GIOVEDÌ 22 AGOSTO 2019 20:22
 

Territorio

Tavola Rotonda: "Le orticole, Alimentazione, Bellezza e microturismo delle Terre di Sotto",

IX^ Ed. Concorso Radicchio d'Argento, presso Ristorante "Da Aldo", Aselogna di Cerea

20 Febbraio 2013.

Promotori: Pro Loco Carpanea di Casaleone, Pro Loco del Basso Veronese, Confraternita del Radicchio Rosso Veneto , Consorzio del Radicchio Rosso di Verona IGP, con la sponsorizzazione di CereaBanca1897; “Geofur” Società Cooperativa Agricola; Galliano Pasetto, patròn del Ristorante “Da Aldo”.

Argomenti di confronto e Relatori

  • I vantaggi  nel rafforzare le iniziative locali di tipo partecipativo.  – Dott. Lorenzo Ambrosi
  • l’importanza dei prodotti sottoposti a regole di controllo certificate rivolta a nuove aperture di mercato  – Cristiana Furiani
  • Giovani e prospettive turistico-rurale  - Arch.  Alessandro Bertin
  • Metodologia d’indagine: Comitato scientifico e studi d’approfondimento – Dott. Enzo Gambin
  • Diffusione promozionale: le Consortie enogastronomiche – Dott. Mario Santagiuliana
  • Alimentazione, prevenzione, Benessere: l'importanza del Radicchio - Dott. Alessia Formigari
  • Nuove potenzialità di mercato legate alla produzione Rasicchio. Il  rispetto del territorio – Dott. Paolo Ugo Braggio

 

 

 

 

 

 

 

Obbiettivi del progetto:

  • la tavola rotonda del 20 febbraio vuole stimolare ed approfondire la conoscenza e l’importanza del prodotto per soddisfare la richiesta di nuovi mercati tutt’oggi sottovalutati ma che la crisi economica attuale ci invita a rivalutare con iniziative e programmi economici innovativi diversi;
  • creare una cultura alimentare con finalità e studio di salutare benessere e bellezza con il prodotto “Radicchio Rosso di Verona”
  • creare una rete di contatto e di studio progettuale tra i Comuni produttori del “Radicchio Verona IGP” creare un osservatorio gastronomico alternativo che abbia come obiettivo la divulgazione della ricchezza storica e culturale del territorio veneto;
  • attuare una compartecipazione tra le istituzioni delegate all’igiene alimentare, le attività agricole, artigianali commerciali e di ricezione turistico- gastronomica del Veneto per una completa divulgazione dell’importanza della sana alimentazione e benessere estetico e fisico quale nuovo percorso di vita
  • Consolidare la collaborazione con l’ass.ne F.I.C.E Italia e C.E.U.C.O. Europa al fine di promuovere convegni nei luoghi deputati al prestigio dell’alta gastronomia nazionale esaltando tutti i prodotti IGP locali che possono portare valore aggiunto al nostro Radicchio Rosso Verona IGP;

 

Brevissimo cenno introduttivo, con il plauso ai convenuti da parte di Andrea Gennari, Sindaco di Casaleone, e dell’organizzatrice Enrica Claudia De Fanti, presidente di Pro Loco Carpanea, che ha sottolineata “ nell’assetto della differenziazione ‘alta qualità’ del Radicchio IGP, la irrinunciabile importanza di un approfondimento annuale sulle problematiche inerenti al comparto”. Una piattaforma di confronto oltremodo interessante, fitta di spunti ed opinioni che indagano l’esperienza diretta dei relatori. Un cenno meritorio a Francesco Occhi, mediatore del confronto nonché delegato sia in veste di vicepresidente del sodalizio Pro Loco del Basso Veronese, sia in rappresentanza di CereaBanca 1897.

 

 

