VENERDÌ 24 SETTEMBRE 2021 22:21
 

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La regista Anna Eborn: "mi impegno a catturare l'energia del luogo che ho scelto".

70 Mostra del Cinema di Venezia: "Pine Ridge" fuori concorso.

(nella foto, da sinistra: Katja Adomeit, produttrice; John Little Finger, interprete; Anna Eborn, regista.)

   Pine Ridge è la seconda riserva indiana per importanza degli Stati Uniti. Si estende per più di 11 mila Km quadrati, il numero degli abitanti non è certo ma approssimativamente dovrebbe contare tra i 30 e i 40 mila. Sono estremamente diffuse malattie come la tubercolosi e il diabete e il tasso di alcolismo è tra i più alti degli Stati Uniti, come rilevante è la mortalità infantile e l’elevato numero di suicidi tra gli adolescenti.

Tanto per avere un quadro del territorio in cui la regista svedese Anna Eborn ha girato “Pine Ridge”, il suo documentario per nulla romantico o calligrafico, ma uno squarcio reale su quello che è rimasto dello storico popolo Sioux, come dice la sinossi del film:     

il diciannovenne Bert Lee è seduto all’ombra di un albero nello Yo Park. Cassandra Warrior sta allattando la figlia Diamond Rose. Daniel Runs Close suda sotto il sole nel sito del Wounded Knee Memorial. Kassel Sky Little si infila gli stivali al Waters Rodeo. Vanessa Piper è sola nel cuore delle Badlands. Lance Red Cloud si aggira di notte dietro la stazione di rifornimento. Infatti il vero centro della vita di Pine Ridge è Big Bat, una pompa di benzina in vero stile americano, ossia una rivendita di “junk food”, aperta 24 ore su 24, ritrovo e rifugio di molti. È estate, tutti vivono qui, nella riserva indiana di Pine Ridge nel South Dakota.

 

(foto credits, Devin Wagner/Argus Leader)

 

Pine Ridge è tristemente passata alla storia perché fu teatro nel 1890 dello sterminio di Wounded Knee, in cui i soldati “blu” del 7° Cavalleria trucidarono almeno 300 pellerossa Miniconjou con donne e bambini. E nel 1973 diventò fuoco e polvere per 71 giorni della rivolta dell’American Indian Movement contro il governo federale e l’Fbi.

Ecco cosa ci racconta la regista sul suo lavoro.

   Cosa ha spinto una giovane regista svedese a realizzare un documentario su una riserva indiana?

"Bene, prima di tutto sono nata su un'isola in Svezia, ma ho vissuto in Danimarca per gli ultimi 7 anni di lavoro all'interno dell'industria cinematografica “Adomeit Film”. Ma dall’età di 17 anni ho vissuto con una valigia, ho lavorato e viaggiato dappertutto… Per un po' ho vissuto a New York dove ho lavorato in un bar.  Quindi, sapevo molto sugli Stati Uniti e la cultura americana della grande città. Sì, sono venuta a conoscenza di recente delle Badlands degli Stati Uniti e delle riserve. La vita nei piccoli paesi, come l'isola in cui sono cresciuta mi interessa. Ho fatto un documentario in Ucraina su un piccolo villaggio, sulla vasta campagna durante il periodo natalizio. Pine Ridge è un altro tipico posto, e un territorio più grande con confini e ho scelto di girare questo film durante il periodo estivo. E 'importante per me cercare il paesaggio, raccontare l’ambiente e catturare l'energia del luogo scelto nel mio film. Mi baso unicamente sulle parole dei miei personaggi, era importante per me la loro esperienza di vita: a volte un passato irrecuperabile, a volte un sogno, a volte gli intimi pensieri su un futuro incerto. Il mio impegno è tutto rivolto a un cinema che cerca di giungere a un tipo di conoscenza della vita."

   Perché ha scelto la riserva di “Pine Ridge”, il territorio degli Oglala Lakota Sioux e teatro di due sanguinosi eventi?

