VENERDÌ 24 SETTEMBRE 2021 23:55
 

Cinema

Cinema a Ginevra: 4 - 10 novembre 2011

CINEMA TOUS ECRANS: un'occasione per attraversare tutti i confini dello schermo

L’interesse che ha caratterizzato il 17° Cinéma Tous Ecrans, diretto da Claudia Durgnat, è riposto sicuramente nella nuova piattaforma visuale, collocazione ideale per tutte le storie che vogliono essere raccontate utilizzando supporti diversi, dallo schermo alla TV, dal web al mobile.

English Version

In sostanza il Festival Internazionale di Ginevra ha voluto oltrepassare le frontiere dello schermo tradizionale e  intende rinnovarsi nel mondo del cinema, essere propositivo sia in Svizzera che nel resto del mondo, essere al passo con le nuove tendenze e i gusti tecnologici del pubblico.

Purché ci sia sempre l’emozione e privilegiando gli aspetti che riflettono la società attuale.

Cinéma Tous Ecrans  ha proposto, dal 4 al 10 novembre 2011, 10 film in concorso, 11 serie TV, 38 produzioni sulle ultime tendenze (serie Web, fictions multimedia interattive), 10 cortometraggi, 15 cortometraggi Svizzeri, 6 film fuori concorso, incontri, conferenze su “i nuovi schermi” e le “serie poliziesche”. Nel quadro delle nuove tendenze da sottolineare un’altra nuova iniziativa quella del “48 Ore Film Project”, dove venivano presentati film realizzati in due giorni. Un’idea diventata realtà fuori dal comune senso della produzione.

La manifestazione prevedeva anche il nuovo rapporto tra “cinema e musica” che il Festival ha cominciato a presentare dal 2010 e quest’anno è stato dedicato al compositore Michael Nyman; e da una retrospettiva dedicata alla Estonia e a Tallinn, capitale europea della Cultura 2011. 

Il Festival è stato ospitato dalla Maison des Arts du Grutli, edificio ricavato dal bel restauro di una scuola del XIX secolo e presso Uptown Ginevra (un complesso formato da due sale: Uptown Broadway  e Uptown Rive), e l’Auditorium Arditi.

Ci piace evidenziare che la Maison des Arts du Grutli è stata restaurata da Jean Strivjenski e Urs Tschumi, ed è diventato un nuovo centro culturale articolato in sale teatrali e cinematografiche, focalizzando l’identità culturale di un quartiere dove accanto sorgono istituzioni prestigiose come il Museo Rath, il Conservatorio di Musica, l’Università e la Biblioteca, il Grand Theatre e il Victoria Hall.

Viste le connotazioni di questo Festival d’oltralpe, prima di proseguire con qualche dettaglio sul programma presentato, ci incuriosiva incontrare il direttore per porle qualche domanda.

Claudia Durgnat, promotrice e direttore da oltre vent’anni di festival nei campi del cinema, della musica, dell’arte e della educazione, è dal 2010 a Ginevra come organizzatrice di Cinéma Tous Ecrans.

Lei è alla sua seconda edizione del Festival di Ginevra: che valore aggiunto pensa di aver apportato a Cinéma Tous Ecrans? 

 “In considerazione della mia esperienza estera - ho lavorato 15 anni a Los Angeles  -  mi interessava innanzitutto dare degli standard internazionali al Festival. Spingere sulla proposta di allargare tutti gli schermi, perché questo obiettivo diventa sempre più importante.”

 “Mi interessa focalizzarsi su quello che raccontano, o possono raccontare, le storie più del formato con cui vengono realizzate. Ho anche voluto far entrare dei programmi musicali perché il cinema come la musica si possono guardare ovunque e in qualsiasi momento.”

 “Finora in Svizzera non ci sono molte occasioni per vedere questo genere. Ho pensato anche alla mia esperienza al Festival del Jazz di Montreux. Per tale motivo ho inserito i molteplici aspetti che coinvolgono la relazione cinema e musica. Ed è sempre importante la funzione che ha la musica per creare emozione in un film. Ad esempio, Nyman ha filmato i suoi viaggi accompagnandoli con la musica.”

Ho notato che il suo Staff è composto essenzialmente da donne. E’ un buon esempio di cultura al femminile. Come ha deciso questa scelta?   