 L’intervento di Francesco Occhi, di cui riportiamo i passaggi in replica per alcuni degli interventi in sequenza, si è rivelato, di volta in volta, il tassello interstiziale ad una più chiara comprensione di un complesso quadro d’insieme, poiché, nel territorio, la ben radicata presenza del comparto Radicchio apre ad un parallelo collocarsi di realtà interagenti e, dunque, multifunzionali. Prima, la chiosa  alla relazione del presidente Ambrosi che ” apre ad uno spunto interessante, nel sottolineare la presenza insostituibile di un anello di giunzione tra Pro Loco e residenti, nel rivalutare l’ importanza della cultura produttiva territoriale attraverso la conoscenza documentaria preesistente. Infatti, i prodotti (così affermò Mario Moretti) rappresentano la forza e l’orgoglio della Bassa”. Riallacciandosi all’ intervento dell’imprenditrice legnaghese Cristiana Furiani “ nel passaggio epocale di una ben salda percezione della ‘storica memoria’ , s’innesta la necessaria ottica di sondare nuove aperture di mercato: esempio ben rappresentato dalla realtà Geofur la cui strategia gestionale corrisponde significativamente con il vecchio detto ‘ogni paese ha la sua pietra, ogni pietra ha la sua storia’. Ricordiamolo, in questa sede: nell’intero territorio Veronese, ad oggi, si assommano ben 55 prodotti certificati, tra DOC, IGP e DOP”. Occhi, a concludere, indica il necessario strumento nel criterio esplorativo di una piattaforma scientifica che vagli una panoramica  di netto approfondimento sull’evoluzione del comparto, dall’entrata in vigore del Disciplinare di certificazione e verso il futuro  – a riprendere l’auspicio del presidente Gambin – “ (comitato scientifico) che indichi un  tracciato da compiere ‘per gradus’, per potere sondare la multipotenzialità del Radicchio nel novero delle colture della Bassa…Circa quest’ambito d’indagine, territorio tuttora pressoché inesplorato”.   

 

Lorenzo Ambrosi, presidente Consorzio di Tutela Radicchio Rosso Verona IGP: “Il Consorzio per la tutela del Radicchio Rosso Verona nasce nel 2002; nel 2009 viene approvato il disciplinare di produzione che attribuisce l’IGP al Radicchio Rosso Verona, la cui di produzione abbraccia 41 Comuni della Bassa Veronese, e specificandone, tra i diversi requisiti protocollari, le varietà ammesse dalla Comunità Europea. Nel gennaio 2010 inizia la commercializzazione del Radicchio Rosso Verona IGP…Un iter complesso, con lenti, difficili passaggi, in aggiunta ad una crisi generale che attanaglia anche il settore primario…In quest’ambito, ad esempio, vorrei sottolineare l’indice in ribasso circa la richiesta per il Radicchio certificato da parte della GDO, votata a campagne di pezzi ampiamente promozionali che favoriscono la varietà semilungo rispetto al certificato IGP. Non l’unica ma una determinante concausa che porterà, nel 2011, alla firma di un protocollo d’intesa, con l’avvallo della Regione Veneto: nasce il Super Consorzio dei Radicchi Veneti, sottoscritto dai presidenti di tre consorzi di tutela Igp (il capofila è il Consorzio di tutela Radicchio Rosso di Treviso e variegato di Castelfranco IGP, affiancato dal Consorzio del Radicchio di Verona IGP e dal Consorzio di tutela del Radicchio di Chioggia IGP) . Il solo esempio aggregativo, ad oggi, a livello europeo, il Super Consorzio è un modello di sinergia aggregativa straordinario, lungimirante e anti crisi che aprirà la via alla costituzione di una realtà di ‘secondo livello’, nominata Consorzio di tutela dei radicchi Veneti: per un nuovo modo di approcciare il mercato anche grazie alla gestione di agenti vigilatori e di monitorati controlli sul rispetto dei nostri marchi di indicazione Geografica Protetta. Strategie necessarie poiché, a quasi quattro anni dall’entrata in vigore del Disciplinare dell’IGP, resta pressoché ignorata la disposizione di legge che imponeva ai produttori di radicchio Rosso, a partire dal 1° agosto del 2008, di vendere solo Radicchio di Verona IGP. In breve: la forza sta nell’aggregazione. Unendoci, si dividono i costi d’impresa: minore il rischio, maggiore il ricavo. Criterio primo di una filosofia di diffusione a 360° (in cui si inserisce, a buon merito, anche il percorso ‘Radicchio d’Argento’) finalizzata a promuovere e  tutelare il prodotto IGP”. 

 

    Cristiana Furiani, responsabile marketing Soc. Coop Agricola Geofur: “In tutta la provincia di Verona esiste una sola azienda agricola in grado di produrre, confezionare e commercializzare il radicchio di Verona IGP: Geofur, Società Cooperativa Agricola, con sede a S. Vito di Legnago, specializzata nella lavorazione di diverse tipologie di radicchio per 12 mesi l'anno.  

