SABATO 25 SETTEMBRE 2021 00:04
 

Cover

Alessandro Canestrari

Fotografia. Scatti verso il futuro..

La potente vena creativa di questo giovane artista non si arresterà nel tempo ad una sequenza filmografica di atmosfere stanziali o di viaggio...

Bensì, è l'augurio, intenderà proseguire il percorso vitale di quella carrellata 'on the road' che filtra e desume dalle esperienze vissute le emozioni. Sublimandole ad icone rappresentantive del proprio modo di essere e relazionarsi.

Degli scatti di Alessandro stupisce e fa riflettere la profondità introspettiva del campo d'indagine, psicologia di uno stato d'animo decisamente empatico. Paralleli e confronti? Iniziamo con Cartier- Bresson ('l'occhio che vede'...) e, tra i più 'frequentati',  McCurry e Mc Nally.  Inoltre, l' altrettanto giovane ma affermato talento sulla scena internazionale, Radu Dumitrescu. Ma ritornerei a Frazer e Burks, classici 'registi' delle atmosfere horror e thriller, matrice di Polanski ed Hitchcock. 

Think about it

La lumaca giallo bruna striscia lenta sul pavimento di cotto. Le grigie antenne superiori tese e vigili captano, nell'aria, un flusso di onde magnetiche...Regola di quel procedere. Un' umile creatura, prostrata per codice genetico, resta metafora dell'umana prudenza. Poiché, a immediata riflessione, il 'pavor' identifica l'opportunista...attento a cogliere ogni avvisaglia di cambiamento...

Square Lights

Una piazza e la notte sono nicchia ad una tridimensionalità frattale, dove l'elemento umano si allinea otticamente sdoppiato in piani sovrapposti. Quinte mobili per una confusa identità che attende uno spiraglio di luce. 

Shining Blue

Immagine sfumata, la ragazza in canotta bianca. É sempre la notte, prima protagonista avvolgente e misteriosa. Atmosfera-nuvola dove sovrasta, altrettanto imperiosa, un' ellissi aperta ai lati in semivolute, in un cangiante blue elettrico. Simbiotico stato d'animo di soffusa malinconia...Nell'incedere, una pausa....

Puppies

Sullo sfondo, una grande piazza a Barcellona e i tavolini pieni di gente di un caffè...Ritmo pigro dell'estate. Ma, operosi, due 'cuccioli': a sinistra, un cagnolino meticcio tiene gelosamente stretto tra le zampe anteriori il sacchetto di carta bianca che profuma ancora di cibo, uno dei mille 'reperti' abbandonati con incivile noncuranza...Incrocio diagonale nel focus di sguardi: circospetta attesa di un 'vecchietto' precoce causa l'ingaggio quotidiano (il timore del cane) e, di rimbalzo, la curiosità carica di aspettativa giocosa di un 'piccolo d'uomo', piedi, dai pedali, a terra. Sul grigio svolgersi della vita adulta il primato va all'infanzia, con il grande scarno impatto delle cromie –  calda tonalità fulva, il mantello del cane; per il bimbo, la maglia a righe bianche e nere, l'azzurro turchese della bici e il berretto di un pallido celeste -. Nel momento di confronto, delicato e destinato a non ripetersi nell'eco di un ricordo, vince quel prolungarsi prospettico del campo visivo.

Friendship

Forse solo la notte stempera l'angoscia dell'affrontare nuove scelte. Una 'band' suona sul palco all'aperto, illuminato da un spot: domina il rosso, lavico contorno guizzante delle sagome umane racchiuso da anelli molteplici. Il bianco abbagliante, psichedelico. E la pedana diventa realtà fuggevole, quell'isola - calamita verso cui siamo attratti...Faro tangibile eppure così lontano, sospesa come una galassia sopra il cono d'ombra che avvolge come un bozzolo i pochi ragazzi seduti a terra. Proteggendoli nello schermo illusorio della personalità individuale: volutamente celata agli 'intrusi'... 

Immaterial

Un uomo (o una donna) si addentra in uno spazio porticato...Claustrofobica, la notte decuplica l'effetto ottico delle ombre gettate dai corpi ai pilastri e destinate ad infrangersi nella copertura delle volte. Solo un fascio di luce penetra dall'esterno: perpendicolare, immanente linea guida dei passi verso la conoscenza. Passi, velo strappato sull' ignoti nulla cupido...

