MERCOLEDÌ 22 SETTEMBRE 2021 16:26
 

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Fondazione Arena - Il "Falstaff" dei giovani apre la Stagione

Sul podio, Daniele Rustioni (28 anni): "è un'opera intessuta di preziosismi che sta bene nel cartellone del Filarmonico, una prova sia per l'Orchestra che per il Direttore".

(nella foto Ennevi, Luca Guadagnino a sinistra, Daniele Rustioni a destra)

Come da tradizione, martedì 13 dicembre, la sera di S. Lucia, apre al Teatro Filarmonico la Stagione Lirica 2011-2012 della Fondazione Arena di Verona, con un nuovo allestimento di Falstaff, ultima opera di Giuseppe Verdi.

Falstaff torna sul palcoscenico del Filarmonico dopo sei anni di assenza, con un team creativo che vede impegnati giovani talenti: la direzione dell’Orchestra areniana è affidata al Maestro Daniele Rustioni, la messa in scena all’apprezzato regista cinematografico Luca Guadagnino (alla sua prima regia d’opera).

Guadagnino, vogliamo ricordarlo anche in questa sede, ha rappresentato l’Italia ai Golden Globe 2011 per il miglior film straniero, con Io Sono l’Amore.

 Le scene di Falstaff, in stile mediorientale, sono firmate da Francesca di Mottola ed i variopinti costumi da Antonella Cannarozzi, nomi già affermati nel mondo del cinema. La Cannarozzi ha infatti concorso all’Oscar 2011 per i costumi del film di Guadagnino Io Sono l’Amore. Il lighting design è affidato a Paolo Mazzon, i movimenti coreografici a Maria Grazia Garofoli, la guida del Coro dell’Arena di Verona al Maestro Armando Tasso.

Ritornano a Verona apprezzati interpreti areniani, a partire dai protagonisti Alberto Mastromarino (13, 15, 18, 20 dicembre) e Leonardo López Linares (22, 29, 31 dicembre) che si alternano nel ruolo del panciuto Sir John Falstaff. Vittorio Vitelli veste i panni del geloso Ford e Virginia Tola, al suo debutto al Filarmonico, quelli della moglie Mrs. Alice Ford; mentre la coppia innamorata Nannetta-Fenton è interpretata dal duo Serena Gamberoni - Francesco Demuro, già applauditi durante l' 89° Festival lirico. Completano il cast le voci di Elisabetta Fiorillo, nel ruolo di Mrs. Quickly, e Manuela Custer, come Mrs. Meg Page.

 

Oltremodo interessante lo scambio di idee con il Maestro Daniele Rustioni, un nuovo talento del podio, che segue il contributo di Verona al lancio del concittadino Andrea Battistoni, già approdato al Teatro Regio di Parma quale primo direttore ospite.

Maestro, dopo lo studio in Italia, una carriera all’estero. So della sua grande disciplina ma concorrono anche gli obiettivi... Il ritorno, inizia da Verona.

(nella foto Daniele Rustioni)

“Sì, i miei studi, ben 15 anni al “Verdi” di Milano. La formazione nei nostri Conservatori non ha nulla da invidiare a quella esistente negli altri paesi – ad esempio, la Julliard School a New York, la Royal Academy of Music a Londra, la Universität für Musik di Vienna. In Italia c’è invece una voragine che si viene a creare tra il Conservatorio e il mondo del lavoro. Pochi i posti assegnabili, pochissimi palcoscenici disposti a chiamare giovani musicisti. All’estero hanno il merito di valorizzare i giovani, e quindi emergono le opportunità, i palcoscenici che ti richiedono.”

“In Italia, facevo il maestro accompagnatore al pianoforte nei diversi teatri. All’estero, ho maturato un'esperienza da direttore e ho avuto la possibilità di farmi conoscere.”

“Noi italiani siamo esterofili e, quando notano che all’estero 'funzioni', cominciano a chiamarti anche qui...”.