Geofur, azienda che rappresento commercialmente, nasce nel 1970 da una piccola realtà agricola, familiarmente condotta e portata avanti da mio padre Rodolfo (tuttora alla direzione, e affiancato dal figlio): si inizia a diffondere, in quegli anni, la coltivazione del radicchio. Avviata la procedura ed ottenuto l’IGP (2008),  l’anno seguente abbiamo avviata la commercializzazione del prodotto certificato. In parallelo, si è deciso di continuare ad implementare, con opportune strategie marketing, il valore intrinseco di una coltura a denominazione geografica protetta che indica l’enorme potenziale del Radicchio Verona IGP. Ciò riporta non solo una grandissima valenza che punta a mantenere l’alta qualità del prodotto certificato, anche con l’auspicato supporto di centri di osservazione che mettano in essere appositi studi di settore. Per ottimizzare il conseguimento di sempre maggiori traguardi e nell’ottica di una proiezione lungimirante, attendo fiduciosa il concretizzarsi di una più dinamica aggregazione, quell’interagire fattivo di cui dovrebbe farsi principale promotore il Consorzio di tutela medesimo. Infatti, riuscire a coinvolgere nella procedura per il conseguimento della IGP quanti più numerosi tra gli imprenditori associati, resta condizione irrinunciabile per la crescita e non solo per un equilibrato ripartirsi di costi gestionali per l’IGP (che, peraltro spetterebbero al Consorzio) e dei quali, fino ad oggi, sono l’unica a farmi carico ( pubblicità su stampa specializzata; campagne promozionali…). Sottolineo, a questo riguardo, come, pur non facendo Geofur parte del Consorzio, sia in realtà l’unica ragione imprenditoriale a possedere tutti i requisiti per produrre, confezionare e commercializzare il Radicchio Verona IGP. Gettare le basi, per rinsaldare la crescita della fattività produttiva del prodotto IGP, grazie ad un vero sistema a rete; partecipare come questa sera a scambi di vedute ‘brain storming’; assicurare la presenza della Geofur ad eventi fieristici internazionali. Ad esempio, ricordo con grande soddisfazione l’appena concluso Fruit Logistica di Berlino, dove la nostra azienda ha affiancati, al packaging tradizionale nuovi formati  (minicolli) per consentire al fruitore di apprezzare, oltre al Rosso Verona IGP, altre varietà di prodotto. 

Infine, esaminerei l’importanza fondamentale per una campagna di diffusione promossa da Pro Loco, Uffici Turistici, con il supporto fattivo degli enti di riferimento (GAL). Geofur si rivolge con fiducia al futuro, a fronte di un cospicuo investimento in nuovi impianti (fotovoltaici) e della conquista di ulteriori primati certificativi (IFS/Global; GAP/Os). Desidero, inoltre, in questa sede di confronto, sollecitare l’istituzione di un organismo di studio collegiale per stime e valutazioni circa nuove aperture di mercato. Il valore aggiunto che contraddistingue la strategia operativa Geofur, nonostante la crisi fiacchi soprattutto il mercato interno (il 50% del nostro lavorato entra nel canale di vendita GDO), viene a configurarsi nell’orbita di una realtà imprenditoriale multidirezionale: contraddistinta, anzitutto, sia dall’adottare innovative procedure di lavorazione, secondo il pieno rispetto sia delle norme igienico – ambientali, sia per l’ ambito sicurezza e tutela degli addetti. Concludendo: giungere al sistema consociato, assicura, alla produzione IGP di marcare l’obiettivo. L’incremento di fatturato inerente al comparto porterebbe ad un maggiore volume d’affari, con ricadute positive ad ampio spettro: sia nell’export sia nel mercato interno: allargando, di conseguenza, raggio occupazionale (sul coefficiente provinciale) e potere d’acquisto a livello dell’economia locale”.   

 

