MARTEDÌ 12 DICEMBRE 2017 05:26
 

Istituzioni

BCC - BANCA DI VERONA - Convegno 12 Novembre 2016 -

Aula Magna del Silos di Ponente della Università di Verona

Guardare al futuro con consapevolezza

- Dall’ascolto del territorio le proposte di Banca di Verona nel contesto della Riforma del Credito Cooperativo -

- Verona al centro del mondo del credito cooperativo -

Il saluto iniziale del Rettore dell’Università, Prof. Nicola Sartor, a cui va il merito, con i suoi predecessori, della inaugurazione del nuovo polo universitario, e la presenza del Sindaco Flavio Tosi.

 

LE BCC SONO LE BANCHE PREFERITE DAI VERONESI, PERCHE' GARANTISCONO UNA RELAZIONE DIRETTA CON LA CLIENTELA E SOSTENGONO UN BENESSERE DIFFUSO.

AD AFFERMARLO UNA RICERCA DEL DIPARTIMENTO DI ECONOMIA AZIENDALE DELL'UNIVERSITA' DI VERONA E CUEIM, REALIZZATA IN COLLABORAZIONE CON BANCA DI VERONA E PRESENTATA IN UN CONVEGNO DI RILEVANZA NAZIONALE

 

Le banche di credito cooperativo, in quanto mutualistiche e cooperative, sono il reale strumento di sostegno dell'economia e della società del territorio. Questa è la conclusione alla quale è giunta una ricerca compiuta dal dipartimento di Economia aziendale dell'Università di Verona e dal Consorzio universitario di Economia industriale e manageriale – Cueim - , sulle percezioni e le aspettative dei clienti dei servizi bancari nel contesto della riforma del credito cooperativo.

 (nella foto a s., il professore Claudio Baccarani)

  I professori Claudio Baccarani e Angelo Bonfanti (nella foto a d.), che si occupano di Economia e gestione delle imprese, nell'analizzare cosa pensano i clienti delle banche al fine di valutare le conseguenze della riforma in atto nel mondo delle Bcc, hanno svolto una ricerca basata su interviste a 232 clienti di servizi bancari del Veronese (il 51 per cento dei quali hanno conti in Banche di Credito cooperativo, di cui il 27 per cento sono soci) e sul confronto nell'ambito di focus group con i rappresentanti delle categorie economiche, del mondo delle professioni e dell'associazionismo.

Da questo lavoro d'indagine - che ha toccato un campione composto di 71 immigrati di 22 nazionalità diverse e che ha compreso persone appartenenti a tutti i ceti sociali - è emerso che c'è ancora un forte legame con le filiali, cosa che vale in particolare per i clienti delle Bcc (il 78 per cento ha dichiarato di andare personalmente allo sportello almeno con frequenza mensile e il 73 per cento di accedere ai servizi di internet banking).

 

D'altro canto, va anche ricordato che è in atto un invecchiamento significativo della popolazione (nell'ultimo decennio 2006-2015 l'incremento degli over 65 è del 16,46 per cento contro un aumento del 4,42 per cento dei giovani nella fascia 0-14 anni), che ci sono sempre più stranieri, visto che a Verona vive il 22 per cento degli stranieri residenti in Veneto con un fenomeno sempre più significativo di italiani che migrano all'estero. Sotto il profilo economico, la provincia scaligera continua a tenere, pur manifestandosi un crescente fenomeno di polarizzazione delle classi sociali che sta portando alla riduzione della classe media.

Tornando alla relazione con gli istituti di credito, il 71 per cento dei clienti delle Bcc è soddisfatto del rapporto con la banca (contro il 61 per cento dei clienti altre banche), grazie al contatto diretto con il personale, che rimane stabile nel tempo, ed all'immediatezza delle risposte. L'85 per cento dei clienti delle Banche di Credito cooperativo intervistati definisce come un punto di forza il localismo degli istituti di credito, inteso come vicinanza al territorio e sostegno alla comunità. Questi aspetti, aggiunti ad una percezione dell'attività bancaria come servizio per la diffusione del benessere, con attenzione alle famiglie e alle imprese sono stati evidenziati anche nel corso dei focus group.

 

  (nella foto, Giovanni Bertagnoli, il Presidente di Banca di Verona) 

     La ricerca è stata presentata sabato 12 novembre nell'aula magna del Silos di Ponente, che si trova al numero 24 di via Cantarane, dell'ateneo scaligero. L'incontro ha visto l'intervento del presidente di Banca di Verona Giovanni Bertagnoli, che ha ricordato i 65 anni di attività dell'istituto, ed una tavola rotonda che a ha avuto come moderatore il presidente del comitato scientifico del Cueim e professore emerito dell'Università La Sapienza di Roma Gaetano Golinelli e come partecipanti il presidente di Federcasse Alessandro Azzi, il direttore generale di Iccrea Banca Leonardo Rubattu, il Direttore di Banca di Verona Valentino Trainotti e il Direttore di Veronafiere Giovanni Mantovani, oltre a monsignor Adriano Vincenzi, incaricato della CEI per Confcooperative.

 

 Verona, quindi, conferma il suo ruolo di primo piano per quanto riguarda il mondo del credito cooperativo e Banca di Verona, forte dei suoi ottimi risultati e della sua solidità (ha un cet1 pari 23,53%), porterà il suo contributo di idee in questa importante fase di realizzazione della riforma del credito cooperativo.

Pubblicato in data 15/11/2016