VENERDÌ 24 SETTEMBRE 2021 23:37
 

Cinema

Al Torino Film Festival

Per la 28^ edizione sono 234 i titoli selezionati.

Tra questi 30 anteprime mondiali, 24 anteprime internazionali, 9 anteprime europee, 73 anteprime italiane. Diamo una panoramica della sezione principale del Festival: "Torino 28".

(in copertina Marco Bellocchio, presidente della Giuria e Gianni Amelio, direttore artistico)

    È riservata ad autori alla prima, seconda o terza opera la principale sezione competitiva del festival, che presenterà 16 film di nuova produzione, inediti in Italia. Come sempre incentrato sul cinema “giovane”, il festival si rivolge principalmente alla ricerca e alla scoperta di talenti innovativi, che esprimono le migliori tendenze contemporanee del cinema indipendente internazionale. Nel corso degli anni sono stati premiati ai loro inizi autori come Tsai Ming-liang, David Gordon Green, Chen Kaige, Lisandro Alonso. Un cinema “del futuro”, rappresentativo di generi, linguaggi e tendenze: in questo senso, il documentario non sarà presente solo nel concorso specifico riservato ai documentari italiani, ma anche nel concorso principale.

È riservata ad autori alla prima, seconda o terza opera la principale sezione competitiva del festival, che presenterà 16 film di nuova produzione, inediti in Italia. Come sempre incentrato sul cinema “giovane”, il festival si rivolge principalmente alla ricerca e alla scoperta di talenti innovativi, che esprimono le migliori tendenze contemporanee del cinema indipendente internazionale. Nel corso degli anni sono stati premiati ai loro inizi autori come Tsai Ming-liang, David Gordon Green, Chen Kaige, Lisandro Alonso. Un cinema “del futuro”, rappresentativo di generi, linguaggi e tendenze: in questo senso, il documentario non sarà presente solo nel concorso specifico riservato ai documentari italiani, ma anche nel concorso principale.

 

È riservata ad autori alla prima, seconda o terza opera la principale sezione competitiva del festival, che presenterà 16 film di nuova produzione, inediti in Italia. Come sempre incentrato sul cinema “giovane”, il festival si rivolge principalmente alla ricerca e alla scoperta di talenti innovativi, che esprimono le migliori tendenze contemporanee del cinema indipendente internazionale. Nel corso degli anni sono stati premiati ai loro inizi autori come Tsai Ming-liang, David Gordon Green, Chen Kaige, Lisandro Alonso. Un cinema “del futuro”, rappresentativo di generi, linguaggi e tendenze: in questo senso, il documentario non sarà presente solo nel concorso specifico riservato ai documentari italiani, ma anche nel concorso principale.

   

Torino 28

È riservata ad autori alla prima, seconda o terza opera la principale sezione competitiva del festival, che presenterà 16 film di nuova produzione, inediti in Italia. Come sempre incentrato sul cinema “giovane”, il festival si rivolge principalmente alla ricerca e alla scoperta di talenti innovativi, che esprimono le migliori tendenze contemporanee del cinema indipendente internazionale. Nel corso degli anni sono stati premiati ai loro inizi autori come Tsai Ming-liang, David Gordon Green, Chen Kaige, Lisandro Alonso. Un cinema “del futuro”, rappresentativo di generi, linguaggi e tendenze: in questo senso, il documentario non sarà presente solo nel concorso specifico riservato ai documentari italiani, ma anche nel concorso principale.

I Film

THE BANG BANG CLUB di Steven Silver (South Africa/Canada, 2010, 35mm, 113')

Alla scarcerazione di Mandela, nel 1994, il Sudafrica è percorso dalla violenza. Quattro giovani fotografi d’assalto raccontano con i loro scatti i terribili mesi che precedono la fine dell’Apartheid. Due di loro vinsero il Pulitzer. Da una storia vera, il primo film di finzione di un documentarista che ha lavorato con Roger Spottiswode. Con Ryan Philippe (Flags of Our Fathers, Gosford Park).