     Arch. Alessandro Bertin, responsabile territoriale TriVeneto per Ente Nazionale Guide Equestri Ambientali:“ La passione per i cavalli è stato il gap che mi ha portato ad interessarmi di turismo equestre: un ambito di estrema importanza nel ‘corpo’ del microturismo. Il crescente favore degli utenti, sempre più numerosi, che si rivolgono al Turismo Rurale può attribuirsi ad una rosa di fattori. Premessa: la crisi che stiamo attraversando da un quinquennio  è epocale e soltanto pari alla profonda trasformazione dei ruoli riflessa dalla rivoluzione industriale.  Esaminiamo alcune caratteristiche dell’andamento economico: negli ultimi cinque anni  ( default LehmanBros; JP Morgan, nda)  la Borsa ha registrato uno storico crollo ( – 81%). Il Turismo Rurale rappresenta una enorme risorsa con molteplici opportunità. Dal primo Duemila ad oggi, la proiezione sul decennio riporta un trend di crescita pari al + 830%; e, per  il segmento quinquennale del + 900%. La risultante in percentuale, espressa per difetto, indica il + 1000%... Il grande consenso ottenuto dal Turismo Equestre  configura, nell’orbita tracciata dalle attività relate al microturismo, il saldo collocarsi di  un orientamento sviluppatosi ad ampio raggio nell’arco di poco più di un decennio (anni ’90): quel ricongiungimento alla natura sancito dal  ritorno alla campagna che si colloca in controtendenza rispetto il fenomeno dell’urbanesimo che negli anni ‘60 colpi la quasi globalità della dimensione rurale, decretandone l’abbandono massivo. Perché, dunque, questo ritorno alle origini? Nel tormentoso  frangente storico si  connota il pulsante desiderio di usufruire di una dimensione incontaminata, che offra bellezze naturali, rispetto per l’ambiente e il contatto, espresso dal feeling nato dalla stretta relazione con gli animali, i veri compagni dell’uomo che, in quest’ambito, esprimono un alto potenziale di affidabilità, oltre che di libertà. Dal punto di vista sociobiologico tutte queste caratteristiche  sarebbero la molla, lo start up dell’attrazione dell’uomo per il contesto e le forme naturali.  La campagna porta cadenze costanti semplici ineluttabili e viene incontro all’uomo : oggi più che mai desideroso di certezze, sicurezza, serenità, pace.    Il Turismo Equestre diviene in tal senso l’occasione più indicata  per entrare in sintonia con gli animali. Il cavallo assomma alla bellezza e all’abilità di prestazione, doti di fedeltà, di sincerità espressiva non manipolabile, di purezza. L’uomo stretto dalla crisi ama la campagna dove ritrovarsi in una dimensione di armonioso equilibrio (l’incedere stagionale sul paesaggio) e verità. Circa l’importanza della promozione d’offerta generalmente espressa dal microturismo, consentitemi una sintesi - metafora. Lowe inventa il pc (1981), Bill Gates usa il prodotto, Mark Zuckerberg con Facebook apre all’era della veicolazione con un sistema di social network. Il computer, resta il prodotto ( nel caso di questa Tavola, è dunque il radicchio). La festa a tema  che esalta il prodotto Radicchio corrisponde al browser Windows . In quest’era di relazioni su piattaforma sociale, gli uffici turistici in genere svolgono  funzione  a mo’ di Facebook, pubblicizzando in rete la vasta gamma di pacchetti in offerta per i diversi target d’utenza… Nell’ambito microturistico la rete internet, con l’insieme dei social – networks  e i siti web costituiscono per il potenziale turista uno straordinario mezzo per reperire informazioni e acquistare prodotti in tempo reale, per chi gestisce la destinazione uno strumento di comunicazione e di promo-commercializzazione imprescindibile, in grado di abbattere distanze, costi, tempi. Incentivandone la fidelizzazione…Tutto ciò per  insistere sul potenziale di squadra, espresso dalla rete…Il prodotto, se rimane a sé stante,  non fa più utili. Anzi, finisce per divenire obsoleto.  Ad esempio la catena di vendita tradizionale è quasi del tutto scomparsa, di fronte l’espandersi  a tappeto dei centri commerciali. Facebook nel 2012 ha riportato un utile di 3,7 miliardi di dollari, grazie al flusso interagente dei contatti. Questo slancio potrebbe essere il gap da afferrare senza indugi da parte di Pro Loco Enti e Gal: ne è testimone quel +  900%, espressosi dal 2008 ad oggi… L’offerta di servizi in espansione,  per il fruitore (che non può e non deve esulare  dal rispetto dell’ ambiente con le sue aree protette,  e, quindi, degli animali e delle strutture che non solo lo popolano ma ne caratterizzano il profilo….Il motore del successo da portare a compimento, per noi e le generazioni a venire, sta nella proiezione di quel metaforico  salto in avanti  che superati i campanilismi vuole significare: Osatei volervi bene, nel promuovervi, nel fare rete.  Quattro feste a tema analogo, in quattro giorni a strettissima rotazione e nel raggio di venti chilometri…Sono troppe: oltre che dispersive, per impegno di presenza e sforzi organizzativi. L’unione fa sistema, e premia… Le enclavi chiuse non resistono a lungo. Nelle vicinanze di Villa Bartolomea, Spilimbecco è l’esempio principe dell’interagire  tra ragione storica, urbanistica e pulsante attività degli Enti locali. Concludo, riprendendo l’importanza del net per la diffusione a tutto campo dei  piani di sviluppo sulla ruralità: solo così si apre a quel promettente futuro in rete dove troviamo chiara sintesi di apposite strategie  e innovazione ( nel mio specifico, lo ‘start up’ delle guide equestri). 