 “Ho fatto questa scelta perché, dopo un bando di chiamata, le candidature arrivate erano persone per lo più giovani e in particolare donne. Pertanto ho scelto uno staff prevalentemente femminile. “

 “Comunque c’è differenza tra un piccolo e un grande festival. Ci sono dei Festival con una direzione amministrativa e una artistica, come a Locarno, ad esempio. A Locarno c’è un direttore artistico che si occupa di tutta la programmazione. Qui ci sono differenti sezioni (lungometraggi, corti, serie Tv, web, ecc) che sono presidiate da specialisti del settore.”

Quindi, Lei ha delegato la responsabilità delle singole sezioni alle persone preposte?   

 “Sì, mi avvalgo di persone che si sono specializzate nei vari settori e che, comunque, diventeranno maggiormente esperte nel corso di qualche anno. Nel frattempo, in questo periodo di trasformazione, le mie collaboratrici sono di aiuto per condividere insieme le scelte e raggiungere gli obiettivi prefissati.”

Mi ha colpito l’idea del “48h Film Project/Geneva”. Anche questa idea fa parte di un nuovo modo di girare film? E’ una esperienza che può attrarre nuovi cineasti?

 “Sì, assolutamente. Diamo la possibilità a dei giovani cineasti di girare un film con pochi mezzi. Con questo sistema di fare un film in due giorni emerge l’essenza di essere creativi e c’è una spontaneità incredibile. In 48 ore devi fare tutto.”

“E’ una iniziativa che ha origine negli Stati Uniti e fa parte di un progetto di grande dimensione. Bisogna crederci, non importa il mezzo (nda.: oggi si usa soprattutto la Canon EOS 7d) ma il concetto, il film.”

(nella foto "Suicide Room")

  I Palmares di quest’anno, per il lungometraggio, sono stati aggiudicati a “SUICIDE ROOM” di Jan Komasa  (Pologna, 2011, 110') che ha vinto Le Reflet d’Or  per il migliore film (premio in denaro); mentre “L’ENVAHISSEUR” di Nicolas Provost (Belgio/Svezia, 2011, 90') ha vinto Le Reflet d’Or  per la miglior regia (premio in denaro). 

(nella foto "L'Envahisseur")

 Segnaliamo altri tre premi importanti, che rientrano sempre nella sezione lungometraggi, perché rappresentano, con le altre già citate, le pellicole più interessanti. Sono “De L'ENCRE” de Hamé et Ekoué (Francia, 2011, 91')  che si è aggiudicato il Premio TV5 MONDE (viene acquistato dal famoso canale televisivo)  per il miglior lungometraggio francofono; a “THE TRUTH ABOUT MEN” de Nicolaj Arcel (Danimarca, 2010, 91') è stato attribuito il Premio Parmigiani per il miglior scenario; “BLOWFISH” de Chi-Yuarn Lee, (Taiwan, 2011, 90'), con menzione speciale della giuria, ha vinto due Premi:  TITRA Film SA per la distribuzione e il Premio della Giuria FIPRESCI, della critica internazionale. Tutte le sezioni avevano previsto dei premi.

  I film in concorso, come vi avevamo anticipato, hanno aperto uno squarcio sul mondo d’oggi: “Suicide Room” affronta una realtà alternativa, quella dei video dei social network, per ritrarre efficacemente la cultura di una gioventù.  “L’Envahisseur” esplora con incisività il tema dell’integrazione urbana; “De L’Encre” ci immerge nel mondo dell’industria della musica senza pietà con il gruppo rap La Rumeur; “The Truth About Men” mescola con intelligenza  l’animazione ad altre visualità tanto che la narrazione diventa realtà; “Blowfish”, storia dell’incontro di due persone ferite che trovano una sintonia. Il regista usa una messa in scena di metafore e silenzi. Una narrazione fuori del comune che privilegia la poesia alla disumanizzazione urbana. 

Infine segnaliamo un’altra sezione che ci è sembrata meritevole di attenzione e che ci è stata illustrata anche prima da Claudia Durgnat: “all’ascolto della musica”. Fin dall’edizione dello scorso anno Cinéma Tous Ecrans ha maturato un particolare interesse verso la musica, con film biografici, film musicali, musica con musicisti, video clips, e incontri con noti compositori. Sono stati presentati film come “Michel Petrucciani”, 2011, di Michael Radford; “George Harrison”, 2011, il lungo documentario di Martin Scorsese;   “The Singing Revolution” , 2007,  di Yames Tusty/Maureen Castle Tusty/Mike Majoros, dall’Estonia; il cinema-concerto de “Le Prisonnier”, 1967, di George Markstein e Patrick McGoohan con la musica dal vivo di NeirdA e Z3ro.  Una segnalazione merita la presenza di Michael Nyman che ha proposto i suoi film “Nyman with a movie camera”, 2010, e “Cine-Opera”, nonché “Nyman in progress”, 2010, di Silvia Beck.  (nella foto "George Harrison")

Crediamo che Cinéma Tous Ecrans si muoverà nel futuro su questo duplice obiettivo di interessi che unisce gli appassionati del cinema e della musica.

