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Territorio

"Moda & Bellezza al Museo" : "Frammenti di Luna" 2012

Domenica 18 marzo 2012, ore 17.00. Fondazione Museo Fioroni, Legnago.

le mini-sculture gioiello di Elena Migliorisi 

 

Circolo L.O.D.I. Arte e Cultura

 

Organizzazione: Enrica Claudia De Fanti (Segreteria Circolo L.O.D.I. Arte e Cultura) e Jerry Brighenti, titolare “Fashion One” – Agenzia Moda e Spettacolo – Sanguinetto.

 

Evento novità, per la prima volta nell'elegante cornice del Fioroni - e in contemporanea alla mostra fotografica "Golem I° “ - seconda edizione della Biennale d'Arte e Cultura promossa dal Circolo L..O.D.I - dedicato al connubbio tra Arte Moda e Bellezza... En énfilade, i vasti saloni a tema del magnifico palazzo tardo ottocentesco - lascito di Maria Fioroni alla città di Legnago quale polo di riferimento ideale per di arte cultura e, quindi, preservazione della storica tradizione locale - ospitano un inconsueto scenario, dove l'aspettativa del pubblico, sempre numeroso, collima nel backstage con l'emozione dell' organizzatrice, la versatile e talentuosa Enrica Claudia De Fanti, e delle bellissime modelle dell'agenzia Fashion One. Dopo il benvenuto del Vice-Direttore della Fondazione, Laura Tognetti - e per il Circolo L.O.D.I., Enrica Claudia De Fanti -, volto a sottilineare l'importanza di una manifestazione che incede alla multimedialità tra Bellezza ed immagine, e mentre ci accoglie la nota 'swing' del mitico, instancabile sax di Marco Remondini, il debutto d'onore quale presentatrice di questa articolata kermesse va a Chiara Bottura, sceneggiatrice di successo ed allieva della prestigiosa Accademia Nazionale del Cinema a Bologna. Sensibile e puntuale, come di consueto, l'affabile Chiara ci introduce, passo passo, a fare capolino nel pulsante universo Moda...Sfilano le modelle, elegantissime, con movenze sensuali ed aggraziate che rivelano il segno di una professionalità organizzativa monitorata costantemente da ore ed ore di testing... Conoscere la bellezza ed imparare a farne tesoro. Nell' eredità senza orizzonti di quest' incontro, un caleidoscopio di sensazioni ed emozioni destinato a riproporsi con sempre crescente successo.

Conclusosi il défilé, Laura Tognetti inizia il percorso guidato alle sale museali della Fondazione. Un 'per gradus' di grandissimo interesse, seguito con attenta partecipazione da tutti i presenti... 

Il Museo della Fondazione Fioroni, preziosa testimonianza della passione e dell'impegno della sua promotrice, Maria Fioroni (1887-1970), si trova nel palazzo di famiglia, sito al centro di Legnago. Nella sede trovano ideale collocazione il Museo storico e archeologico, la Biblioteca civica e l'Archivio.

Il Museo storico si apre su due piani e offre al visitatore una ricca raccolta documentaria e di reperti del territorio legnaghese. Dalle armi bianche, alla ceramica medioevale, ad una cernita di documentazioni relative al secondo conflitto mondiale.