"Ho scelto Pine Ridge, perché le Badlands sono in questa riserva, e per il contesto storico e le conseguenze politiche che ci sono in questa zona dove vivono dei giovani. Di solito voglio vedere le cose con i miei occhi e sperimentare personalmente, così quando ho letto di Pine Ridge, sono semplicemente andata lì con il mio direttore della fotografia. Ho incontrato le persone che vivevano lì e ho sentito le loro voci, allora ho capito che volevo fare un film. Pine Ridge è una comunità in caotico ristagno."

Si è ispirata a riferimenti cinematografici europei o americani? 

"Streetwise di Martin Bell e Mary Ellen Mark. Film di Carlos Reygadas e Pedro Costa e Chantal Akerman."

Nella Riserva ha potuto girare liberamente o ha incontrato ostacoli?

"Ci sono alcune aree dove è più difficile lavorare rispetto ad altre, ma le situazioni critiche si trovano in zone con problemi sociali pesanti. Comunque quando le difficoltà potevano colpirci, abbiamo sempre avuto persone che ci hanno coperto le spalle. Girando un documentario è sempre un dare e un avere, e in questo modo potete vedere il mio rispetto e la mia fiducia su quello che i personaggi del film dicono con sincerità."

John Little Finger è un attore nativo americano o solo un nativo americano?  Ha un nome storico da portarsi addosso.

“John Little Finger non è un attore, lui è solo se stesso. Egli è un "Lakota" e non un Sioux. La maggior parte delle persone a Pine Ridge, preferiscono chiamarsi Lakota o nativi americani. Sì, il nome Johns è un nome di famiglia. Johns bis-bis-bisnonno era capo Big Foot, un firmatario del Trattato di Fort Laramie 1868 e leader della band sterminata a Wounded Knee Massacre nel 1890. Capo Big Foot ha avuto un figlio “Cavallo Giallo”, e suo figlio di nome John Little Finger, sopravvisse al massacro. Ferito fuggì e si nascose tra le montagne. E questo Giovanni fu poi un attore nel Wild West Show di Buffalo Bill.” 

Servizio e intervista a cura di roberto tirapelle

(Si ringrazia Barbara Van Lombeek, “The PR Factory”)

Pine Ridge, (Danimarca, 2013), documentario, 77’, colore.  Regia Anna Eborn, Produttore Katja Adomeit, Interprete: John Little Finger.  Direttore della fotografia: Nadim Carlsen; sound designer Frank Molgaard Knudsen; musiche: Chris Douglas. In collaborazione con NEW DANISH SCREEN, direttore artistico Jakob Hogel con il contributo di ZENTROPA e grazie a FILMWORKSHOP/THE DANISH FILM INSTITUTE.


Anna Eborn, originaria dell’isola di Skaftö, è una autodidatta film maker. Ha girato: The Brasilian, 2009, un corto di finzione di 16 min. La prima al Gothenburg International Filmfestival. “Baba”, 2010, 29 min, documentario.  La prima al Gothenburg International Filmfestival.  Lavora presso Adomeit Film.  
 

English Version

70th Venice Film Festival: "Pine Ridge" out of competition.

The Director Anna Eborn: "I am committed to capturing the energy of the place that I have chosen."

 

Pine Ridge Indian Reservation is the second one in importance all over the United States. It covers more than 11,000 square kilometers, the number of inhabitants is uncertain but should count approximately between 30 and 40 thousand units. On this territory there are present some extremely common diseases such as tuberculosis and diabetes, and the rate of alcoholism is among the highest ones in the whole Country. Further more, a relevant infant mortality rate and and the high number of suicides among teenagers.

(picture footage, President Franklin Roosevelt  visited the Riserva)

      Just to get a picture of the territory in which the Swedish director Anna Eborn filmed "Pine Ridge," her documentary isn’t anything about nothing romantic or calligraphic, but has been captured a real glimpse of  what is left of the historic Sioux people, as stated in the synopsis of the film :

19-year-old Bert Lee sits in the shades of a tree in Yo Park. Cassandra Warrior feeds her daughter Diamond Rose. Daniel Runs Close sweats under the sun at Wounded Knee Memorial site. Kassel Sky Little puts his boots on at the Waters Rodeo. Vanessa Piper is alone in the middle of Badlands. Lance Red Cloud hangs out behind the gas station at night. It is summer and they all live here, at the Pine Ridge Reservation in South Dakota, USA

Pine Ridge has sadly passed into history because it was the scene in 1890 of the extermination of Wounded Knee, where the "blue" soldiers of the 7th Cavalry massacred at least 300 Miniconjou Indians, including women and children. And in 1973 this area has been become fire and dust for 71 days, ‘cause the revolt of the American Indian Movement against the federal government and the FBI.