FOUR LIONS di Christopher Morris (UK, 2010, 35mm, 100')

Quattro musulmani residenti a Londra decidono di aprire una cellula di terroristi suicidi. Chi si addestra in Pakistan, chi fa reclutamento: ma sono stupidi e maldestri, e gli esiti saranno insieme tragici e ridicoli. Una feroce commedia sul terrorismo, esordio nel lungometraggio di Chris Morris, scrittore televisivo celebre per Brass Eye, una serie satirica sull’immoralità dei media.

GLÜCKLICHE FÜGUNG / BLESSED EVENTS di Isabelle Stever (Germany, 2010, 35mm, 91')

Simone è una trentenne solitaria. Durante un capodanno alcolico ha un’avventura di una notte con Hannes, conosciuto in un locale. Simone rimane incinta e, quando per caso incontra di nuovo l’uomo, insieme decidono di provare a costruire una famiglia. Un ritratto psicologico che assume i ritmi misteriosi di un’indagine, costruito per ellissi attraverso una regia incisiva e raffinata.

HENRY di Alessandro Piva (Italy, 2010, DCP, 94')

Due fidanzati coinvolti in una storia di droga e omicidi, due poliziotti un tempo amici, una guerra tra gang in una Roma notturna e inedita. Dal romanzo di Giovanni Mastrangelo, un noir feroce ed esilarante, diretto dall’autore di LaCapaGira e Mio cognato. Nel cast: Carolina Crescentini, Paolo Sassanelli, Michele Riondino, Dino Abbrescia, Claudio Gioè e un grande del nostro teatro, Alfonso Santagata.

LES HOMMES DEBOUT di Jérémy Gravayat (France, 2010, Betacam, 75') per premio Cipputi

Dalle miniere algerine d’inizio secolo alle fabbriche lionesi degli anni '70, agli odierni cantieri in demolizione: memorie dei lavoratori emigranti, raccolte nel suo primo lungometraggio da un regista attento all’esilio contemporaneo. Rovine, oggetti abbandonati, immagini di repertorio e volti di oggi raccontano la storia della civiltà industriale. E sognano un mondo migliore.

THE INFIDEL / INFEDELE PER CASO di Josh Appignanesi (UK, 2010, 35mm, 105')

Crisi di identità per un tranquillo padre di famiglia musulmano che, poco prima di incontrare il futuro consuocero (un barbuto fondamentalista), scopre di essere stato adottato e che i suoi veri genitori sono ebrei. Acida commedia sugli stereotipi culturali, con Omid Djalili nella parte di Mahmud e Richard Schiff (Jurassic Park, West Wing) in quella del tassista ebreo suo vicino di casa.

LAST CHESTNUTS di Zhao Ye (Japan, 2010, HDCam, 60')

Dal regista di Jalainur (in concorso l’anno scorso qui a Torino), un progetto targato Naomi Kawase: in un paesaggio autunnale, una donna va alla ricerca del figlio, tra sconosciuti gentili e umani. Tutto raccontato sul filo di una tensione crescente, e con un pudore e una generosità di sguardo rari e commoventi. Interpretazioni da applauso e un finale che è una stretta al cuore.

LAS MARIMBAS DEL INFIERNO di Julio Hernández Cordón (Guatemala/France/Mexico, 2010, HDCam, 73') per premio Cipputi

Don Alfonso è un suonatore di marimba (lo strumento a percussione tradizionale dell’America centrale) che ha perso il lavoro; Chiquilín ha aspirazioni canore, ma si accontenterebbe di fare il manager musicale; Blacko è un ex metallaro satanista che fa il medico in un consultorio. Insieme decidono di mettere su una band marimba rock. Surreale e laconico, il secondo film del regista di Gasolina.

POR TU CULPA di Anahí Berneri (Argentina/France, 2010, 35mm, 87')

Una donna in casa con due bambini. Il marito è partito. L’ansia di un lavoro da finire al computer. Poi, un piccolo incidente e la corsa in ospedale. Ma per Julieta, madre fragile e in difficoltà, l’arrivo in ospedale è l’inizio di un incubo fatto di attese, equivoci, sospetti. Dramma al femminile serrato come un thriller, diretto dalla promettente autrice di Encarnación.