   La ricchezza del territorio, ripeto, offre al microturismo una gamma infinita di possibilità. Nel Turismo Equestre, la presenza di Ippovie certificate (diversi i livelli) e tracciati pet-therapy sono solo due tra i molti esempi. Sulla agenda ENGEA, la serata del mercoledì  prevede il momento conviviale dell’Equicena, una ragione in più per scambi di vedute e progetti, nel segno di una bella passione: oltre un centinaio gli operatori aderenti  al programma, tra titolari e gestori di ristoranti locande agriturismi. Inoltre, segnalo il nostro aggiornamento mensile, un calendario, l’unico della Regione Veneto, aggiornato su itinerari ed eventi legati al trekking”. 

 

Enzo Gambin – Direttore AIPO Verona – “ Come già noto, la coltura del comparto principia negli anni ’70. Ripercorrendo le tappe di un percorso travagliato, ammasso di ritardi e fumose sospensioni di procedura, l’anno 1995  inizia la crociata per la denominazione,  iter inesplorato per un quinquennio (2003): in concomitanza, la nascita del Consorzio di tutela del Radicchio Rosso Verona (2002). I tempi incalzano, stretti dal cambio di rotta deciso dall’andamento critico del mercato. Dopo 14 anni, raggiungiamo il  traguardo ‘documentale’, con la pubblicazione del già approvato Disciplinare ( Febbraio 2009)…Ma, oltre la memoria storica, oltre quei riferimenti di ricerca presentati a suo tempo da Mario Moretti e che, oggi, sono ovviamente obsoleti, dobbiamo affiancare alla ‘letteratura’ la ricerca di studi ben più calati nella cruda realtà della nostra attuale dimensione storica. La crisi permane e porta alla necessità inderogabile –di cui si fa portavoce questo Convegno – di  aprire finalmente un nuovo capitolo d’indagine, da affrontarsi con assoluta determinazione e serietà di metodo… Per evadere un’unica domanda: l’importanza tangibilmente espressa da una coltura, quei 100mila quintali di prodotto IGP, quanto potrebbero valere in moneta? E, conseguenza logica,  che peso ha, in termini di schietta concretezza, il nostro territorio? Fino ad oggi, tali  coefficienti di stima  non compaiono in  nessun protocollo…Questa sera, nell’occasione di questa interessante occasione di confronto, nasce un nuovo modello di storia, che richiede criteri  metodologici ben comprovabili. Si istituisca, quindi, un Comitato scientifico tramite osservatori qualificati che intraprendano e relazionino ufficialmente studi di settore annuali. Gli strumenti di lavoro siano i parametri effettivi, le statistiche comprovate…Da qui rinasce il vero punto di forza, nella tutela scientifica del nostro territorio e dell’IGP”. 

 Dott. Mario Santagiuliana, presidente Confraternite Enogastronomiche: ”Anche questa IX edizione del Concorso ‘Radicchio d’Argento’ rivela una sapiente regia organizzativa che premia quanti hanno inteso offrire il sostegno necessario alla nuova veste annuale di questa bella kermesse, ricca di un corollario di eventi che, ancor più nel frangente della crisi, ritemprano lo spirito ma che anzitutto creano aggregazione e lavoro, quindi sottolineandone l’irrinunciabilità. Sono questi i componenti chiave del contribuire in modo determinante a rinsaldare strategie mirate, secondo un’ottica a tutto campo intesa alla salvaguardia storica delle Terre di Sotto. Strategie ovviamente innovative ma desunte nel pieno rispetto per le testimonianze tangibili del fecondo evolversi della cultura Basso Veronese: proteggendo un ambito già custode del lascito artistico ma che si fa promotore dell’imprenditoria (e non solo agricola), pronto ad investire per dare nuovo impulso alle radici della tradizione enogastronomica e rivolto, con intraprendenza entusiasta, a cogliere le opportunità nel campo ricettivo per il tempo libero. Questi sono i sentieri da continuare a percorrere e condividere, coinvolgendo le Autorità e i rappresentanti di Enti, Associazioni, Confraternite, tramite una capillarità d’informazione multicanale che ne diffonda l’intrinseco valore…Vorrei concludere questa riflessione, con un suggerimento strategico (posto già in atto dalla nostra affiliata Confraternita del Baccalà alla Vicentina): contrassegnare come seguaci-promotori del tracciato ‘Radicchio d’Argento quelli, tra i punti di ristoro e di accoglienza – agriturismi, locande, B&B…) che si rendano disponibili a seguirne le fasi di programmazione, con un piccolo contributo segnaletico che comparirà anche su appositi mappali segnaletici, distribuiti agli enti di interesse turistico: apporre, all’ingresso della ragione commerciale, una targa, con l’emblema del Radicchio d’Argento – sull’esempio  degli ‘itinerari del gusto’, vanto di molti Paesi europei - .”.  

