MARTEDÌ 21 SETTEMBRE 2021 06:53
 

Visioni future

A Verona, Museo di Catelvecchio e in Arena, per il "Requiem" verdiano

Igor Mitoraj. Un artista a tutto campo - da pittore e scultore, a scenografo -

 

Nella Dresda del dopoguerra, Mitoraj trascorre la sua adolescenza. Le immagine del Rinascimento che popolano i vecchi libri, suscitano in lui l’interesse per le belle arti. Non è semplice però coltivare questo tipo di interesse nella Polonia dell’epoca, dove invece è esclusivamente propagandata una “cultura ufficiale” in cui vi è l’esaltazione del lavoro socialista.


Le riproduzioni di opere impressioniste fungono per Mitoraj da guida e da stimolo. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico di Bielsko-Biala, a diciannove anni Igor inizia a studiare pittura iscrivendosi all’Accademia delle Belle Arti di Cracovia, sotto la guida del professor Tadeusz Kantor. Pittore importante, apprezzato in tutto il mondo per il suo teatro di avanguardia, Kantor non è restio a piegarsi ai “canoni ufficiali” ma, in contro tendenza, spinge i suoi studenti ad avvicinarsi agli artisti contemporanei : da Andy Warhol, Roy Lichtenstein, a Mario Merz e Yves Klein.

Durante gli anni Sessanta, Mitoraj si consacra esclusivamente alla pittura. Nel 1967, partecipa insieme ad altri artisti dell’Accademia di Cracovia ad una collettiva presso la galleria Krzysztofory.
Tadeusz Kantor consiglia a Mitoraj di lasciare la Polonia per ampliare la sua formazione culturale. Nel 1968, Mitoraj segue il suo consiglio e per la prima volta si reca a Parigi, dove frequenta i corsi dell’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi.  

Risale agli inizi degli anni Settanta, l’interesse dell’artista verso le antiche culture sudamericane. Desiderando approfondire questa attrazione,  Igor si reca in Messico, dove rimane per un anno intero, viaggiando, studiando l’arte azteca e vagliando le molteplici possibilità che potrebbero offrire nuovo respiro alla sua pittura, ben presto destinata a cedere al potere vibrante della scultura.
In particolar modo, nel 1976, Mitoraj scultore ottiene un gran successo con la sua prima personale presso la rinomata galleria La Hune a Parigi.  Nel suo atelier, lavora la terracotta e prepara la fusione in bronzo.

Diversi i riconoscimenti importanti, tra cui il Prix de la Sculpture de Montroug. Il Ministro della Cultura francese assegna all’artista un nuovo atelier a Montmartre, nel complesso del Bateau-Lavoir, celebre per aver ospitato numerosi artisti importanti, primo fra tutti Picasso.

Attratto più dalla cultura antica del Mediterraneo che dall’esperienza americana del ‘78, Igor si reca più volte in Grecia per studiare con cura il sublime mondo classico che non lascerà mai più il suo immaginario.  

 

(nella foto, Igor Mitoraj e il suo "Dedalo")


Nel 1979, è per la prima volta a Pietrasanta, situata non lontano dalle celebri cave del marmo di Carrara. Questa piccola cittadina che ha fornito buona parte del marmo impiegato per le opere di Michelangelo, affascina Mitoraj. Qui scopre il marmo, un materiale fondamentale per la scultura e mezzo ideale di espressione, e gli artigiani e la loro tecnica millenaria, da cui l’artista apprende il mestiere.

Vi torna sempre più spesso, fino ad aprire un proprio studio nel 1983, senza però abbandonare quello di Parigi, dividendo così il suo tempo tra queste due città. Nel 1986, accetta l’invito speciale a partecipare alla XLII Biennale di Venezia e realizza delle esposizioni personali in numerosi Paesi.

Il successo ottenuto consentirà di acquisire a Pietrasanta un grande atelier in cui realizzare le opere monumentali che restano il sigillo della produzione dell’artista.

Mitoraj, nel 1989, presenta per la prima volta le sue opere a New York presso la New York Accademy Of Art, ottenendo un grandissimo riconoscimento di pubblico e critica.

A questo successo seguono importanti esposizioni personali nei più grandi musei di tutto il mondo. Mitoraj riceve importanti commissioni per la realizzazione di sculture monumentali, sia per spazi pubblici sia per quelli privati. Metropoli internazionali come Milano, Roma, Parigi, Londra, Atlanta, Tokyo, gli richiedono nuove opere per i loro spazi pubblici, per i nuovi quartieri residenziali o per i più importanti luoghi d’affari.

 

 È così che nasce a Milano la Fontana del Centauro e alla Scala la scultura in marmo di Carrara Hommage à De Sabata. Roma gli commissiona due sculture, una per Piazza Mignanelli e l’altra una monumentale fontana in travertino imperiale per Piazza Monte Grappa.

Il British Museum installa nel 1995, davanti la sua entrata principale, la Thsuki-No-Hikari in bronzo, e numerose opere a Canary Wharf. A Parigi, la Défense aggiunge i monumentali Tindaro, Ikaro e Ikara che culminano a dodici metri di altezza. A Roma ancora, realizza nel 2006 le grandiose porte in bronzo della basilica Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, la chiesa realizzata da Michelangelo sulle antiche vestigia  delle terme di Diocleziano. La lista delle opere di Mitoraj può continuare a lungo, comprendendo le porte di bronzo della chiesa Matzi Bozej Laskawej a Varsavia, le statue del Musée Olympique de Lausanne, fino alla più recente realizzazione della porta della piccola cappella romana dedicata alla Vergine Maria, al castello di Confoux, Bouches du Rhône.

Parallelamente alla scultura, Mitoraj dal 2002 si dedica anche alla scenografia teatrale e ai costumi di scena per l’Opera. Ha concepito Manon Lescaut e Tosca per il Teatri della Fondazione Puccini, e Aida nel 2009 nel Giardino di Boboli a Firenze.

Nel 2011, le sue sculture monumentali albergano nella splendida cornice della Valle dei Templi di Agrigento. Nella scorsa primavera, giunge la personale “Memoriae” in ambito del “Ravello Festival 2012”.

E, in occasione delle celebrazioni del Centenario del Festival Areniano, Mitoraj, ha curata la veste scenica per la “Messa da Requiem” di Verdi (13 Luglio): novità d’eccellenza, per una rappresentazione solitamente eseguita in forma di concerto.

 

(a cura di Caterina Berardi) 

Pubblicato in data 06/07/2013