LUNEDÌ 22 GENNAIO 2018 17:29
 

Arte

Soni Tufina: Corde che Raccontano

Torrione di Legnago dal 12 al 19 Agosto 2017

Inaugurazione 12/08/2017 ore 20.00

Mattina ore 10.00/12.00

Sera ore 19.30/22.00

Appuntamento estivo, con la seconda personale delle opere di  Soni Tufina, mostra che abbraccia la completa concettuale visualità espressa nei lavori realizzati in corda di cotone dall’artista albanese. Quasi un abbraccio rivolto all’indifferenza passiva ed inaccettabile di quanti si ostinino a rifiutare l’ ampliarsi di prospettiva, reso necessario dai tempi tormentati di questo nostro stralcio di secolo dove il panorama a 360 gradi sui grandi temi di un’Umanità sconfitta e disorientata resta in perenne divenire.

La produzione esposta, quindici opere -di grande, medio e piccolo formato - tracciano le orme di un percorso di rinascita ideale, una sorta di metaforico outing raccolto nelle mille anse, nel sinuoso moto subliminale dei cordami che imprigionano e diffondono serica luminosità al fulcro visivo...quasi un potente zoom che allarga, nello stupore, e stringe, nell’impressione graffiante, il dramma, la coreografia multilevel di uno scenario drammatico, illusoriamente occultato e remoto alla psicologia autodafé mononucleata,al lavare i panni sporchi in casa dei molti. Dei troppi.

Sfilano, in un crescendo via via sempre più coinvolgente, campi figurati, uno strale di emozioni non più reprimibili, che lanciano un grido di denuncia angosciosa sui temi cardine di questo mondo tormentato. Così, violenza, crudele sopraffazione, smania di potere, confluiscono sui tanti irrisolti (e, sembrerebbe, destinati a restare tali) ed oscuri interrogativi del fenomeno migratorio incontrollato. Un tema, quest’ultimo, caro all’artista e fonte di memorie dolorosamente rese punto di forza per costruire un futuro di affermazione. Sappiamo come lo status di emigrato sia entrato a far parte nel DNA di Soni Tufina, giunto in Italia, come tanti figli della terra di Albania, oltre vent’anni or sono, per proseguire gli studi, aspirando così ad una condizione di vita migliore ma inevitabilmente cadendo vittima di sfruttamento: quei molti lavori precari svolti in un’iperbole massacrante fatta di doppi, tripli turni, senza mai un giorno di riposo.

Una mostra di denuncia globale, è vero, ma priva di qualsivoglia animosità. Le opere di Soni Tufina sono soltanto gli occhi della verità, un volo interiore che aleggia di speranza...

Caterina Berardi

Pubblicato in data 07/08/2017