VENERDÌ 24 SETTEMBRE 2021 23:13
 

Cinema

Dal 10 al 18 marzo 2012

Bergamo Film Meeting 2012

Trent’anni di cinema e di emozioni.

30esima edizione. Sono passati trent'anni ricchi di cinema e di emozioni, durante i quali Bergamo Film Meeting ha definito la sua identità e ha conquistato un ruolo importante tra i festival italiani ed europei. Si aprono nuove strade e nuove sfide e, ora più che mai, Bergamo Film Meeting si propone di essere un laboratorio culturale e di idee, un'occasione per tracciare nuovi percorsi e fare nuove scoperte, andare in cerca delle nuove tendenze del cinema contemporaneo, ma anche di riscoprire le pagine più affascinanti della storia del cinema. Dal 10 al 18 marzo 2012, quindi, 9 giorni di grandi passioni con oltre 80 film, un concorso internazionale di lungometraggi, opere inedite, omaggi e retrospettive, documentari, anteprime e cult movies, arricchiti da incontri con gli autori, workshop, mostre, arte, musica e feste. 

 

Il programma dell’edizione 2012

 

Mostra Concorso

La sezione competitiva del festival è un viaggio alla scoperta di nuovi autori, che hanno saputo distinguersi

per l’originalità delle proposte linguistiche e narrative con cui affrontano i temi della contemporaneità. I 7

lungometraggi selezionati, inediti in Italia, concorrono al Premio Bergamo Film Meeting, assegnato ai tre

migliori film della sezione sulla base delle preferenze espresse da tutto il pubblico del festival.

 

Visti da vicino  

Una selezione di 15 film documentari, tra corti, medi e lungometraggi provenienti da tutto il mondo, dove il

confronto degli autori con il “reale” è particolarmente attuale e urgente. Il cinema documentario è in continua

evoluzione, sempre più raffinato e attento alla precisa elaborazione cinematografica di forma e contenuto.

 

Omaggio a Fernando Leon De Aranoa

Sceneggiatore e regista cinematografico, Fernando Léon De Aranoa è nato a Madrid nel maggio del 1968. Nella fase iniziale della sua carriera si dedica alla sceneggiatura, sia per lungometraggi di finzione che per

programmi e serie televisive. Ancora giovanissimo, scrive e dirige il suo primo lungometraggio, Familia (1996), grazie al quale vince il Premio Goya come miglior regista esordiente. Con il secondo lungometraggio, Barrio (1998), vince tre premi Goya e il Premio come miglior regista al Festival del cinema di San Sebastián. Lucido osservatore della realtà contemporanea e delle sue contraddizioni, De Aranoa si concentra sia sulla società spagnola che su quella internazionale. Los lunes al sol (I lunedì al sole, 2002) è il film che lo consacra a livello internazionale: vince cinque premi Goya (tra cui quello per il miglior attore a Javier Bardem) e il Premio come miglior film al festival del cinema di San Sebastián. Il film era stato presentato in anteprima italiana a Bergamo Film Meeting nel 2003.  Nel 2004, De Aranoa fonda la propria casa di produzione, la Reposado, con la quale produce tutti i film successivi. Bergamo Film Meeting pubblicherà un volume monografico dedicato al regista. Fernando León De Aranoa sarà ospite di Bergamo Film Meeting.

 

   

I confini dell’Europa

Ma cosa si intende quando si parla di Europa? Quali sono i suoi confini? Quante e quali idee stanno alla base di un’entità che è sempre stata più grande dei contorni che le sono stati attribuiti? Il cinema europeo degli ultimi anni è testimone di questa complessa varietà. La rassegna traccerà un percorso di 8 titoli, partendo da due opere particolarmente significative: Die Mitte (Il centro, Germania 2004) di Stanislaw Mucha, divertente viaggio tra i Paesi e i luoghi che ambiscono o pretendono di essere ufficialmente “il centro d’Europa”, e Visions of Europe (UE, 2004), opera collettiva di 25 registi europei affermati o emergenti, chiamati a raccontare, con il proprio stile e la propria creatività, l’immagine, le storie, lo spirito dell’Europa.  (nella foto, The Evil Old, Faith Akin)

 

Ritratto d’autore. Anni '70: uomini che raccontano le donne

 

(nella foto, "Cet obscur objet du désir")

 

Negli anni ’70 il movimento femminista si impone con la sua forza di cambiamento nella società, nella politica, nella morale sessuale, nel rapporto con la cultura maschilista dominante. L’onda travolge anche il cinema, non solo quello militante. Autori come Truffaut (Les deux anglaises et le Continent / Le due inglesi, Francia 1971), Rohmer (La Marquise d’O... / La Marchesa von…, Francia/Germania 1976), Losey (The Go-Between /Messaggero d’amore, Gran Bretagna 1970), Fassbinder (Fontane Effi Briest / Effi Briest, Germania 1974), Buñuel (Cet obscur objet du désir / Quell’oscuro oggetto del desiderio, Francia/Spagna 1977),   Bergman (Viskningaroch rop / Sussurri e grida, Svezia 1973),                      

  Ferreri  (La cagna, Italia/Francia 1972) traducono in immagini opere letterarie che raccontano storie di donne che vivono il disagio dei loro tempi, il peso dei pregiudizi, le difficoltà di vivere i propri sentimenti, ma anche la volontà di combattere una società chiusa e di non rinunciare alla vitalità dei loro desideri.

 

(nella foto, "The Go-Between", Losey)

 

L’ombra del dubbio. L’ambiguità come essenza del noir.

Terza e ultima tappa, dopo la Dark lady e lo Psycho Thriller, di un percorso attraverso un genere che si è

sviluppato negli anni ’40, negli Stati Uniti, ma che ha avuto grande influenza anche sulla produzione europea, soprattutto francese e inglese. Non possono mancare, nella retrospettiva, alcuni film che hanno fatto la storia del genere noir, a cominciare da Shadow of a Doubt (L’ombra del dubbio, Usa 1943) di Alfred Hitchcock, che dà il titolo alla rassegna, per proseguire con Gaslight (Usa 1940) di Thorold Dickinson, Fallen Angel (Un angelo è caduto, Usa 1945) di Otto Preminger, Mildred Pierce (Il romanzo di Mildred, Usa 1945) di  Michael Curtiz e In a Lonely Place (Il diritto di uccidere, Usa 1950) di Nicholas Ray.

 

Midnight Movie: L'ombra del doppio

Per le “incursioni notturne" del festival – Midnight Movie e Fantamaratona – Bergamo Film Meeting propone un viaggio nel mondo perturbante del doppio tra gemelli, cloni e sosia, prendendo spunto da Sigmund Freud. Attraverso un percorso eterogeneo, la rassegna spazia tra il comico, l'horror, il dramma e la commedia proponendo gustose riscoperte, come Dead Ringer (Chi giace nella mia bara?, Usa 1964) di Paul Henreid, con la perfida Bette Davis nel ruolo di due gemelle o ancora, A Zed & Two Noughts (Lo zoo di Venere, GB/Olanda, 1986) di Peter Greenaway, intricata e macabra storia di due fratelli.

 

(a cura di roberto tirapelle)

Pubblicato in data 19/02/2012