MERCOLEDÌ 22 SETTEMBRE 2021 15:57
 

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Gounod/Juliette - Nino Machaidze, nuova Giulietta di Verona

"è un ruolo che non mi annoia mai e mi dà soddisfazione musicalmente e caratterialmente"

(Nino Machaidze, foto di Nana Bortsvadze)

 

Roméo et Juliette di Charles Gounod è il nuovo ed ultimo allestimento proposto dalla Fondazione Arena per l’89° Festival Lirico. La stagione areniana sta avviandosi verso la conclusione ma le sorprese non sono finite.

Infatti l’opera francese vede impegnati molti debuttanti sul palcoscenico a partire dal direttore d’orchestra Fabio Mastrangelo, dal regista Francesco Micheli, dallo scenografo Edoardo Sanchi, dalla costumista Sylvia Aymonino, dal coreografo Nikos Lagousakos e dai due protagonisti Nino Machadze - come Juliette-  e Stefano Secco nei panni di Roméo. Ma  anche molti degli artisti minori sono debuttanti.

(foto Ennevi)

La nostra attenzione si è rivolta ora a Nino Machaidze  -  artista georgiana ormai sulla cresta dell’onda per i successi internazionali ricevuti -  che abbiamo seguita nel suo tour di Juliette, iniziato  a Salisburgo nel 2008.

Amabile nella conversazione, ama la gioventù e la vita: capelli scuri, occhi profondi, felice di essere a Verona e vivere a Milano, ha le phisique du role per interpretare la protagonista dell’opera di Gounod.

Ormai  è la Giulietta di riferimento mondiale. Perché si è innamorata di questo personaggio?

“Si tratta di un ruolo che mi piace moltissimo:  non mi annoia mai. Mi  dà una grandissima soddisfazione sia musicalmente – la partitura - , che caratterialmente, divertentissimo.  E’ un personaggio che mi rispecchia moltissimo: giovane, seria, determinata, sa cosa vuole.“

I palcoscenici delle sue Giuliette sono stati Salisburgo (Felsenreitschule), Amsterdam (Concertgebouw), Venezia (La Fenice), Londra (Covent Garden), Milano (La Scala), Verona. Ci racconti impressioni e curiosità. 

“Lo spazio di Salisburgo è all’aperto ma durante la stagione degli spettacoli viene coperto da una tenda perché da quelle parti piove spesso. Il Felsenreitschule ha un pavimento di legno, e non ha bisogno di essere allestito perché è una ribalta naturale, ricavata nella roccia. E’ un palcoscenico lungo, difficile, dove però il regista Bartlett Sher mi ha consentito di sperimentare l’estasi dell’innamoramento.”

(foto Brescia e Amisano)

“Ad Amsterdam abbiamo cantato l’opera in forma di concerto.  A Venezia, l’allestimento era modernissimo, i due amanti punk si incontravano in discoteca. A Londra, legato alla tradizione, una messa in scena che durava da cento anni. La mia è stata l’ultima replica. A Londra Roméo et Juliette è sempre in cartellone. A Milano hanno ripreso l’allestimento salisburghese ma cantato  in tono più intimo.“

“E adesso Verona. Alcuni colleghi mi hanno voluto dare dei consigli: guarda che è bellissima ma è un po’ “secca”, stai attenta a non “spingere”. Qui ho cantato come canto e mi sono trovata benissimo. Avevo già recitato all’aperto ma non in opere, e con il microfono. Ad esempio a Batumi con Placido Domingo.  Non ho mai provato emozioni del genere.”

Molte Giuliette e altrettanti Romeo. Quali annotazioni?

“Cambiando tanti Romeo mi sono convinta che ognuno sia diverso dall’altro. Qualcuno è più generoso, qualcuno è più attento al canto, qualcun altro al gesto, quelli che si buttano, quelli più riservati. Ho avuto la fortuna di avere dei Romeo bravissimi.”

Per rimanere con dei Romeo italiani , il suo parere su Vittorio Grigolo (oggi in copertina per “Style”) con cui si è esibita Milano e che ha avuto un successo personale?

(nella foto Machaidze e Grigolo)

“Grigolo è fantastico, mi sono innamorata della voce di Vittorio, una voce magica.”

E di Stefano Secco , il suo Romeo veronese?

“Per essere il suo debutto all’Arena e in Romeo è stato molto bravo. Si è presentato in scena molto calmo, tranquillo, mi ha dato molta serenità, carinissimo.”

(nella foto Machaidze e Secco)

Dopo l’Accademia di perfezionamento della Scala ha esordito sul palcoscenico milanese con ”La Fille du Regiment” di Donizzetti  per poi continuare la frequenza del compositore bergamasco in ”Elisir d’amore”.  Un altro amore?

“Sì, ho fatto  diverse “Elisir”. Direi che “Elisir” e “Roméo et Juliette” sono le due opere che ho cantato di più. Donizetti e Bellini mi piacciono molto. Infatti ho fatto “Sonnambula” a Genova con il maestro Daniel Oren e “I puritani” a Bologna. La mia passione per Donizetti, ad esempio, mi ha portato a Salerno a cantare “Lucia di Lammermoor”, sempre con Oren. 

Negli ultimi anni è emersa una nuova generazione di artisti ed ariste  che uniscono  talento e bellezza...  

“Non si può dire che il fattore più importante sia diventato l’aspetto fisico. Noi non stiamo facendo le modelle, visto che stiamo lavorando per l’opera e stiamo servendo la musica. Dobbiamo avere ben chiaro che in questo campo il punto di forza è la voce,  la tecnica, e l'essere artisti. Non condivido come alcune cantanti siano state penalizzate perché meno belle di altre. Comunque non cè bisogno di mangiare tanto per cantare bene.”

A quindici anni ha fatto Zerlina a Tbilisi. Stava completando qualche scuola di canto?

(nella foto il Teatro dell'Opera di Tbilisi)

“Ho frequentato prima una buona scuola di canto e poi verso i 17 anni ho finito il Conservatorio. Nella mia città c’è un Teatro bellissimo cha ha circa tremila posti. Adesso lo stanno restaurando, riaprirà fra un paio d’anni e ritornerò a cantare perché mi hanno chiesto nella Gilda di “Rigoletto”.”

Lei è un soprano di “coloratura”. Pensa di proseguire questo repertorio?

“Il repertorio a cui mi sono dedicata finora va bene per la mia voce. Spero di continuare su questo percorso lirico il più a lungo possibile. Aggiungerò degli altri ruoli ma sempre in questa direzione. La mia voce è questa.”

“Sto studiando il “Faust” di Gounod con cui debutterò a Bruxelles, la “Manon Lescaut”, e una nuova opera interessantissima: il ruolo di Ofelia in “Amleto”, sempre a Bruxelles.” 

Roméo et Juliette tornerà in cartellone a Verona il prossimo anno. La rivedremo?

“Ho già da tempo un contratto con Salisburgo che mi impegna nello stesso periodo per un nuovo allestimento di “Bohème”. Mi spiace moltissimo.” 

Mi tolga una curiosità, fino a quando gli ingaggi?   

“Fino al 2014, e pochi in Italia”.

(foto di Uli Weber)

Un caro augurio anche per il suo nuovo album “Romantic Arias” (Sony Classical).

(intervista raccolta da roberto tirapelle)

Si ringrazia la Direzione Comunicazione della Fondazione Arena 

Ultima recita: 27 agosto 2011

Pubblicato in data 26/08/2011