Hope

Luce di un campo autunnale, livida in una finestra, protetta dall'inferriata a leggiadre volute. Levitas tridimensionale per l'intuizione di spazi più ampi. La libertà, nel mistero di mille passaggi insidiosi che l'avvolgono. Libertà: ossia speranza, sia che essa si affidi a quell'occhio, nella parete a scomparsa, o alla fenditura minata in una falda di roccia, o ancora, al serico lacerarsi di una trama preziosa...Libero volo dell'anima oltre il vetro, il lontano specchio che fa intuire la potenzialità... additandola silenziosamente, senza rivelarla appieno. Libertà, infine, nel desiderio di riappropriarsi della propria metafisica.

Freedom

Nel parco cittadino, una bimba corre nel verde disturbando uno stormo di colombi in quieta sosta. Battito d'ali, un volo breve, il ritorno alla terra. Così, l'obiettivo, nella medesima traiettoria temporale. Flessione, stacco, posa. E daccapo.

Food 

In fulminea discesa da chissà quale albero ospite nel parco, lo scoiattolino - miracolo di un'apparizione urbana – sta ben saldo sulle zampette, sull' orlo della recinzione del prato. Zoom su quello sguardo tenero, vivacissimo, dunque, non timoroso che confida nel dono...intermezzo gentile di una quotidianeità senza tempo. La luce proietta, a sinistra, la sagoma di tre ombre: la prima impugna la camera. Così, per tacita intesa e, forse per un solo attimo, il bisogno atavico collima con la passione...

Firestorm

Un 'biblico' rovo ardente illumina l' oscurità...Ying e Yang. 'Sacre rote' degli emisferi di uno stesso pianeta.   

Diana's Dream 

Contro il cielo azzurro, una cerbiatta 'au lisiére de bois'. Bosco autunnale, già misterioso poiché la luce non riesce ad addentrarsi nelle sue anse... L'oscuro senso del pericolo nella profondità... Così, la cerbiatta sovverte la mission di Diana cacciatrice.

 

 

Copper

A destra la falda piatta, ombra nera che arretra gradualmente alla luce per dare campo ad una lama d'ascia, lungo spettro triangolare dalla stretta imboccatura ad orlo. Visione iconica, l'Idea dell'assoluto contemporaneo. 

Di taglio, in primo piano, il vaso - reperto. Sul corpo, scrostate le tracce di un'antica bellezza...

Chain

Nel prato davanti al casolare in campagna, un bimbo tiene il filo del suo aquilone: una rossa semiluna ad inizio volo... Un ragazzo, berretto rosso e giubbotto, guarda il volo senza scorta (i fili si tendono liberamente nell'aria) della lunga fila di cervi volanti, vele dal bianco cuore, a sezione triangolare. L'effimero, la nota tra reale ed immaginifico, è fil rouge, la nota assemblante tra colore dell'elemento naturale (rosa, le montagne all'orizzonte, il cielo azzurro, il verde del prato e il mattone dell'edificio) e il colore, scelto dalla fantasia, ai piccoli scudi di carta. Qui, pressoché compatto il ventaglio cromatico - dal viola al blue China, azzurro, giallo, dal céladon al verde smeraldo, dal rosso all'arancio e, infine, il magenta - . Il punto di giunzione, l'esternarsi di uno stato d'animo e l'altro... Il reale fotografico.

Broken Light

Un fiotto di luce, colata perpendicolare radente al suolo, colpisce la cornice inferiore della vecchia porta finestrata, il cui vetro rotto riascolta l'eco polverosa di tanti luoghi abbandonati a se stessi, dove vecchi mobili e ricordi ingialliti sono ancora vitali e inalienabili custodi di emozioni e sensazioni ...Così, ecco il tintinnio di quelle due sole note, attacco di un valzer melanconico all'alzarsi del coperchio di un vecchio carillon: forse, il non prediletto tra i nostri giochi e che credevamo ormai perduto. Il craquelé di orme ormai rapprese nel rozzo pavimento si riannoda certosino alle ragnatele, richiamando il freddo fumoso di un 'non veçu'... In una partitura che, per me, resta sublimazione dell'apparente negativo, si trova il desolato rifugio dell'anima che spalanca la nicchia all'ispirazione. Con il magico contrappunto cromatico rivolto ai due ultimi tratti annuali, erroeneamente pensati stagioni 'morte': ruggine autunno (seme del desiderio di rinascita) e grigio inverno - finalmente, il 'grande sonno' del nostro rimpianto - ...

