MERCOLEDÌ 22 SETTEMBRE 2021 16:43
 

Cover

Ambrogio Maestri è "Nabucco" in Arena e sarà anche Amonasro in "Aida"

"quest'anno , centesima recita in Arena, ma i festeggiamenti li ho rinviati alla duecentesima"

(Ambrogio Maestri, nella foto Ennevi)

Ho incontrato il grande baritono Ambrogio Maestri  tra una recita e l’altra del “Nabucco” che sta interpretando a Verona con il consueto successo.  E’ un artista che si segue sempre con piacere per la maturità stilistica e il canto prezioso. Poi, a tu per tu, resti avvolto da quella sua aria falstaffiana che rende ogni concetto amabile e intimamente vero (“Mondo ladro, mondo rubaldo”, Atto III, quadro primo).

Prima del debutto con “Falstaff” nel 2001 alla Scala, Lei aveva debuttato in Arena nel 2000 con la “Forza del destino”!

“E’ verissimo, però si tratta di due debutti diversi. La ricordo molto bene quella “Forza  del destino” , strana ma bella. Facevo Fra Militone ed ero in compagnia della grande Ghena Dimitrova e di Leo Nucci.”

Quante le opere del suo repertorio?

“Più di una ventina. Con “Falstaff” ho superato le cento recite e quest’anno raggiungo la centesima  in Arena, tra Forza del destino, Aide, Trovatori, Nabucchi vecchi e nuovi, Traviate.”   

Sono venuto ad ascoltarLa a Milano in “Pagliacci”. Come si è trovato tra i fischi (della prima recita) e il giovane direttore Daniel Harding (a cui erano indirizzati)?

“I fischi, soltanto alla prima, poi tutte le recite sono state applauditissime. Con Harding mi sono trovato benissimo. Sempre con lui farò la prima opera dedicata dalla “Scala” al bicentenario verdiano nel 2013, cioè il “Falstaff” e poi “Nabucco” con Nucci. Andremo anche in tournée in Giappone.”

“La prima del 2013, a dire il vero, doveva essere diretta da Daniele Gatti. Da milanese, sarebbe stato orgoglioso di dirigere Verdi nel bicentenario.”

Quest’anno Lei  lavora  in “Nabucco” e “Aida” con de Bosio!

“E’ vero, ma anche l’anno scorso ho lavorato con lui., Maestro dalla vitalità increbile. Secondo la Sua opinione, questo allestimento è il più riuscito, dal ’91.”

Sulla base di quali condizioni, secondo Lei?

“Credo dipenda anche dagli interpreti con cui ti trovi a collaborare. Nel ’92 e nel ’98, grandissimi interpreti e, in questo caso, sono loro ad imporre la linea del personaggio. Quest’anno abbiamo assecondato quelli, che secondo l’idea del regista, dovevano  essere i parametri dei singoli protagonisti. E quando assecondi un regista della personalità di de Bosio non puoi sbagliare.”

Lei ha interpretato molti personaggi verdiani ma, a parere mio, quello che Le piace di più è “Falstaff”!

“Falstaff non è il mio prediletto ma è quello che mi richiedono di più. Comunque, sì, mi piace molto. Vede, per fare Falstaff bisogna prima essere attori e poi cantanti.”

Richiama in parte la Sua indole?

“Io sono un po’ shakespeariano. Dopo 12 anni che fai Falstaff lo capisci sempre  più e ti aiuta a comprendere gli altri personaggi: si parte dall’ultimo per arrivare al primo. Nabucco è uno dei personaggi cardine di Verdi ma è del suo primo periodo. Entrambi hanno una similitudine di base perché, in modo diverso,  hanno vissuto una vita tormentata.  Nabucco diventa tiranno e re, Falstaff  si rabbonisce.  Quando Nabucco cade e comincia la sua demenza, non può alzarsi improvvisamente. Così  Falstaff è un uomo possente, importante: quando cade deve alzarsi nella maniera più idonea. Sono personaggi che bisogna seguire con la medesima  linea guida del compositore”. 

Ha avuto notizia che la prossima Stagione Filarmonica a Verona inaugura con il “Falstaff”?     

“Sì, me lo hanno chiesto. Vedremo... Mi piacerebbe perché al Filarmonico non ho mai cantato. Potrebbero pensarlo anche per l’Arena. E pensare anche all’”Elisir d’amore”, una delle opere più belle in assoluto.”

 

(intervista raccolta da roberto tirapelle)

 (Si ringrazia la Direzione Comunicazione della Fondazione Arena)

Ambrogio Maestri interpreta Amonasro in Arena per “Aida” il 14, 28, 31 agosto e 3 settembre 2011 

 

 

Pubblicato in data 21/07/2011