Maurizio Santini, Gran Cerimoniere Confraternita ‘Turtél Sguasaròt’:“ Ringrazio Mario Ssantagiuliana per avermi invitato, in questa sede, a testimone per sottolineare l’importanza di offrire una completa tracciabilità di percorso del nostro ‘Turtél’. La Confraternita che vengo a rappresentare, costituitasi nel marzo del 2008, dopo almeno due anni di studi, ha individuato la ricetta tipica del ‘Turtél Sguasaròl’, preparazione diffusa in cinque Comuni del Basso Mantovano – Borgofranco sul Po, Carbonara Po, Felonica, Sermide e Magnacavallo –. Tale scoperta indica il lascito di quasi 5 secoli di storia, iniziato a metà ‘600 alla corte dei Gonzaga: la formula preparatoria del ‘Turtél Sguasaròt’ si deve alla perizia del cuoco di corte, il bolognese Bartolomeo Stefani. Cinque gli ingredienti tipici di base: i fagioli borlotti, le castagne secche, la mostarda locale, per il ripieno; il vino cotto e la conserva di prugne, maturate ad agosto, per “l’impearada”. Per la Confraternita inizia la fase degli attestati ufficiali: dapprima, l’inserimento, da parte dell’Accademia della Cucina Italiana, nel Ricettario Tipico Regionale, e, a seguire, su richiesta della Provincia di Mantova, giunge la patente di Prodotto Tipico Mantovano. La ricetta ufficiale è stata inviata sia a tutti i ristoranti, sia alle gastronomie del comprensorio delineato dai cinque Comuni, allo scopo di istituire un vero “Itinerario dal Turtel”, con la certificazione di autenticità per quei locali che adotteranno le indicazioni ufficiali per la preparazione del piatto. Oltre alla Confraternita, che ha gestito le fasi di selezione nei vari Comuni, i promotori di questa edizione del Concorso sono state i delegati delle Pro Loco e, in affianco, il periodico  territoriale Sermidiana, organo di diffusione degli eventi relati a questo tracciato del gusto”.

