MARTEDÌ 12 DICEMBRE 2017 05:28
 

Territorio

Fiorenza Canestrari pubblica il suo primo libro: "Alessandro Canestrari".

La prima biografia di un politico veronese, uomo di stato e di famiglia.

 

     Alessandro Canestrari – gli affetti; la Resistenza; la politica -, (Casa Editrice Mazziana, pp.197): quale è stato l’incipit di questo libro di grande impatto, la prima biografia di un politico veronese dei nostri tempi, che cattura il lettore per sensibilità e acume e per quella vista magica che indica la capacità, sopra ogni cosa, di individuare la natura profonda degli esseri umani grazie a solo qualche indizio?.

Scegliendo uno spunto, tra il fremere di una memoria pulsante di vita e devozione affettiva, la passione di offrirne testimonianza in sede letteraria, o lo spauracchio di una damnatio memoriae da parte delle giovani generazioni? Di certo ognuno di questi elementi, in angolazione diversificata, si intreccia e risponde alla sensibilità dell’autrice Fiorenza Canestrari, figlia di Alessandro che si colloca quale personaggio di portante rilievo nella vita politica provinciale e nazionale, per oltre un quarantennio. Intendendo, quindi, dalla fase bellica su vari fronti, alla prigione nel campo di Bolzano, alla militanza combattente nella Resistenza, alla parentesi ventennale della ricostruzione e relativo boom economico, fino al 1976, anno conclusivo del quarto mandato parlamentare di Canestrari medesimo. Alessandro fu uomo di stato e famiglia, autorità e sensibilità, tutto assieme.

Dotato di un profondissimo senso etico “secondo giustizia e clemenza”, profuse l’integerrima propensione nel costruire rapporti di estrema correttezza con chiunque, ascoltando le istanze dei concittadini e focalizzando nella gestione della ‘cosa pubblica’ i punti fondamentali di un programma strategico volto al mantenimento degli equilibri di forza ed imperniato sull’onestà e la chiarezza d’intenti Tra le sue doti, Fiorenza ricorda la natura ribelle ed irruenta, in realtà doti che appartengono a quei grandi statisti ‘scomodi’ di ogni credo e di ogni fase storica, riposti in secondo piano dai vertici di partito che, affamati di potere oscuro, intrattenevano i soliti giochi di alleanze.

Canestrari, di cui si ricorda ancor oggi l’adamantina fede politica e un certo sferzante redarguire l’inetta assenteista corrotta traditrice massa dei rappresentanti di fazione parlamentare, fu un 'pater familias' d'altri tempi nei confronti dei meno fortunati, dimostrandosi peraltro altrettanto generoso nel riconoscere i propri errori di giudizio soprattutto verso i nemici di battaglia a Montecitorio. E fu, fino all'ultimo respiro, appassionato difensore delle istituzioni democratiche. Il debutto letterario di Fiorenza, ceramista di fama e lungimirante talent-scout di giovani artisti, oltre che apprezzata curatrice di eventi musicali e mostre di richiamo internazionale, si deve ad un progetto (o meglio ad una laboriosissima collazione documentaria sull’archivio di famiglia) concepito all’incirca due anni or sono e, da Fiorenza stessa, rivolto a tessere l’ordito della biografia paterna.

A ciò, una necessaria premessa che parte dall'ubertosa Valpolicella, a Casterna: qui, la dolce luce del declivio inonda i vigneti e le stanze di una dimora di origine secentesca, dove i Canestrari amavano riunirsi, nelle pause dagli impegni, in intimità familiare, ospitando amici e personaggi illustri nella più schietta convivialità. In vista di lavori di ammodernamento, proprio nei vasti spazi di quella che era stata la casa di 'rappresentanza', è comparso, quasi deus ex machina concatenante, il tesoro affettivo di famiglia, il cospicuo archivio stipato da mano meticolosa in innumerevoli casse, non più aperte da decenni...E, esaminando foglio per foglio, allo sfilare immaginario dei ricordi , volti e voci, si andava rinsaldando il fil rouge tra passato e presente, nel raccontare -attraverso diplomi attestati fotografie scritti e spartiti autografi - chi sono stati e continuano ad essere i Canestrari.

Una famiglia numerosa formatasi nel corso di più generazioni e operante in vari campi professionali e imprenditoriali: potremmo definirla una dinastia saldamente radicata nel territorio e ben conosciuta, ovunque. Tra i diversi componenti dei numerosi rami familiari, va ricordato, ad aprire, Dionigio, virtuoso compositore dell'800, la cui splendida musica ha ottenuti riconoscimenti in campo internazionale ed è tuttora oggetto di approfondimenti bibliografici soprattutto sulle partiture inedite. e, a seguire, Alessandro Canestrari.

Fiorenza ha scoperto, in questa sua esperienza di approccio ri-elaborativo, come lo scrivere sia un privilegio dell’età: quando, d’un tratto o dopo lungo riflettere e confrontarsi, nasce il desiderio di eliminare le scorie del proprio vissuto per liberare il fluire delle emozioni. Ne fuoriesce un magma, il collante vivo del ricordo, che erutta le angosce e i timori di un tempo nel presente sia pure mantenendo l’originaria, intatta forza evocativa narrante, sullo sfondo lontano del risentimento o doloroso rimpianto...Così, la storia, di una famiglia, un paese, un’intera nazione, mai si conclude, chiamando in causa il destino per redigere un capitolo apparentemente nuovo : poiché, quasi per una sorta di prodigio, l’autrice delinea con pari maestria di tratto un’intima essenza memoriale, tra eventi gioiosi e drammatici, e facendo riaffiorare quei dettagli peculiari del passato che s’inseriscono inevitabilmente nell’orbita della grande storia italiana .Fiorenza, la “passionaria bianca”, così legata al padre Alessandro, per somiglianza di carattere ed inclinazione di scelte personali che tuttora la contraddistinguono, ripercorre il sentiero delle cronache famigliari come fu già per Natalia Ginzburg, Dacia Maraini e, in giorni più prossimi a noi, per Lilli Gruber.

Di certo, per l’autrice veronese, è stato un mettersi in gioco fatto di straordinaria dedizione, nel rispetto dell’eredità di valori morali e del senso di quella profondissima onestà trasmessa dal padre.

Fiorenza affida i ricordi privati alla memoria storica, mantenendo quell’equilibrio (raro a trovarsi in un’opera prima) che le consente di collocare il giusto tassello da inserire nel grande affresco dei tempi, quel mosaico dove confluiscono piccole storie parallele, tra voce di colloquio famigliare e voce ‘off’ narrante storici eventi. Va detto, se si fosse calcata la mano, indugiando sulla mera evocazione, lo scritto avrebbe perduta la sua forza istintiva, causando grave ammanco agli autografi documentali, peraltro contraddistinti da lucida analisi, sferzante e costruttiva ironia, e, massimamente, focalizzati sull’esigenza di libera difesa dei propri ideali di libertà e spirito democratico.

In definitiva, nella biografia di Alessandro Canestrari, cogliamo il lascito fondamentale di un monito lucidamente espresso che apre ad un’inevitabile catarsi di pensiero (per l’uomo politico, la consapevolezza della propria missione, di cui l’esempio della vita del protagonista vede un continuo confronto per la tutela dell’istituzione democratica, allora, oggi e nei giorni a venire) –e viene, da Fiorenza, colta in intenso contrappunto sull’acuto sagace ed altrettanto equilibrato giungersi e tracciare scenari di vita, ricchi di memorie proprie e di altri.

Caterina Berardi

Pubblicato in data 16/11/2017