VENERDÌ 24 SETTEMBRE 2021 23:24
 

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Daniel Harding debutta in Arena nel Gala Domingo - Harding

Il celebre Direttore guida giovedi 15 agosto le più grandi voci wagneriane e verdiane del panorama lirico internazionale.

(Photo by K. Miura)

 

Plácido Domingo, Evelyn Herlitzius, Violeta Urmana, Susanna Branchini, Vitalij Kowaljow e Francesco Meli, accompagnati dall’Orchestra e Coro areniani.

In scena un programma interamente dedicato al Cigno di Busseto e al genio di Lipsia, con brani scelti dai loro titoli d’opera più celebri, per una data unica d’eccezione nel cartellone del Festival del Centenario.

Nell’ambito offerto da questo Centenario è importante l’occasione di vedere artisti, siano essi registi, direttori, interpreti, fuori dalla consuetudine, nonostante Verona raccolga, nella sua storia musicale dei cent’anni, i personaggi più illustri, i miti del bel canto.  

E’ il momento di Daniel Harding, 37enne Direttore oxfordiano, lanciato in una prestigiosa carriera internazionale da Claudio Abbado. A Verona ha l’incarico di dirigere il Gala Domingo, in un passaggio delle sue intense trasferte. Proviene dalla Svizzera, Verbier e poi andrà alla Royal Albert Hall di Londra, a Lucerna, a Lovon, nel superbo Drottningholms slottsteater, e poi sempre più lontano, in trasferta con la Scala in Giappone per il “Falstaff”.  Però altri nomi e teatri frequentano il Giappone, ci andrà anche l’Arena di Verona.

Oggi Daniel Harding è Direttore dell’Orchestra della Radio Svedese e Direttore principale della Mahler Chamber Orchestra, fondata da Abbado.

Lo abbiamo avvicinato nel corso della prova del Gala, attorniato dai suoi prestigiosi interpreti.

Maestro, quando si è avvicinato alla musica, a sette anni, ha cominciato lo studio della Tromba.  Uno strumento inconsueto come inizio, per quale ragione?

“Da bambino sono stato affascinato subito dall’ascolto del Messiah di Haendel, da quello straordinario assolo di tromba che fa parte dell’organico originario. Da quel momento ho deciso di studiare questo strumento.”

I suoi due “padri spirituali” sono stati Sir Simon Rattle e Claudio Abbado. Da loro ha avuto di più un insegnamento artistico o umano?

“Simon Rattle è stato per me veramente una guida, un punto di riferimento. Mi ha insegnato la direzione d’orchestra e mi ha seguito con l’affetto di un padre. Ha un carattere aperto e mi ha fatto capire lo spirito della musica.  Claudio Abbado è una persona molto riservata. Può dirti che la musica è bella, tutta la musica è bellissima. Da lui ho capito la concertazione con lo sguardo, guardandolo negli occhi, nei movimenti. E’ una figura carismatica e credo di aver ricevuto un po’ di quel suo carisma.”

Dopo aver attraversato tutti i maggiori teatri del mondo, come si sente al suo debutto in Arena?

“Particolarmente eccitato e nello stesso onorato di poter dirigere questo evento con i più importanti interpreti della scena mondiale, e con l’Orchestra e il Coro dell’Arena, veramente meravigliosi”  

Quale opera le piacerebbe dirigere in Arena?

“Prima concludiamo questo importante evento e poi ve lo dirò”.  

 La prima parte della serata si apre con proposte dalle opere verdiane: dall’Ouverture da La Forza del destino all’aria del Don Carlo “O Don Fatale”, che vede Violeta Urmana  nella parte di Eboli, dopo l’applaudito debutto areniano come Amneris lo scorso 10 agosto nella riedizione dell’Aida del 1913.

(a destra Violetta Urmana, nella foto di Ivan Balderramo).

 

 (a sinistra nella foto Susanna Branchini) Segue sempre dal Don Carlo l’aria “Tu che le vanità” con protagonista Susanna Branchini nel ruolo di Elisabetta. Da Macbeth il Coro dell’Arena di Verona intonerà “Patria oppressa” a cui fa seguito “Ah, la paterna mano”, in cui Macduff è interpretato dal tenore Francesco Meli. Ancora il Coro areniano eseguirà il celeberrimo “Va’, pensiero” dal Nabucco. A seguire quattro proposte del repertorio wagneriano: “Allmächt’ge Jungfrau” da Tannhäuser, che vede per la prima volta in Arena la soprano Evelyn Herlitzius in Elisabeth. (a destra Evelyn Herlitzius, nella foto Farbe) 

“Liebestod” da Tristan und Isolde con protagonista Violeta Urmana; “Nur eine Waffe taugt” da Parsifal con Plácido Domingo nel ruolo del titolo; infine “Starke Scheite schichtet mir dort” dal Götterdämmerung, con ancora Evelyn Herlitzius in Brünnhilde.

La seconda parte del Gala si apre con un titolo verdiano, I Lombardi alla prima crociata da cui il Coro intona “O Signore, dal tetto natio”. Subito a seguire “Der Männer Sippe” da Die Walküre di Richard Wagner, con Violeta Urmana in Sieglinde, e dalla medesima opera “Winterstürme” che vede il M° Domingo come Siegmund e “Leb wohl” con Vitalij Kowaljow in Wotan. Concludono tre proposte scelte dal Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi: “Plebe! Patrizi!... Popolo dalla feroce storia!” dal Finale del I atto, l’aria di Gabriele “Oh inferno!... Amelia qui!... Sento avvampar nell’anima” ed il Finale del III atto “M’ardon le tempia...”, con Plácido Domingo nel ruolo del titolo, Susanna Branchini in Amelia, Francesco Meli come Gabriele, Vitalij Kowaljow in Fiesco, Davit Babayants come Paolo e Gialuca Breda come Pietro.

 

Servizio e intervista di roberto tirapelle

(Si ringrazia la Direzione Comunicazione della Fondazione Arena di Verona)

Pubblicato in data 15/08/2013