SABATO 25 SETTEMBRE 2021 00:16
 

Visioni future

"Vergine Giurata", storia vera sulle donne albanesi, rigore e forza di un esordio.

Laura Bispuri: "un film sulle gabbie invisibili che ci imprigionano"

Alba Rohrwacher, profonda trasformazione da donna a uomo. 

L’apprezzamento di una scelta

Esce nelle sale il 19 marzo “Vergine Giurata”, opera d’esordio nel lungometraggio di Laura Bispuri, regista romana, unico film italiano in concorso alla 65^ Berlinale. Ora anche chiamato al Tribeca Film Festival di New York.  Adesso Laura con queste referenze è diventata una artista conosciutissima, prima un po’ meno anche se proveniva da una esperienza notevole di cortometraggi e documentari con il conseguimento di altrettanti premi.  Ma di questa parte della sua carriera parleremo in una nota successiva.

Oggi è il momento di “Vergine Giurata”. Forse per Laura Bispuri c’erano già dei segni che facevano presagire un percorso fuori dagli schemi: ci sono figure internazionali nel film, c’è un interprete tedesco, in fase di  progetto il film era stato selezionato da alcuni importanti Atelier come Cannes, Jeanne Moreau, Roma, Venezia. A Berlino è stato considerato un ottimo esordio, tenuto conto delle firme presenti al Festival. All’uscita nei cinema ci sarà il parere del pubblico. Nel frattempo se ne continua a parlare, anche in rete.

Certamente la scelta di un’attrice come Alba Rohrwacher, che ha dimostrato una forza fisica e spirituale all’altezza di esprimere la doppia identità, ha fatto al momento la fortuna critica del film.     

La storia di “Vergine Giurata”: Hana Doda, per fuggire al destino di moglie e serva imposto alle donne nelle dure montagne dell'Albania, segue la guida dello zio e si appella alla legge arcaica del Kanun. Una legge che consente alle donne che giurano la loro verginità di imbracciare il fucile e di vivere e agire liberamente come un uomo. Per tutti Hana diviene Mark, Mark Doda.  Ma qualcosa di vivo pulsa e si agita sotto le nuove vesti. Quella scelta diviene la sua prigione. Quel luogo immenso improvvisamente le sta stretto. E’ così che Mark decide di intraprendere un viaggio a lungo rimandato. Lascia la sua terra, arriva in Italia e qui percorre un cammino che è un continuo e sottile attraversamento di due mondi diversi e lontani: Albania e Italia, passato e presente, maschile e femminile. Durante questo percorso Mark decide di riappropriarsi faticosamente del suo corpo. Sperimenta la vertigine del contatto con gli altri, ritrova persone care e amate che la vita gli aveva sottratto e si apre a una possibilità inattesa e proibita d'amore.  Mark riscopre Hana e finalmente ricompone le due anime che da anni popolano il suo corpo. Rinasce al mondo come creatura nuova, libera e completa. 

Chi sono le Vergini Giurate (BURNESHAT): alla donna che diventa vergine giurata viene riconosciuto il diritto di proclamarsi uomo, di comportarsi come tale e di acquisire tutti i diritti che il Kanun riserva esclusivamente agli uomini. Dell'esistenza di questo fenomeno si hanno testimonianze da almeno 200 anni. Oggi si contano un centinaio di vergini giurate, che abitano tra il Kosovo e le aree confinanti in Albania, mentre prima il fenomeno era sviluppato anche in Serbia, in Montenegro e in Bosnia. Per diventare una vergine giurata (Burnesha) la donna è obbligata alla totale astensione dalla vita sessuale. Si veste come gli uomini, poiché l'abbigliamento maschile viene visto come un elemento che legittima il giuramento della conversione fatto davanti a 12 uomini del villaggio. Dopo il giuramento la vergine assume un comportamento maschile, prende un nome da uomo, si arma, può fumare, bere e mangiare con gli uomini nella stanza dove alle donne non è permesso restare. Inoltre acquisisce il diritto di gestire, comprare e vendere proprietà, può partecipare alla guerra e alla vendetta tra i clan e ha pari diritti rispetto agli altri uomini. Ma non potrà mai contrarre matrimonio o stringere relazioni con nessuno dei due sessi. 

Chiariti gli importanti antefatti storici, il film si basa sul romanzo omonimo di Elvira Dones (Feltrinelli) che Laura Bispuri ha adattato con Francesca Manieri.  

        Le dichiarazioni della regista.

Al centro del film c’è la femminilità: “la femminilità, raccontata nelle sue mille dimensioni e contraddizioni, è il cuore di “Vergine giurata”. Ho scelto di raccontare il percorso di un essere umano profondamente diviso, assumendo tale complessità come punto d’ingresso nella storia stessa.”

