MERCOLEDÌ 22 SETTEMBRE 2021 15:34
 

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Verona - 89° Festival lirico

Ermonela Jaho è Violetta Valery nella "Traviata" dell'inaugurazione: "sono cresciuta insieme al personaggio".

 Nomi internazionali al loro debutto in Arena: il direttore d'orchestra Carlo Rizzi; Violetta è il soprano albanese Ermonela Jaho; Alfredo, il tenore sardo Francesco Demuro; Giorgio Germont è il baritomo bulgaro Vladimir Stoyanov.

(nella Foto Ennevi, Ermonela Jaho, La Traviata, Atto II)

 L'incontro con Ermonela Jaho, giovane voce internazionale, ha fatto emergere una nuova Violetta dai sentimenti antichi e da un' utopia dettagliata.

Signora Jaho, mi interessa iniziare chiedendo dell'Albania, perchè conosciamo poco sulle scuole di musica e di canto del Suo Paese d'origine.

Ho lasciato l'Albania nel '93. Sono felice di questa domanda perchè è la prima volta che mi chiedono qualcosa sulla mia terra. Credo che il fattore più importante che identifichi la scuola di musica e, in particolare, di canto, in Albania, sia stato il metodo della disciplina. Tutti i musicisti formatisi a quella scuola sono temprati da un costante rigore. Ciò anche per gli strumentisti: infatti un'orchestra importante come quella dell'Arena annovera tre professori albanesi.”

In quante “Traviate” ha interpretato Violetta finora? Mi sembra sia la Sua opera preferita!

Ho raggiunto praticamente il centinaio di recite. La prima volta in assoluto è stata a 17 anni, una follia, ma è servita... Il debutto internazionale è stato invece nel 2005 all'Opera de Marseille. Ogni recita è fondamentale per la maturità perché si cresce insieme al personaggio.”                                                                                                 

(foto Ennevi)

Mi piace qui ricordare la sua attività a Londra e la Sua ultima “Traviata” con il Covent Garden nel tour in Giappone!

E' vero, sono ormai di casa a Londra. Tre anni fa ho cantato “Traviata” per sostituire Anna Netrebko, una star avvolta dall'attenzione dei media. Ho avuto nuovamente l'occasione di interpretare Violetta e di fare la tournée in Giappone per un'altra sostituzione, quella di Angela Gheorghiu, un'altra superstar del nostro tempo.”

Queste occasioni càpitano all'improvviso. Così sono stata apprezzata in Giappone. E' stata una sfida. Ero molto tesa.”

A mio parere, però, l'aspetto più importante per un cantante è esibirsi in Italia. Di certo, l'esame più difficile.”

Nella tournée del Sol Levante il direttore d'orchestra, Antonio Pappano, ha rilasciato delle dichiarazioni piuttosto incisive a Suo riguardo: “E' un'artista generosa, quasi temeraria”.

Pappano è grandissimo, con lui ho instaurato un filo conduttore. Nella nostra professione - non mestiere, bensì linguaggio del cuore - va trovata una sinergia di intenzioni.”

"D'altra parte perchè, dopo più di un secolo il pubblico viene ancora a vedere “La Traviata”? Non tanto per i costumi o per le scenografie ma per idealizzare i sentimenti umani ”. “ Nell'intreccio, il pubblico trova il sacrificio, l'amore, la morte. E tutto questo dovrebbe avere un effetto catarsico. Oggi, invece, anche l'opera è diventata business.”

Sono rimasta un po' all'antica, ma io credo in questi valori”.

In questa “Traviata” veronese, la collaborazione con Hugo de Ana è stata utile?

Mi è stata utilissima perchè lavorando con lui mi sembra di affrontare “Traviata” per la prima volta. Per un'opera, che sembrerebbe scontata, de Ana sta lavorando da tempo, è entrato nei dettagli. Mi ha dato dei libri da leggere, ho guardato con scrupolo film dell'epoca. Ne esistono, nella scenografica, riferimenti doviziosi. Dopo tutte le repliche quale Violetta, ho ricominciato a scoprire quest'opera.”

                                                                                                                                                                                                     (nella foto Leda Lojodice)

“Anche la Signora Leda Lojodice, coreografa, ci ha insegnato tantissimo per fare di questo spettacolo una pittura”.

"Con il direttore, Carlo Rizzi, abbiamo avuto un lavoro meticoloso. Ad esempio, ci sono alcuni momenti che si ripetono, alcune frasi del libretto, ma le ripetiamo riadattandole di volta in volta in modo diverso.”

 

Mi sembra che Violetta respiri aria di morte fin dalle prime battute, oppure è diventata un'icona dell'amore e quindi positiva?

“Il personaggio di Violetta è molto connaturato alla musica. E' vero, dalle prime note serpeggiano brividi di morte. Lei è combattuta tra le due realtà che sta vivendo.” “Infatti il Maestro de Ana vuole da noi la piena percezione di tali sentimenti. In “Traviata” l'amore non può vincere. E' lo stesso Giorgio Germont, padre di Alfredo, ad affermare - nel 2° atto - che il passato non si cancella”.

Mi sembra di capire che non c'è “addio, del passato”?

Esattamente. Con il direttore e il regista abbiamo deciso di fare entrambe le versioni della romanza, sottolineandone le differenze vocali e musicali: nella prima parte si evidenzia la gioventù, nella seconda la rassegnazione”.

Il personaggio Alfredo, che caratteristiche deve avere?

“Alfredo è un ragazzo di buona famiglia, ed è molto egoista. Ha un orgoglio alla mediterranea, è impulsivo, attaccato alla figura paterna, assai possessiva. Come in numerosi personaggi operistici, la figura maschile arriva in ritardo, alla fine. Il vero amore è quello di Violetta, incondizionato”.

“Verificheremo se tutto il nostro lavoro arriverà al pubblico. E' questa la mia “Traviata, e di de Ana, e di Rizzi: in un rapporto tra spazio e dettagli l'obiettivo è trasmettere “da cuore a cuore”.

(intervista raccolta da roberto tirapelle)                                                                         

(si ringrazia la Direzione Comunicazione della Fondazione Arena)
 

  (nella foto Ennevi, Francesco Demuro ed Ermonela Jaho)
 

Pubblicato in data 18/06/2011