 

Comunque, Maestro, aveva già diretto in Italia!  Ora, a Verona.

“Certamente, a Venezia, Bologna, e al Regio di Torino, un grande teatro. Anche a Verona ho già debuttato nella stagione 2009/2010, con un concerto sinfonico di impegno - la Terza di Brahms - e il concerto per violoncello di Schumann.”

Sono felice di ritornarvi e affrontare un’opera difficile come “Falstaff”. Hanno fatto bene a collocarla nel cartellone del Teatro Filarmonico perché con i suoi virtuosismi è una prova per l’Orchestra e per il Direttore.”

In questo periodo, sempre al Filarmonico, la Sua direzione in un ulteriore concerto, il “Messiah” di Handel.    

“Non sono un barocchista però il “Messiah” rientra nel mio gusto musicale sinfonico. Utilizzerò un organico orchestrale corposo con dieci violini primi. Il mio punto di riferimento rimane l’esecuzione di Georg Solti con la Chicago Symphony.

Debutto di carriera con Verdi (“Aida”) a Londra, tragitto con Mozart (“Così fan tutte”), sempre in Inghilterra. In seguito, la passione per Puccini che, con “Bohème” e “Butterfly”, diventa predilezione. 

“Ho preferito Puccini finora perché la sua musica è immediata, non così accade per Verdi che richiede una ricerca maggiore. Ritengo, tuttavia, che tra qualche tempo dovrò privilegiare Verdi a Puccini.”

Maestro, per il Fastaff in cartellone a  Verona, si è attenuto a qualche esecuzione di riferimento?

“La mia esecuzione di riferimento è quella di Toscanini perché ha una certa urgenza di fare musica, tutta italiana, modalità che si presta molto al Falstaff. Sarà una rappresentazione un po’ diversa nell’ambientazione e affidata ad un regista cinematografico. Con un uso diverso della prospettiva, anche per la ripresa in 3D. In questo senso, esiste un minimo di sano compromesso tra le diverse posizioni.”

(prove del Falstaff, foto Ennevi) 

Nella sua carriera, Lei ha incrociato e incrocerà alcuni registi cinematografici quali Liliana Cavani (per “Cavalleria” e “Pagliacci”), Minghella ( “Butterfly”), Guadagnino a Verona,  Martone (“Luisa Miller”),  Zeffirelli (“Bohème”).  Il suo pensiero?

   “E’ assolutamente un caso. I registi di cinema amano il tratto del colpo d’occhio, si muovono in modo diverso da quelli specificamente d’opera”.

Considerando la giovane età, come si sente visto tra i professori delle diverse Orchestre?

“Bisogna essere consapevoli della propria preparazione, di quello che hai da offrire. I professori d’orchestra ti fiutano dopo pochi minuti: emergono, alla prima prova, il talento, la preparazione che hai. In tutte le arti, se esistono capacità, lo si riconosce da subito. Io dirigo da sei anni, e non ho mai avuto problemi. Con molta onestà, senza indossare delle maschere difensive, si può stare benissimo sul podio.”

Tornerà a Londra?

“Certamente tornerò a Londra, dove dirigerò “Il Viaggio a Reims” e “L’elisir d’amore”. Ritorno con molto interesse al Covent Garden, che ritengo il teatro migliore del mondo. Ci si sente a casa, parte di una famiglia. Inoltre, seguire la direzione di Pappano è un aspetto prezioso per me. Pappano è un maestro che ha un grande amore per l’opera e, un giovane musicista che inizia a fare tante cose, deve confrontarsi con  maestri illustri.”

E, a seguire, quali altri impegni?   

“Inaugurerò il Maggio musicale con “Il Viaggio a Reims” e sarò al Rossini Opera Festival con “Il Signor Bruschino”.”

Una immersione rossiniana vertiginosa a Londra, Firenze e Pesaro!

 

 (intervista a cura di roberto tirapelle)

Si ringrazia la Direzione Comunicazione della Fondazione Arena

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in data 13/12/2011