Dott. Alessia Formigari, biologa : “ Vorrei segnalare l’importanza di un prospetto diffuso su rete dal Ministero della Salute, circa le caratteristiche delle varietà ortofrutticole. Breve cenno alla nomenclatura: 5 gruppi  strutturati, contraddistinti da altrettanti colori a cui si riferisce uno specifico gruppo di alimenti ortofrutticoli. Ciascun gruppo, con specifiche caratteristiche che ne sottolineano l’individualità tipologica ma tutti e 5 con un comune denominatore: una forte proprietà anti ossidante rilasciata dalle componenti vitaminiche e minerali. Dei cinque insiemi: giallo/arancio, bianco, blu/viola, rosso e verde, esamineremo, quindi, il gruppo blu/viola cui appartiene anche il nostro Radicchio. Scoprendo ‘perché è rosso’…Gli associati al gruppo blu-viola (melanzane, radicchio, fichi, frutti di bosco, prugne, uva nera) ritengono alcune sostanze importanti per la visione, la struttura dei capillari sanguigni e la funzione urinaria. I composti ad azione protettiva di questo gruppo sono quei phytochemicals con elevato potere antiossidante: le antocianine. Anche questi vegetali sono ricchi di fibra; i frutti di bosco, in particolare, contengono fibra solubile bilancia dell’assorbimento degli altri nutrienti e che diventa nutrimento per la flora microbica intestinale dalla quale è poi trasformata in acidi grassi a catena corta, importanti per una regolare funzione intestinale. Nel nostro specifico, per il radicchio Rosso, recenti studi di settore (agd.nl) rilevano una componente  antiossidante  ben più elevata rispetto ai prodotti ortofrutticoli di cui sono già note analoghe proprietà, quali mirtilli e spinaci. Il rapporto su scala specifica porta al radicchio 3.536 punti per 100 grammi. Un gruppo di ricercatori italiani dell’università di Urbino ha condotto un'indagine sulle proprietà salutari del Radicchio rosso, posto a confronto con uvetta (1.026 punti "antiossidanti" ogni 50 g), mirtilli (1.740 punti), fragole (1.170), susine (626), e spinaci (1.290). Il radicchio ha mantenuto il punteggio più alto, con 1.768 punti "antiossidanti" ogni 50 g. Il medesimo rapporto di studio indica come, per l’aggiunta di 100 g di radicchio in una comune insalata, la "bomba di salute"  salga a 3.536 punti ORAC (acronimo per Oxygen Radical Absorbance Capacity), il coefficiente di valutazione per calcolare il potere di neutralizzare le sostanze nocive alle cellule del corpo, e dallo stesso prodotte: sostanze potenzialmente apportatrici di disfunzioni cardiache, e di patologie quali diabete e cancro. Tornando al valore salutistico del  Radicchio, eccellente se gustato crudo, con un filo d’olio d’oliva extravergine, veicola, grazie alla presenza di molecola ‘grassa’ (gli acidi oleico, linoleico e palmitico) l’assorbimento delle vitamine. Inoltre, preparato in decotto, il Radicchio Rosso è un efficace coadiuvante terapeutico contro forme acneiche, piaghe e ferite in genere, nonché in caso di incipiente calvizie. Le molecole di calcio e ferro rafforzano il metabolismo osseo; infine, il triptofano, offre una benefica difesa nei disturbi legati all’insonnia”.  

