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Cinema

Sette film in prima mondiale

Venezia, 27^ Settimana Internazionale della critica

27. Settimana Internazionale della Critica

29 agosto – 8 settembre 2012

Il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani e la Biennale di Venezia presentano il programma della 27. Settimana Internazionale della Critica (SIC). L'edizione 2012 prevede una selezione di sette opere prime provenienti da diversi paesi del mondo e due eventi speciali. 

Il concorso, con sette film in prima mondiale, si sviluppa secondo proposte provenienti da Paesi diversi, con alcune conferme positive (il cinema nordico, quello messicano), alcuni graditi ritorni (il bellissimo film turco e il coraggioso film cinese) e la presenza di un altro paio di titoli europei che si interrogano su identità comunitaria e spaesamento esistenziale passando attraverso due vicende sentimentali e due stili completamente diversi.

  E l’italiano, naturalmente, che anche quest’anno ci sentiamo di poter iscrivere tra le più belle scoperte della Sic: La città ideale, esordio registico dell’attore Luigi Lo Cascio, si dimostra opera già solida e matura, parabola sull’Italia contemporanea nella tradizione di un certo cinema di impegno civile che vira verso il giallo morale, attraverso le vicende di un convinto e quasi ossessivo militante ecologista (interpretato dallo stesso regista-attore), che vede improvvisamente messe in dubbio le sue certezze etiche.

Per tornare agli altri titoli in competizione, ritroviamo temi fortemente sociali e politici, uniti all’eleganza stilistica tipica della migliore recente tradizione del cinema turco, nell’intenso film di Aly Aidin Küf (Muffa): un anziano guardiano di ferrovia in un villaggio aspetta da 18 anni notizie del figlio, scomparso in seguito a manifestazioni di protesta a Istanbul.
E nel coraggioso film della regista cinese Liu Shu, Xiao He (Lotus), una giovane insegnante di un paese nel nord della Cina è costretta a lasciare il proprio lavoro per il suo spirito indipendente e per le sue idee progressiste: a Pechino capirà che il proprio destino di donna può trovare due strade contrapposte, quella della sottomissione alla cultura e all’economia imperante oppure quella della dissidenza.

Un’altra donna che sconta sulla propria pelle la ricerca di indipendenza, anche quella delle proprie scelte sentimentali e sessuali, nella cornice simbolica della città europea per eccellenza, Bruxelles, la troviamo nell’opera prima del belga Tom Heene, Welcome Home (Benvenuta a casa): tre incontri, tre uomini, nella giornata di Lila, la cui ricerca di identità è simbolicamente quella di un intero continente.

La stessa ricerca caratterizza i giovani protagonisti del rumeno O luna in Thailandia (Un mese in Thailandia), di Paul Negoescu, un film che guarda volutamente a certo cinema francese di ronde sentimentale, ma che dietro l’apparente semplicità e la perfetta circolarità della sua messa in scena allude apertamente allo spaesamento di una gioventù sempre propensa a guardarsi indietro nostalgicamente, ma contraddittoriamente protesa verso la modernità indotta dalla nuova appartenenza comunitaria.  E siamo in Europa anche nel film svedese Äta sova dö (Mangia dormi muori) della regista Gabriela Pichler: la crisi economica si avverte anche da quelle parti, a quanto pare. Una ragazza perde il lavoro e fronteggia in modo energico e mai rassegnato la sua nuova condizione, barcamenandosi tra corsi di recupero per disoccupati (lì gli ammortizzatori sociali sono evidentemente una cosa molto seria) e oggettive difficoltà di reinserimento.

Il film costruisce uno straordinario ritratto di donna che va molto al di là del suo impianto narrativo solo apparentemente realistico. Dal Messico arriva l’ultimo film interamente “femminile” di questa selezione, No quiero dormir sola (Non voglio dormir sola), di Natalia Beristain: due donne, Amanda e Dolores, nipote e nonna, si confrontano in una fase cruciale della loro vita, in un film di estremo rigore formale e di intensa partecipazione che mette al centro della narrazione il corpo, la solitudine, la vecchiaia e il tema dell’eutanasia.

Il corpo, l’amore impossibile, la vita e la morte: per restare su questi temi quest’anno ci siamo concessi una chiusura eccentrica, ma non meno motivata e appassionata: starà a voi giudicare se Kiss of the Damned (Il bacio dei dannati), il fantastico esordio di una figlia d’arte, Xan Cassavetes, è semplicemente l’ennesima variazione del genere vampire movie o se dietro l’affascinante ed eroticissima storia di due sorelle vampire nel Connecticut, l’una decisa a mettere fine alla propria sete di sangue per coronare il suo sogno d’amore e l’altra determinata nel voler a tutti costi condividere un destino di famelico desiderio di morte, si nasconda qualcosa di più interessante.

 

I sette film in concorso:

Äta sova dö (Eat Sleep Die/Mangia dormi muori)
di Gabriela Pichler
Svezia, 2012 – World Premiere

La città ideale
di Luigi Lo Cascio
Italia, 2012 – World Premiere

Küf (Mold/Muffa)
di Ali Aydin
Turchia-Germania, 2012 – World Premiere

O luna in Thailandia (A Month in Thailand /Un mese in Thailandia)
di Paul Negoescu
Romania, 2012 – World Premiere

No Quiero Dormir Sola (She Doesn’t Want to Sleep Alone/Non voglio dormir sola)
di Natalia Beristain
Messico, 2012 – World Premiere

Welcome Home (Bentornata a casa)
di Tom Heene
Belgio, 2012 – World Premiere

Xiao He (Lotus)
di Liu Shu
Repubblica Popolare Cinese, 2012 – World Premiere

Film di apertura – Evento Speciale Fuori Concorso

Water (Acqua)
di Nir Sa’ar, Maya Sarfaty, Mohammad Fuad, Yona Rozenkier,Mohammad Bakri, Ahmad Bargouthi, Pini Tavger, Tal Haring
Israele/Palestina-Francia, 2012 – International Premiere

Film di chiusura – Evento Speciale Fuori Concorso

Kiss of the Damned (Il bacio dei dannati)
di Xan Cassavetes
Stati Uniti, 2012 – World Premiere

Pubblicato in data 12/08/2012