Astonishment

Un giardino pubblico: adulti passeggiano o sostano annoiati. E dove i più saggi giocano. Certo il gioco chiama una varietà tipologica infinita: dalla più antiquata manualità alla frenetica digitalizzazione sulla play station. Adulti stanchi della routine, bimbi che non sanno ancora pensare o che riflettono a  posteriori. In definitiva, sono sempre loro a volere sperimentare, a trasmettere. Ad insegnarci la non banalità, nonostante le premesse...Così per un bimbo, immobile davanti ad un così formulato gioco didattico. Un doppio pannello di legno fermato al suolo da catenelle.  Il piccolo 'grande' è immerso silenzioso in uno studio profondo sui fori della superficie anteriore.  Intuitivo il primo step: il passaggio entro la cavità circolare dell'estremità del lungo filo che avvolge la pallina da tennis. Tra l'elemento reale, il visibile sperimentato, e l'incognita non prevista della sparizione del trofeo di gioco, resta il pannello. A quell'età, priva di conoscenze stratificate, il pannello forato resta comunque un muro Invalicabile...Dunque, dopo un attimo di euforia per la vittoria dell'espugnato resta quella sorpresa mista a costernazione, l'anticipo del pianto. Abbiamo due possibilità che l'artista sottace: il 'deus ex machina' (genitore o adulto, in genere) presenza amica  ma 'castrante' in quel suo rapido rimuovere l'ostacolo, assumendosene il merito. Oppure (la più auspicabile) quell' ulteriore momento di riflessione finalizzato al fare da sé.  Dove attenzione, autostima e serena aspettativa sono le luci del semaforo.  E' l'augurio alla libera condivisione di un principio che accompagna la vita intera dei più fortunati, in questo momento storico così difficile.  E, guardando alla speranza, mi si consenta una disgressione favolistica: iniziando dai cult più amati – Peter Pan e Alice nel Paese delle Meraviglie – a diventare adulti ed educatori  responsabili.    

Ancestral Idea 

The dusting ambiance, mi piacerebbe sottotitolare questa kafkiana impressione visiva. L'idea ancestrale di una ritrovata veste dello spirito, la non disgiungibile frontiera mentale che alberga povertà e ricchezza degli elementi, nei pochi modesti abiti sospesi all'attaccapanni: l' indispensabile frugalità di un bagaglio 'on the road' necessario alla catarsi. Così il fuoco dell'Idea, il meditare francescano diviene preghiera affidata al libero fluire di un'immaginazione...E da vera figlia d'arte, la creatività illuminata che attende risposta sta nel filtro riflettente le finestre. Quel corpo sinuoso, il bulbo di lampadina sorprendentemente scintillante è metafora surreale dell'opera sculturea della vita medesima e rimanda al ricordo: il pulviscolo ferrugginoso di atomi esponenziali, scesi dal soffitto (invisibile) al filo di sospensione e oltre l'anello d'innesto...

Am I going insane? 

Stanza buia, il cupo terrore sulla porta chiusa della mente viene mitigato solo in parte dalla  fonte di luce opaca che si rifrange nei mille frammenti di un grande specchio: senza cornice, appoggiato alla parete, offre inutile identificazione ad un bambolotto con la testa rotta. Identità perduta, di cui si colgono nel solo profilo le tracce di quella non preservata bellezza, gettata nell'angolo più scuro dei nostri ricordi. Ma del passato resta comunque radice poiché anche la vita degli oggetti ha un'anima se, in un ultimo desiderio di appartenenza, ci si riconosce in quella meteora di luce che rende lo specchio lampo delle emozioni e degli stati d'animo riaffioranti all'improvviso...  

 Caterina Berardi


 

 

Pubblicato in data 03/02/2012