Dott. Paolo Ugo Braggio, presidente Associazione Italiana Dottori Agronomi e Forestali, sede di Verona: " L’occasione di questo Convegno è quanto mai propizia per accennare, in primis, alla multifunzionalità in agricoltura e, conseguentemente, al necessario intervento per salvaguardare, con opportune procedure l'uso del suolo. Circa la già da tempo operativa multifunzionalità, va sottolineata la significativa graduale apertura dell'agricoltura verso una strategia che intende comunque collocarsi in un più allargato raggio d’azione, interessando l’attività degli ambiti sociali e culturali e, dunque, suscitando un interesse di sempre più vasta portata che, fino a pochi anni fa, si sarebbe rivelato impensabile per il mondo agricolo.    Ciò che mi pare sia importante, riguarda il favorire la diffusione delle innovazioni in atto nel mondo agricolo. Necessita, quindi, il necessario riconoscimento da parte della opinione pubblica e delle Amministrazioni locali, in riferimento al nuovo ruolo dell'agricoltura e degli agricoltori, non solo per la produzione di derrate alimentari di qualità, ma anche per l’ambito dell’agriturismo didattico – di chi mi interesso da lungo tempo, in veste di docente presso l’Università Libera di Verona età, nonché quale ‘guida’ per gruppi di ogni fascia d’età, offrendo percorsi che, dall’incipit di fonte letteraria, culminano in ‘full immersion’ agri esplorativa per ritrovare confronti e nuova ispirazione nelle bellezze del territorio). Tra cultura dell’arte, storia del territorio, tempo libero, e ambiente. L'agricoltore collabora a prevenire dissesti idrogeologici, è vicino alle Amministrazioni locali, ai Consorzi, di bonifica, fornendo con proprie attrezzature, servizi quali prevenzioni erosioni, pulizia dei fossi, sgombraneve, potatura siepi lungo le strade di campagna…evidentemente su adeguati incarichi. Al riguardo, rilevanti some di denaro sono spese per creare vasche di espansione in pianura, con svalutazione dei suoli. D’altro canto, non si incentiva né si agevola la permanenza degli agricoltori in montagna, attribuendo loro un’importante (e a giusta mercede) funzione di vigilanza, nel ruolo fattivo di sentinelle del territorio).  Il tutto viene previsto nel Decreto legislativo n. 228 del 18 maggio del 2001,che, in attuazione della legge sull'orientamento, individua una nuova configurazione giuridica funzionale dell'impresa agricola. Per tale Decreto, le attività le attività principali dell'impresa agraria, sono " dirette alla cura, allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria a tale ciclo, che utilizzano il fondo, il bosco, o le acque dolci salmastre e marine e quelle connesse "alla manipolazione, trasformazione, commercializzazione di prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo del bosco o dell'allevamento di animali nonché le attività dirette alla fornitura di beni o servizi, incluse quelle intese alla valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale forestale, con lo sviluppo rispettoso delle attività ricettive (ospitalità". USO CORRETTO DEL SUOLO. "Ulteriore aspetto di importante attualità riguarda l'uso eccessivo del suolo per nuova viabilità ed edificabilità. Andrebbero informati i preposti ai piani regolatori che, un conto è parlare di terreno e un altro è parlare di suolo fertile, che raggiunge la capacità a produrre a fronte di decenni. Il suolo fertile è la fabbrica della vita. Occorre divulgare il termine recuperare, ripristinareLo sviluppo delle popolazioni future richiederà sempre più cibi di alto valore biologico: potranno verificarsi carenze alimentari per la scarsità dei terreni (in Africa, in Brasile.. i paesi ricchi acquistano grandi superfici di aree incolte, terreni ove ancora oggi costano molto poco. Pensando che tra 6/7 anni gli abitanti del Pianeta potranno giungere a 9 miliardi, tale prospettiva induce all'impegno dei Dottori agronomi e Dottori forestali, con gli iscritti alla Fidaf, a divenire essi stessi divulgatori di sviluppo sostenibile, di regolarizzazione dell'uso del suolo, intervenendo in quelle sedi ove i comuni con i piani regolatori, operano decisioni importanti di interesse territoriale; cosi come nelle commissioni edilizie…Sensibilizzando là dove possibile anche altre categorie professionali (ingegneri, architetti, Geologi Periti Agrari, Agrotecnici, Geometri). Diffondendo voce e testimonianza circa l’effettiva conquista portava avanti, con assoluta determinazione dal mondo agricolo, sia pure ‘per gradus’ dovuti a stallo burocratico, intendo sottolineare di questo passaggio l’aggiornamento, motore primo di una strategia intesa alla concreta applicazione della multifunzionalità per l'agricoltura. ‘Condicio sine qua non’, che tale prospettiva applicata al criterio della multifunzionalità venga realizzata nel modo migliore: nel rispetto del territorio e delle risorse ambientali. Con tale enunciato, resta imprescindibile la funzione di ‘sentinelle del territorio’ da estendersi a specifici figure professionali (Agronomi, Forestali, Dottori in Agraria) in grado di sostenere e collaborare a fianco degli agricoltori: osservando i concertamenti del DdL n.228 del 18 maggio 2001,che, in attuazione della legge sull'orientamento, focalizza una nuova configurazione giuridica funzionale dell'impresa agricola. In tale Decreto, viene precisato che rientrano tra le attività agrituristiche "l'organizzazione di attività ricreative, culturali e didattiche, di pratica sportiva, escursionistiche e di ippoturismo, finalizzate ad una migliore conoscenza del territorio, nonché la degustazione dei prodotti aziendali, compresa la mescita del vino. La Legge di orientamento, recependo il concetto di agricoltura multifunzionale, delinea una impresa agraria che pur restando ancorata al settore agricolo, può realizzare attività che sconfinano nei settori industriale e/o terziario. L'impresa che gestisce un'azienda agraria multifunzionale diventa multi-settoriale. La multifunzionalità rappresenta una opportunità economica per le aziende, anche motivando i giovani a rimanere nell'agricoltura, ricercando di tradurre tali funzioni in forme di remunerazione che consentano la sostenibilità economica del settore, tramite la fornitura di servizi, richiesta questa in continua crescita per maggiore tempo libero di parte della popolazione. Il rapporto poi con il territorio, richiama l'agricoltura in modo sempre più chiaro, a svolgere sempre direttamente un’opera di salvaguardia e gestione delle risorse, quali l'acqua, il suolo, e la vegetazione. Concludendo, la multifunzionalità del territorio agricolo e rurale, può assommare 4 funzioni: produttiva, ambientale, paesaggistica, ricreativa. Pertanto, l'Agricoltore moderno, diviene sentinella del territorio, deve poter essere riconosciuto dai Comuni, con cui trova a collaborare, per eseguire interventi sull'ambiente, per migliorare il paesaggio, per prevenire erosioni del suolo, disboscamenti".  

Caterina Berardi                                                                                         (Riproduzione Riservata)



Pubblicato in data 09/03/2013