La protagonista assume una doppia identità: “Con Hana/Mark passiamo costantemente la linea di una doppia identità, attraversando dimensioni temporali, storie, stati d’animo diversi. Nel seguire la storia di Hana/Mark, necessariamente frammentata, siamo però guidati da una continuità emotiva. “

Seguire lo sviluppo di un ruolo del genere: “Sono stata il più possibile vicino al mio personaggio e ho cercato di farlo essere vicino a noi. Ho lavorato per sottrazione, più che per addizione, scegliendo sempre un punto di vista specifico della macchina da presa, cercando di usare la forza di quell’angolo specifico. Volevo che fosse la poesia ad accompagnare la visione della storia; una poesia ruvida ma capace di commuovere. “

Il film è ispirato al romanzo di Elvira Dones ma Laura Bispuri vuole portarci oltre: ““Vergine giurata” racconta alcuni aspetti del Kanun, l’antica legge delle montagne albanesi. Un universo remoto, che il cinema non ha quasi mai raccontato, che ho scelto come simbolo di una condizione più generale. Ho lottato a lungo per fare questo film, spinta da un grande amore verso il personaggio di Hana/Mark e da un senso di responsabilità verso la storia che ho deciso di raccontare, una storia che è metafora del rapporto tra libertà femminile e mondo.”

A cura di Roberto Tirapelle

 

Vivo film Colorado Film  con Rai Cinema  in collaborazione con  Luce Cinecittà

VERGINE GIURATA (Italia/Svizzera/Germania/Albania/Kosovo, 2015), regia di Laura Bispuri.

Con Alba Rohrwacher; Lila Flonja; Lars Eidinger; Luan Jaha;  Bruno Shllaku; Ilire Celaj; piccola Hana e piccola Lila  Drenica e Dajana Selimaj; Emily Ferratello.  

Produttori: Marta Donzelli e Gregorio Paonessa, Maurizio Totti e Alessandro Usai, Dan Wechsler             Michael Weber e Viola Fügen, Sabina Kodra e Robert Budina.  Produttrice delegata: Serena Alfieri. Produttori associati:James Velaise, Alessio Lazzareschi, Jamal Zeinal Zade. 

Soggetto e sceneggiatura: Francesca Manieri e Laura Bispuri; fotografia Vladan Radovic;  montaggio     Carlotta Cristiani, Jacopo Quadri;  musiche originali Nando Di Cosimo; scenografia Ilaria Sadun;  costumi     Grazia Colombini; suono in presa diretta   Marc von Stürler;  montaggio del suono Daniela Bassani;  mixage     Denis Séchaud.  

 

Laura Bispuri

Figlia d'arte - nonno storico attrezzista del cinema italiano, padre studioso e critico di cinema - si Laurea in Lettere - Discipline dello spettacolo, ma la sua formazione artistica avviene sul campo, nel Laboratorio Fandango che frequenta per due anni e poi sul set di “Lavorare con lentezza” di Guido Chiesa. Dopo due cortometraggi video e un documentario la sua opera prima è il corto Un uomo indietro girato in 35mm che racimola partecipazioni e premi dovunque: Spagna, Cile, Francia (Clermont - Ferrand), Italia. Negli anni successivi realizza una serie di opere tutte riconosciute per il valore sociale ed artistico: Via del Pigneto, un documentario a soggetto, prodotto dalla Digital-Desk di P.G. Bellocchio e selezionato al Roma Film Festival; Vite Infortunate, presentato alla Protomoteca del Campidoglio, ha ricevuto un premio di distribuzione per il tema degli infortuni sul lavoro, ha partecipato al Festival Visioni italiane 2008 ed è stato selezionato per il Globo d'Oro; Nascita di un cinema, documentario commissionato da Giuseppe Piccioni, in occasione dell'apertura di un cinema di periferia. Del 2010 è invece Passing time, vincitore del David di Donatello nella sezione "Miglior Cortometraggio" e al Festival Arcipelago come miglior Cortometraggio Nazionale. Passing Time è stato anche selezionato tra uno degli otto cortometraggi più belli del mondo nell’ambito dello “Short Film Golden Night”, organizzato dall’ Académie des César di Parigi. . Con il suo cortometraggio, Biondina, Laura viene premiata con il Nastro d’Argento come “Talento emergente dell’anno”.  Il suo ultimo cortometraggio Salve Regina, il primo in 3D in Italia, è stato proiettato all’ultima edizione del BIF&ST nella sezione cortometraggi.

Pubblicato in data 06/03/2015