare dalla fantasia. Forse una illusione, forse un sogno, tanto è importante alzare la testa e guardare la luna.

  Allora, la Torino di Ferrario è quella di oggi, tra le più belle d’Italia, una città che gode di una luce che gli proviene di giorno dallo straordinario arco alpino e di sera da un sistema illuministico che ha conferito alle architetture  una rinnovata vitalità. I battelli sul Po, la metropolitana di Porta Susa, il PalaVela, il Villaggio Olimpico, le piste ciclabili (uno dei personaggi gira in bicicletta), la tramvia di Superga, sono alcune delle location vicine al regista.  I protagonisti di Ferrario sono Ugo (Walter Leonardi), quarantenne, mai combinato niente di serio, ha vissuto sulla eredità di una casa sulle colline torinesi lasciatagli dai ricchi genitori di sinistra. Ma i soldi stanno finendo e Ugo decide di subaffittare la casa a Maria (Manuela Parodi), impiegata in una agenzia di viaggi, e a Dario (Eugenio Franceschini), studente precario che lavora in un bioparco.    L’ipoteca sta per scadere e i tre rischiano di trovarsi per strada. Tre ragazzi che alternano insoddisfazioni e aspirazioni e cercano un futuro mescolando poesia, momenti esilaranti, precario equilibrio. Comunque dicendo sempre “Forza Toro”. Ma ci facciamo raccontare meglio dallo stesso Davide Ferrario.

Nel film ha lavorato molto sulla ricerca della fantasia?

“Ho fatto un grande investimento di fiducia nella fantasia: l’unico mezzo che ci consente di liberarci dalla tirannia del presente per poter guardare lontano.”

"La luna su Torino" ha un sottotitolo o un titolo in originale che è 45° Parallelo. E' lo stesso parallelo su cui è ambientato un altro suo lavoro ma c'è anche qualcos'altro?

“Sì, è lo stesso parallelo. E se uno guarda bene scopre cha anche il mio primo film da sceneggiatore, nel 1986, si chiamava “Sul 45° Parallelo”.  C'è una ragione personale: su quel parallelo ci sono nato e ci abito, E poi una ragione più sostanziale. Il 45emo parallelo è a metà strada tra il Polo Nord e l'equatore: vuol dire che noi, in Pianura Padana, siamo esattamente a metà dell'emisfero nord. Senza saperlo, camminiamo in bilico su un filo, in equilibrio. E questa mi sembra una bellissima metafora della nostra condizione contemporanea.”

Ha sempre inserito nelle sue opere delle colonne sonore particolari, bellissime. Che fascino avevano per lei i Tabula Rasa o Marlene Kuntz?

“Bene, i CSI e i Marlene Kuntz hanno fatto parte di una stagione del rock italiano irripetibile. I MK e i CSI, come solisti, sono in attività ancora adesso ma quel periodo a metà degli anni novanta è stato davvero particolare. Adesso le mie colonne sonore sono forse più morbide, perchè più    "morbido" è lo spirito dei tempi. Mi trovo benissimo a lavorare con Fabio Barovero, anche lui fondatore di una band di riferimento di quegli anni, i Mau Mau.”

Ha scritto anche dei libri. Che rapporto c'è tra lo scrittore Ferrario e il regista Ferrario?

“I libri sono diversi dai film. Credo che i libri raccontino storie molto più personali, come il mio ultimo romanzo, “Sangue Mio”. I film, per loro natura, tendono a essere opere collettive, più grandi dell'ispirazione dell'autore. Nei libri invece sei solo con te stesso, e la comunicazione con il lettore è diversa, più personale. D'altra parte i film si vedono insieme, i libri si leggono da soli.”

Servizio e intervista di roberto tirapelle

(Si ringraziano Rossofuoco e la AcademyTwo)

 

La luna su Torino (Italia, 2013, 90’), regia Davide Ferrario, sceneggiatura Davide Ferrario.

INTERPRETI:  Walter LeonardiManuela ParodiEugenio FranceschiniDaria Pascal AttoliniAldo Ottobrino,Benedetta PeregoFranco MainoGiulia OdoriFranco OliveroGianni BissacaStefano ScheriniDiego Casale.

FOTOGRAFIADante Cecchin; MONTAGGIOClaudio Cormio; MUSICHEFabio Barovero.

PRODUZIONE: Rossofuoco; in collaborazione con Fargo Film

DISTRIBUZIONE: Academy Two

 

 

Pubblicato in data 07/04/2014