VENERDÌ 24 SETTEMBRE 2021 22:31
 

Cinema

Speciale Venezia - Il ritorno di Liliana Cavani

Con "Clarisse", una produzione di Claudia Mori e Liliana Cavani

La grande regista sarà anche a Verona in Dicembre per l'allestimento del "Macbeth" per l'apertura della Stagione del Filarmonico.

 

Alla 69^ Mostra del Cinema ha presentato, fuori concorso, un documentario di 22’ che si svolge nel convento delle Clarisse di Urbino. Nei dettagli della preziosa conversazione intercorsa, Liliana Cavani riconferma la propria passione nell’approfondire lo studio verso la spiritualità (Francesco d’Assisi, 1965, con Lou Castel; Francesco, 1989, con Mickey Rourke).

Com’ è nata l’idea di questo film?

“Per caso. Mi avevano invitata nel 2011 al Convegno Episcopale Italiano sulla Donna e la Chiesa, su “Cristo, nostro contemporaneo”.  Il tema mi era parso subito affascinante ma non sapevo che intervento fare in quel contesto di saggi. Quella non era certamente la mia platea. Così, mi è venuto in mente di girare del materiale sulle Clarisse che avevo conosciuto”.

In che modo ha conosciuto le Clarisse?    

“Un incrocio di lettere.. Poi sono andata a trovarle. La profonda impressione di quest’incontro mi ha portato, la settimana prima di Natale, a girare il materiale (con sei tecnici).”

Con che modalità ha girato?

“Abbiamo lavorato da mattina a sera. Le suore si sono riunite in uno stanzone del convento. Non ho acconsentito alla loro richiesta di conoscere in anticipo le domande. Volevo l’immediatezza della risposta e quindi non ho predisposto nulla. Per la ripresa abbiamo usato un totale e, di volta in volta, un parziale.”

Il documentario è stato presentato al  convegno?

“Certamente. Ho fatto visionare il materiale al responsabile del convegno. E’ piaciuto e allora abbiamo deciso che potevo utilizzarlo nella mia mezz’ora di intervento. E’ stato proiettato su grande schermo all’Auditorium di Via della Conciliazione quest’anno. Moltissimi applausi.”

Che aspetti ha approfondito con questo suo nuovo lavoro?

“Volevo capire come una comunità di Clarisse, nata ai tempi di S. Francesco, perché Chiara d’Assisi è contemporanea di Francesco (1212-2012), come vive oggi, ad 800 anni dall’istituzione…Com’è mutato, qual’è il loro pensiero. Lo hanno dimostrato con l’intelligenza semplice delle risposte, così profonde e chiare.”

Come ha fatto a metterle a proprio agio?

“Era nata una simpatia reciproca. Avevano visto il mio “Francesco” mille volte e avevano fiducia in me. Peraltro si sono trovate a loro agio anche con la mia troupe. Tutte così carine, sveglie, giovani o anziane (c’erano anche tre novizie).

(nella foto, Lou Castel in "Francesco d'Assisi")

Sono stati tre i temi che voleva affrontare?   

“Il primo era la misoginia della Chiesa, gli altri due, invece, mi interessavano particolarmente ed erano la preghiera e la resurrezione. Sulla misoginia, il titolo del Convegno “Cristo, nostro contemporaneo” era molto calzante. Paradossalmente ci si trova oggi in una situazione più misogina rispetto al tempo di  Cristo. Inoltre eravamo di fronte a delle donne. Infatti ecco una risposta ..”avvertire la parità con un sacerdote è molto raro. In genere i frati vengono da noi solo per dire la messa e se ne vanno”.

“Mi era capitato di andare ad un convegno sulle ‘comunità ecclesiastiche’, circa il tema della parità, e avevo trovato solo tre suore.”

Commenti, dopo la proiezione al Convegno Episcopale?

“Nessun commento. Però al Cardinale Ruini era piaciuto. Ricordo i suoi apprezzamenti dopo la proiezione” 

E la Resurrezione?

“Una frase bellissima, della Superiora: “Noi viviamo per risorgere, ma noi siamo già risorte con Lui.”

“Quindi – continua Liliana Cavani - niente tristezze, croci…Loro sono già risorte.”

 In questo contesto si nota il trionfo di Francesco, del  suo pensiero, che è stato molto manipolato nel corso del tempo. Con Chiara, c’era parità assoluta.”

“Avevo capito fin dall’inizio…Queste Clarisse potevano rispondere sul Cristo contemporaneo perché è un fondamentale motivo per la loro permanenza al chiostro. O capisci che fai un viaggio spirituale profondo o ne esci definitivamente.”

(nella foto, Mickey Rourke in "Francesco")

La preghiera?

“Francesco si stupì molto quando andò alle Crociate e vide i mussulmani pregare ogni giorno ad una certa ora. E alla mia domanda “che arma è la preghiera”, rispondono: “è un’arma debole, molto fragile, ma nello stesso tempo potente, in cui crediamo. Se manca la preghiera manca qualcosa al contributo dell’Universo.”

“Vede – continua Liliana Cavani – anche le frontiere nuove sulla scienza non sono lontane dalla visione che hanno queste suore. Credere in Dio non è contro la scienza, anzi si va verso un avvicinamento della conoscenza. E’ la sintesi della Resurrezione. Niente formule ma un nuovo linguaggio.”     

(intervista a cura di roberto tirapelle)

Si ringrazia Anna Rita Peritore

Clarisse, regia di Liliana Cavani, fotografia Enrico Lucidi, montaggio Massimo Quaglia, fonico Marco Melorio.

Pubblicato in data 08/09/2012