MERCOLEDÌ 22 SETTEMBRE 2021 15:33
 

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Julian Kovatchev sul podio areniano per "Nabucco", fino al 1° settembre

"nel nostro mestiere c'è bisogno di umiltà, siamo solo mediatori tra il compositore e il pubblico"

(Julian Kovatchev al centro, foto Ennevi)

Al direttore bulgaro quest’anno è stato affidato l’incarico di dirigere il “Nabucco” di Giuseppe Verdi, per la regia di Gianfranco de Bosio e con la scenografia originale di Rinaldo Olivieri.

Ho avvicinato il Maestro Kovatchev per un insieme di flash circa la direzione d’orchestra ed una delle opere più rappresentate in Arena.  La sua conversazione ha il fascino mitteleuropeo che nasconde talento e la fortuna di un percorso prestigioso qual è il suo.  L’opera verdiana, gli interpreti ai piedi dell'ardita torre di Babele, grazie al suo concertato, ricevono buone illuminazioni grazie ad un sapiente filo conduttore...

Maestro, primo lo studio del violino: ha poi continuato come esecutore di questo strumento?

“Sì, il mio approccio all'età di tre anni circa. Poi ho anche inciso ma ciò che conta è aver suonato nella Filarmonica di Berlino per almeno cinque anni e sotto la guida di Herbert von Karajan”.

Mi piacerebbe accennasse alla Sua esperienza accanto a  von Karajan...

“Ho avuto la fortuna di suonare nella sua Orchestra e di studiare Direzione con lui. Erano gli anni 1975-80, il periodo migliore della sua carriera. Ho imparato moltissimo sotto la sua guida, ed è stato interessante anche conoscerlo fuori dal lavoro, sempre disponibile. Però, desidero anche sottolineare quanto sia stato importante suonare in Orchestra”.

“Essenziale linea – guida per un Direttore è cogliere l’aspetto psicologico: il sapere come si stia dall’altra parte, tra gli orchestrali. Pertanto, quando mi trovo di fronte un' Orchestra, cerco di applicare questi principi e mi trovo avvantaggiato. Comunque, perseguivo il sogno di dirigere da quando avevo cinque anni”.

E’ curioso come Lei abbia iniziata la Sua attività, in Italia, con un’opera insolita: “Jenufa”!

“Sì, ho debuttato a Trieste con Janacek. “Jenufa” è un’opera bellissima. Di Janacek  ho fatto anche “Makropulos” che mi ha dato molta soddisfazione”.

E “La Sposa venduta”, opera praticamente sconosciuta nella nostra area?

“Un’altra opera bellissima, pensi che a Bratislava è ben conosciuta!”.

Maestro, ormai Lei è di casa a Verona. Dal 2006, ad oggi: “Cavalleria”, “Pagliacci”, “Traviata”, “Carmen”, “Aida”. Un nostro beniamino!

“Sì, qui a Verona mi trovo molto bene. Ho lavorato con l’Orchestra, il Coro, in situazioni diversissime e in anni difficili e sempre in perfetta sintonia. Abbiamo, dalla nostra, una fiducia reciproca e questo aspetto è decisivo per il risultato. Numerosi, i miei amici veronesi”.

 “Nabucco” segna invece il Suo debutto in Arena. Aveva già diretto quest’opera in precedenza?

“Sì, molti anni fa con l’Orchestra “Toscanini”, a Ravenna. C’era Maria Dragoni, in ottima forma.

“Per quanto riguarda il “Nabucco” sappiamo che è un primo Verdi e quindi deve essere pieno di energia, però ha dei momenti anche intimi.  A dirigere quest’opera si può scivolare in un azzardo rischioso: spingere talvolta sul bandistico e trascurare i momenti lirici, di grande sentimento, importanti.”

“Si deve raggiungere un buon equilibrio. Non ho fatto nessun make-up a certe ruvidità, ho cercato di esprimere quello che Verdi ha scritto. Ed ho mantenuto i tempi frizzanti.”

E’ la Sua prima volta con de Bosio?

“Sì, ma lo conoscevo quale grande regista e persona illuminata. Pensi, lavora anche fino alle quattro della mattina, restando vigilissimo su tutto l’allestimento, dalle luci alle masse.”

E’ sempre un lavoro prestigioso quello del Direttore?

“Tra noi Direttori mi piacerebbe una maggior umiltà. Siamo solo mediatori tra il compositore e il pubblico. Io, ad esempio, gioco a calcetto con i colleghi ma ho rispetto per tutti. Oltre al talento ci vuole rispetto per il lavoro.”

E’ un buon titolo per l’Arena il “Nabucco”?

“Sicuramente è un’opera che si presta molto. “Nabucco” e “Carmen” per eccellenza.”

Per oggi, Sold out, però il tempo è incerto.

“Il clima a Verona gioca un ruolo straordinario: salva sempre l’Arena.”

(intervista raccolta da roberto tirapelle)

(Si ringrazia la Direzione Comunicazione della Fondazione Arena)      

Le prossime recite di "Nabucco": 27 luglio, 5, 12, 21, 25 agosto, 1 settembre.          

Pubblicato in data 24/07/2011