PORTRETUL LUPTATORULUI LA TINERETE / PORTRAIT OF THE FIGHTER AS A YOUNG MAN di Constantin Popescu (Romania, 2010, 35mm, 126')

Dopo l’invasione sovietica della Romania del 1944, molti giovani scelsero di organizzare la resistenza armata nelle campagne. Epico e arioso come un western, il film racconta, lungo tutti gli anni '50, la vita di uno di questi gruppi combattenti, i ricordi, l’amicizia, le imboscate, i tradimenti, gli scontri a fuoco. Impregnato degli ideali della giovinezza, l’esordio nel lungometraggio di uno dei 5 registi diRacconti dell’età dell’oro.

LES SIGNES VITAUX di Sophie Deraspe (Canada, 2009, 35mm, 87')

Dopo la morte della nonna, la giovane Simone lascia l’università per dedicarsi a tempo pieno all’assistenza dei malati terminali. Ma il suo gesto altruistico ha un lato oscuro, legato alla sua segreta e drammatica menomazione. E Simone rischia anche di perdere un grande amore. Secondo film di una giovane autrice del Quebec, crudo e coraggioso, sospeso tra brutalità e romanticismo.

SMALL TOWN MURDER SONGS di Ed Gass-Donnelly (Canada, 2010, HDCam, 75')

In un villaggio dell’Ontario in cui vive una comunità mennonita, un poliziotto dal passato violento convertito ai cristiano evangelici indaga sull’omicidio di una ragazza. Noir esistenziale che ricorda Egoyan e i Coen. Sorprendente colonna gospel-rock dei canadesi Bruce Peninsula, un tormentato Peter Stormare (Fargo, Dancer in the Dark) e un’intensa Jill Hennessy (Crossing Jordan, Law & Order).

SOULBOY di Shimmy Marcus (UK, 2010, DigiBeta, 82')

A metà degli anni '70, Joe cresce nell’Inghilterra del Nord. Affascinato da una parrucchiera più grande di lui, la segue fino al Wigan Casino, un locale dove si suona e si balla il “Northern Soul”, e si appassiona a quella musica. Una “febbre del sabato sera” british, diretta da un giovane irlandese e interpretata da Martin Compston, il protagonista di Sweet Sixteen di Loach.

VAMPIRES di Vincent Lannoo (Belgium, 2010, HDCam, 88')

Le prime due troupe che hanno tentato di fare questo documentario sono scomparse, racconta il regista. Ma la terza ce la fa: entra nella casa dei Saint-Germain, la famiglia belga di vampiri che ha accettato di raccontarsi davanti alle telecamere, intervista i loro amici e i vicini, registra le crisi tra genitori e figli. Bizzarro mockumentary sulla vita quotidiana dei Dracula moderni.

WHITE IRISH DRINKERS di John Gray (USA, 2010, HDCam, 109')

Un quartiere operaio di Brooklyn a metà degli anni ’70, due fratelli sognano di andarsene. Il più grande prende una brutta strada, il più piccolo dipinge e ascolta musica nello scantinato. Un giorno, una tappa locale dei Rolling Stones dà corpo alle speranze. Commosso dramma familiare diretto dall’inventore di Ghost Whisperer, con la grande Karen Allen nella parte della mamma.

WINTER'S BONE di Debra Granik (USA, 2010, 35mm, 100')

La diciassettenne Ree Dolly è più matura della sua età. Con un padre assente e una madre catatonica è lei a badare ai fratellini. Quando rischiano di perdere la casa in cui vivono tra i monti del Missouri, Ree Dolly si mette alla ricerca del padre. Una storia potente di violenze e insospettate solidarietà femminili, raccontata con mano sicura.

La protagonista, Jennifer Lawrence, è una rivelazione.

(a cura di roberto tirapelle)




Pubblicato in data 20/11/2010