Come avrete capito ce n’era per tutti i gusti e il Festival ha reali potenzialità di sperimentare e di crescere.  Soprattutto il pubblico ha potuto attraversare tutti i confini dello schermo. 

 (servizio e intervista a cura di roberto tirapelle. Collaborazione di caterina berardi) 

Si ringrazia Eliane Gervasoni - Ufficio Stampa   

English Version

 

Cinema in Geneva:  4 – 10th November 2011

CINEMA TOUS ECRANS: an opportunity to cross all the borders of the screen. 

 

The interest related to the 17th Cinéma Tous Ecrans, directed by Claudia Durgnat, is undoubtely  to be focused in the new visual platform, that  ideal location  for all the stories  to be told using the support of different media, from the screen to TV, from web to mobile.

In fact, the Geneva International Festival wanted to go beyond the borders of the screen, having been once more intended to renew itself in the traditional world of cinema, playing a quite specific role both in Switzerland as in the rest of the world and, consequentely, being  in step with the new technological trends and tastes of the public.

Both  trill and privileging  issues  reflecting the today’s society were provided.

Cinéma Tous Ecrans has proposed, from 4 to10 November, 10 films in competition, 11 TV series, 38 productions on the latest trends (Web series, fictions interactive multimedia), 10 short films, 15 Swiss ones, and 6 special screenings films out of competition.  Two days of  lectures  were held on "the new screens" and the "police" series. Within the framework of the new trends the pointing out for another new initiative, the remarkable "48 Hour Film Project", with films made in two days. An idea become reality out of the ordinary sense of the production.  

(in the picture "Mildred Pierce", out of competition)  

The event also included the new relationship between "film and music" that has  pointed out its presence at the 2010 Festival and in this 2011edition it has been dedicated to the composer Michael Nyman  also including a retrospective of Tallinn (Estonia) elected as the 2011 European Capital of Culture.

The Geneva Cinéma tous ecrans Festival was hosted by the Maison des Arts du Grutli, a quite-restored building resumed from a XIXth century school, and by the Geneva Uptown space (in the two-rooms complex - the Uptown Broadway and the Uptown  Rive - ), besides the Arditi Auditorium.

We like to underline that the Maison des Arts du Grutli was restored by Jean Tschumi Strivjenski and Urs Tschumi, and it has become a new cultural center organized in theater and cinema halls, focusing on the cultural identity of a neighborhood where you stand next to some prestigious institutions like the Museum Rath, the Conservatory of Music, the University Library, the Grand Theatre and the Victoria Hall.

Looking at the multi-oriented connotations of this Festival over the Alps, before continuing with the previewed  schedule, we were impatient to meet the Chairman in charge and asking her a few questions.

Claudia Durgnat, promoter and director for over twenty years of festival events in the fields of film, music, art and education, she has been held Chief organizer at the Geneva Cinéma tous ecrans since the 2010 edition.

This is your Festival of Geneva second appointment: which is the added value you have brought  to this 2011 Cinéma Tous Ecrans?

 “ We have to consider my experience abroad - I worked 15 years in Los Angeles -  having been myself, first of all, interested to give the Festival some international standards. That's why I firmly insisted to push on the proposal to increase all the screens, just  for the reason this objective has been becoming more and more important.”

 “My  own interest is on zooming what an author tells, or might tell, beyond and more than the format, on valueting the focus significance of a story, how it could take place and, finally, be realized. So, intentionally, my efforts started up to the possibility of an enter about  the musical programs because both cinema and music can be watched anywhere and anytime.”

 “So far, in Switzerland there are not many opportunities to see this kind of entertraitement. I also thought about my previous experience at the “Montreux Jazz Festival”. For this reason  I decided to include the many aspects of the relationship involving film and music. And it is always important the function inside the music to create emotion in a film. For instance, Nyman filmed his travels with accompanying music.”

I noticed that your Staff is mainly composed by women. It 'a good example of  a specific point-of-view, of a culture. How did you come to this agreement ? 

