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Cinema

La 32^ Edizione

BERGAMO FILM MEETING 8-16 marzo 2014

Nove giorni di passione e divertimento

32a edizione

Anche per questa 32a edizione Bergamo Film Meeting conferma la sua voglia di scoperta e di attenzione verso un cinema che sa leggere il presente, raccontandone le multiformi e repentine trasformazioni, la profonda complessità. Il Festival sarà come sempre un laboratorio e un luogo di incontro e di confronto: nove giorni di passioni e di divertimento.
Oltre 90 film, per conoscere nuovi autori e le espressioni più originali nel campo della produzione audiovisiva e per rivedere i grandi film del passato.
E tante sezioni: la mostra concorso, lo sguardo sull'Europa, omaggi e retrospettive, cult movie, cinema d'animazione, musica dal vivo, workshop, arte e incontri con gli autori.

 

Mostra Concorso.


Come sempre riservata ai nuovi autori, la competizione internazionale presenta 7 lungometraggi, inediti in Italia, che si caratterizzano per l’originalità linguistica e narrativa con cui affrontano i temi della contemporaneità. I 7 lungometraggi selezionati concorrono al Premio Bergamo Film Meeting assegnato ai tre migliori film della sezione sulla base delle preferenze espresse dal pubblico.

 

Dirk Bogarde


24 lungometraggi comporranno l'ampia retrospettiva dedicata da Bergamo Film Meeting a Dirk Bogarde, uomo dai molteplici talenti, già narratore e disegnatore, di se stesso diceva di essere solo un attore, e di usare soprattutto gli occhi (scuri e magnetici) per lasciar trasparire tutto ciò che si cela dietro.


Nato a Hampstead, Londra il 28 marzo 1921 con il nome di Derek Jules Gaspard Ulric Niven van den Bogarde, da padre oriundo olandese, grafico presso il «Times», e madre scozzese proveniente da una famiglia di artisti, il giovane Dirk venne avviato a studi d’arte, abbandonati ben presto in favore della recitazione. La sua carriera sullo schermo può essere suddivisa in tre grandi fasi: gli inizi, tra la fine degli anni '40 e per tutti i '50, come protagonista di mélo, drammi bellici, storici e noir; gli anni '60, dove è il volto del cinema d'autore britannico, a partire da Victim (id., 1961), poi grazie al fecondo sodalizio con Joseph Losey (Il servo, The Servant, 1963; Per il re e per la patria, King & Country, 1964; Modesty Blaise, id., 1966; L'incidente, The Accident, 1967), nonché altre preziosissime collaborazioni con autori come Schlesinger (Darling, id., 1965); la fase, infine, del cinema d'autore “continentale”, con registi come Visconti (La caduta degli dei, 1969; Morte a Venezia, 1971), Cavani (Il portiere di notte, 1974), Resnais (Providence, 1977), Fassbinder (Despair, id., 1978), Tavernier (Daddy Nostalgie, 1990, suo ultimo film). Nelle sue interpretazioni, Bogarde si è distinto per una presenza scenica elegante, precisa, seducente e ambigua se non addirittura minacciosa e di sensuale intensità dietro l’apparente e disinvolto distacco, di un’intelligenza blasée ma al contempo tagliente come un coltello.
 

Pubblicato in data 27/01/2014