Al piano terra del palazzo si possono ammirare i cimeli, per buona parte di età risorgimentale, conservati con gli arredi d'epoca, in rispetto ai canoni di quell' ambientazione ottocentesca che la fondatrice aveva intesa per il museo. In una vasta sala sono disposte armi da fuoco e baionette. Con il prezioso accompagnamento sax del Maestro Remondini, entriamo nel Salottino Dorato ( altresì, Salotto dei Legnaghesi illustri): originali, gli eleganti arredi del '700 – dalle porcellane dipinte, ai mobili d'epoca – raccolti e disposti con amorosa cura da Maria Fioroni, suggeriscono come questo luminoso salotto fosse l' intimo conventuale della famiglia ... Alle pareti, una carrellata di ritratti di alcuni illustri concittadini: sulla destra, il musicista  Antonio Salieri -KappelMeister alla corte imperiale viennese -, lo storico dell'arte Giovan Battista Cavalcaselle. Sulla parete opposta, il cardinale Giacinto Placido Zurla e il poeta Giovanni Cotta, cui venne intitolato il Ginnasio-Liceo della città; e sulla piccola parete frontale, sovrastante lo splendido salottino Luigi XVI°, un pregevole arazzo eseguito (a modello di più antichi Gobelins) da Angiolina, sorella di Maria, che prediligeva inoltre dipingere su porcellana (magnifici, i servizi da thè e di piatti, conservati nelle vetrinette laterali...). Nel campo inferiore della scena dell'arazzo, lo stemma dei Fioroni. Nei medaglioni sopraporta, come già nella Sala Orientale, le effigie ad olio degli altri componenti la famiglia. Dopo Laura, Chiara Bottura torna ad introdurre l'esegesi della produzione del gioiello – design di Elena Migliorisi: due giovanissime vestali, custodi di un tempio senza porta né mura qual è la Bellezza, rivestite di lunga tunica azzurra (una nota caratteristica nei défilé curati dall'artista), sfilano tra il pubblico che ammira due eleganti pendenti in cartapesta pressata, impreziosita da patina argentea. La superficie goffrata sembra un frammento di meteorite o una valva di conchiglia per accogliere una madreperla o un' ametista... Le piccole basi a busto, poste sui tavolini da thé o da gioco, regalano la visione di monili  di squisita, inconsueta fattura (così tipica dell'unicità creativa): leggiadro ordito, la maglia di filamenti di cotone e ferro, viene arricchita da inserti in passamaneria che fanno risaltare lo sfavillio di pietre e cristalli. Procedendo oltre, incontriamo due modelle professioniste, in abiti da cocktail nero e rosso, che indossano i preziosi colliers in parure con gli orecchini a pendente realizzati da Elena Migliorisi. Su un tavolo di noce, la base di velluto nero pone ancor più in luce una preziosa collana a duplice fila di piccoli anelli, con inserto di pietre dure e chiusura di madreperla che trova ideale collocazione nello spazio raccolto del bel Salotto Verde, dove ben due secoli di storia locale si offrono ai nostri sguardi. Alle pareti, acquerelli, stampe, disegni, fotografie, raccontano la Legnago dell'Ottocento. I dipinti (copia di foto originali, conservate in Archivio) sono sequenze visive d'intensa drammaticità, nei dettagli delle terribili inondanzioni dell'Adige (la prima sezione di acquerelli, per la piena del 1868, si conclude con la serie che narra il devastante esondare del 1882). Un'ampia sequenza di immagini riporta la cronistoria dei bombardamenti da parte degli Alleati (1945) sulla città di Legnago: si trattò di una vera e propria coventrizzazione, poiché oltre il 70% degli edifici venne raso al suolo, apportando notevoli mutamenti all'assetto topografico territoriale. Così avvenne per la zona abitata circondante lo storico Torrione (in ordine visivo, l'area pre e post incursione aerea) che rimase da allora un monumento isolato, privo della originaria cinta di case a corona...E, ancora, il quadro al centro, indica le fasi della definitiva scomparsa del Santuario della Madonna della Salute, a Porto di Legnago... Procedendo, in itinere, un'ampia sala neomedievale accoglie numerosi esempi del vasto patrimonio di ceramiche legnaghesi del XV-XVI secolo, opera per lo più di botteghe locali. In massima parte, manufatti lavorati al tornio e graffiti con un numero esiguo realizzato a stampo.

Sempre a piano terra, la vastissima Sala Orientale con, alle pareti, panòplie di armi, trofei di caccia, ricordi di viaggi raccolti dalla famiglia Fioroni e provenienti dall'Africa e dall'Asia. Lo scalone a due rampe consente di accedere al piano superiore dove, oltrepassata la Sala della Moda, ricca di bellissimi abiti e costumi e divise, si accede alle stanze dedicate ai cimeli della storia risorgimentale (avvisi, proclami, bollettini di guerra, lettere autografe, medaglie, stampe, riguardanti le guerre per l'indipendenza italiana).

E' ora la volta della sala arredata in stile Impero con memorie del periodo napoleonico; a seguire, la sala con ricordi dei garibaldini legnaghesi e la camera da letto dell'albergo Paglia di Legnago dove, nel 1867, alloggiò lo stesso Giuseppe Garibaldi.  Alcune stanze, inoltre, ospitano documenti e cimeli delle guerre del Novecento. Commovente la visita alla sala dedicata al sacrificio della Divisione Acqui, sterminata dai nazisti a Cefalonia nel settembre 1943.

E, ancora, dopo la stanza che ospita una piccola collezione di armi bianche medievali recuperate dal fiume Adige a Legnago, un ultimo passaggio nel secretum dei ricordi di Maria Fioroni.

Il museo è corredato da un importante archivio storico e da una biblioteca specialistica. Vi ha inoltre trovato collocazione l'archivio storico municipale, ricco di fonti documentarie anteriori al 1930.

 Caterina Berardi

Pubblicato in data 18/04/2012