 “I made this choice because, after a call ban, the candidacies arrived were generally young aged people, women mainly. Therefore, my choice for a mostly feminine staff. “

“However there is a substancial difference between a little festival and a large one. There are some  Festivals with an administrative direction and an artistic one, like Locarno, as an example. In Locarno, there is an artistic director who takes care of all the programming. Here films, courts, Tv series, web, etc are different sections, all garrisoned  from specialists of the field.”

So, did you delegate the responsibility of each specific section to the people in charge?

Yes, I make use of specialists in different sectors and, however, become more experienced in the course of a few years. Meanwhile, in this phase of transformation, my co-workers are helpful to share with the choices and achieve their goals.”

I was struck by the idea of "48h Film Project/Geneva." This idea is belonging to a new way to make movies? Is this an experience that can attract a new wave of filmmakers?

 “Yes, absolutely. We give the possibility to the young filmmakers to turn a film with a little budget. With this system to make a film in two days the essence of being creative does emerge and there is an incredible spontaneousness. In 48 hours you must assemble the whole thing.”

“It is an initiative that has origin in the United States as a part of a plan of great dimension. We must believe in it, does not matter the means (nda.: today,  above all, is used the Canon EOS 7d) but the concept  itself, the film.” 

 

  The 2011 Palmares, for the feature film, were awarded to  the following list: money prize to "SUICIDE ROOM" by Jan Komasa (Poland, 2011, 110’) won The Best Film Reflet d'Or as much as  to "THE INVADER" by Nicolas Provost (Belgium/Sweden, 2011, 90’) The Reflet d'Or for the Best Director.    Furthermore, three other  most significative awards, always given to the most interesting films enrolled in the feature film section: "DE L'ENCRE” by Hamé et Ekoué (France, 2011, 91’), Prix TV5 MONDE (purchased  from a famous TV channel) for the best feature francophone play; "THE TRUTH ABOUT MEN" by Nicolas Arcel (Denmark, 2010, 91’), Parmigiani Prize to the best  mise-én-scene; "BLOWFISH", Chi Yuarn-Lee (Taiwan, 2011, 90’), special mention of the Jury and a double award: TITRA Film SA for the distribution and the Prix du  Jury FIPRESCI - the international critic board -. But all the sections  were awarded... 

(in the picture the awards of "Blowfish")

   The films in competition, as we anticipated, have opened a gash on the today world:  "Suicide Room", a confront on an alternate reality related to the video and to the social networks, whose intent  had been a strong effective portrait of the youth generation's culture. The Invader” incisively explores  the theme of integration inside the urban immigration. "De L'encre” plunges  mercilessly us into the world of music industry thanks to the rap group “La Rumeur”. "The Truth About Men", wising mix in which animation is connecting to some other visualities intended to the result the narrative becomes reality. "Blowfish", story of the encounter of two wounded and lonely people finally destinated  to a sense of syntony. The Director uses a staging of metaphors and silences. A narrative out of town which gives  poetry a prominent role on dehumanization. 

  Finally we pointed out another section that seemed worthy of attention, a bright project by Claudia Durgnat: "listening to music".

  Since the last year edition, Cinéma Tous Ecrans has been developing a particular interest in music, with biographical films on music, film music, music by musicians, video clips and a panel discussion with a well known composer. This procedure is becoming increasingly popular with audience. With film such as "Michel Petrucciani" (by Michael Radford, 2011), "George Harrison" (by Martin Scorsese, 2011), "The Singing Revolution" (by Yames Tusty/Maureen Castle Tusty/Mike Majoros, 2007) from Estonia. The film-concert "Le Prisonnier" (by George Markstein and Patrick McGoohan, 1967) with live music by NeirdA and Z3ro. A very special panel discussion with Michael Nyman, who won't only presenting his music but also his films "Cine Opera" and "Nyman with a Movie Camera".  Cinéma Tous Ecrans is just the ideal connection  to a dual target of interest and studying, including  movies and music lovers.

(in the picture Michael Nyman)

  It is quite understandable why all the tastes of a choice were pleased by the 2011 Geneva Cinéma tous ecrans, thanks to the real potentialities to experiment and to grow. Above all, the public has been able to cross all the borders of the  screen. 

(service and interview by roberto tirapelle. Collaboration of  caterina berardi)  

We tank Eliane Gervasoni - Press Office

Pubblicato in data 23/11/2011