 

Here's what the director tells us about his work.

Ms. Eborn, what motivated a young Danish director to make a documentary on an Indian reservation?

     “Well, first of all I was born on an island in Sweden, but I have lived in Denmark for the last 7 years working within the film industry at Adomeit Film. But more or less since I was 17 years old - I lived in a suitcase, working and traveling all over..  For a while I lived in New York where I worked at bars etc. So, I knew a lot about the United States and the american big city culture. But yeah, I had little prior knowledge to the Midlands of the United State and the reservations. Life in small villages, like on the island where I grew up interests me. I did a documentary in Ukraine on a small village on the vast countryside during christmas time. Pine Ridge is another kind of place - and a bigger one an area with borders and I chose to shoot this film during the summer. It is important for me to say, that I am looking for scenery, enviroment and tries to capture the energy of the place chosen in my film.” 

“Its younger residents are the characters of my film, and what concerns them, that is the focus: sometimes an irretrievable past, sometimes a dream, sometimes the inner thoughts of an uncertain future. I strive for a cinema that tries to reach for some kind of understanding of life.”

 

Why did you choose The Pine Ridge Reservation, the territory of the Oglala Lakota Sioux and scene of two bloody events.

“I picked out Pine Ridge because the Badlands are in this reservation, and because of the historical background and the political consequenses the young people in this area grow up under.  I usually wants to see things with my own eyes and experience myself - so when I read about Pine Ridge, I simply went there and I took my cinematographer with me. When I met the people who lived there and heard their voices I knew I wanted to make a film there.”

It is inspired by the references to the European or American movies?

“Streetwise by Martin Bell and Mary Ellen Mark. Films by Carlos Reygadas and Pedro Costa and Chantal Akerman.”

The Reserve has been able to turn freely or have encountered obstacles?

“Some areas where harder to work in than others, but this is the way it is in areas with heavy social issues. I always felt safe around the people I knew though."

"We always had people who got our backs if shit hit the fan. But sure, I was being careful and showed my respect. It is a give and take when doing documentaries.”

John Little Finger is a "Native American actor" or just a "native American." His is a historical name that comes from 1830.

“Sure. John Little Finger is not an actor, he is just being himself. He is a "Lakota" and not a Sioux. Most people in Pine Ridge, prefer to call themselves Lakotas or Native Americans." 

"Johns name is a family name, yes. Johns great-great-great-grandfather was Chief Big Foot, a signer of the 1868 Fort Laramie Treaty and leader of the band killed at Wounded Knee Massacre in 1890. Chief Big Foot had a son Yellow Horse, and he had a son named John Little Finger, this John survived the massacre, wounded he fled and hide in the mountains - AND this John was later actually an actor/ in a Wild West Show by Buffalo Bill.”

 

Interview by roberto tirapelle

(Thanks to Barbara Van Lombeek, “The PR Factory”)

 

PINE RIDGE  (Denmark – 2013 – 77 min. – Documentary – color English/Lakota with Lakota/English subtitles) a film by Anna Eborn;  producer KATJA ADOMEIT - cinematographer NADIM CARLSEN - editor ANNA EBORN sound designer FRANK MØLGAARD KNUDSEN - composer CHRIS DOUGLAS; made in collaboration with NEW DANISH SCREEN, artistic director JAKOB HØGEL  with the support of ZENTROPA thanks to FILMWORKSHOP/THE DANISH FILM INSTITUTE

Anna Eborn, born on the island of Skaftö, self taught film maker. “The Brazilian”, short fiction, 16 min. premiere 2009 Gothenburg International Filmfestival. “Baba”, short documentary, 29 min. premiere 2010 Gothenburg International FIlmfestival. Zentropa Productions and Adomeit Film.

 

 

Pubblicato in data 17/09/2013